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Altro che spinello, trovate tracce di cocaina nel corpo di Dario

Matteo Failla avatar Lunedì 28 Maggio 2007, 15:59 in Milano Università e dintorni, Milano cronaca di Matteo Failla
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Una decina di giorni fa avevamo scritto un post sulla morte di Dario, il ragazzo ucciso da un presunto spinello all'Istituto Gadda di Paderno Dugnano. Già allora avevamo avuto forti sospetti sulla natura dello spinello, visto che casi di morte per uso di cannabis o marijuana sono praticamente inesistenti.

Avevamo anche parlato dell'abitudine degli studenti di oggi, che oltre a fumare a scuola spesso si concedono qualche striscia di polvere bianca nei bagni e nelle aule. Quella del fumare una canna è un'attività che a quanto pare era del tutto normale all'interno dell'Istituto e, diciamola tutta, sembra essere abbastanza normale anche nei bagni e nei corridoi di tanti altri licei/istituti.

Quando va bene si tratta di spinello, spesso giungono notizie di strisce di coca consumate durante l'intervallo. Oggi i giornali parlano di una morte dovuta ad uno spinello, ma ci vorranno almeno tre giorni per sapere la verità (si attendono gli esami tossicologici).

Ecco quello che scrivevamo, e ai tempi eravamo anche andati ad informarci sulle possibilità di morte in seguito ad uno spinello. 

Siamo andati ad informarci, per capire se realmente si può morire per uno spinello. La letteratura medica lo reputa praticamente impossibile, a meno che, come afferma un medico che abbiamo sentito ed altri esperti e docenti d'Università che oggi sono stati interpellati sul caso, il principio attivo (Thc) non fosse superiore alla norma o che la canna contenesse anche qualche altra sostanza. Ad esempio il crack, che può essere letale.

 

Ora scopriamo, dopo gli esami tossicologici, che Dario, il quindicenne di Cusano milanino, aveva tracce di cocaina in corpo. Si parla di crack. Insomma, forse lo spinello conteneva anche cocaina.

Anzi, nei polmoni di Dario non c'era alcuna traccia di "fumo". Molto probabilmente il ragazzo aveva fumato della "coca brasata", cocaina crackata, insomma chiamatela come volete: ha fumato cocaina. Ora bisognerà chiarire se il giovane avesse anche malformazioni congenite. Per capire questo però ci vorrà ancora tempo.

Ma c'è un altro aspetto a preoccuparci. I genitori, subito dopo la tragica morta, avevano detto che era impossibile che il figlio si fosse fumato una canna. Ora si scoprono addirittura tracce di cocaina, ben più pericolosa, soprattutto se assunta nelle modalità descritte prima.

Insomma, il nodo cruciale riguarda i genitori, che conoscono sempre meno i propri figli: quella di Dario è una tragedia che alza il sipario su una generazione che viaggia su una strada dissestata, mentre i genitori procedono spesso incosapevolmente su un' autostrada a cinque corsie. Tanti genitori oggi credono di conoscere ciò che in realtà non possono nemmeno immaginare.

Superato lo shock per la morte del povero Dario bisognerebbe ragionare su questo. 

11
11 commenti
11
30 Nov 2007
alle 16:55

Achille

Dario Evola era un grande... COme tutti quelli lissù

10
30 Mag 2007
alle 21:42

Roberta

  1. tutti a scuola sanno tutto di tutti...
  2. TUTTI A CASA A LEGGERE JOYCE E PROUST... poi vedete che non vi servono droghe per farvi i viaggi...
Rimango sempre sconvolta da quelli che danno la colpa alla società, ai genitori, ai pompieri, ai reality: signori, stiamo parlando di un quindicenne che viveva in provincia di Milano. Non sapeva quello che stava facendo? Non sapeva che le droghe fanno male, possono uccidere, si rischia? Se la sua motivazione era: "Fa figo. Mi diverto. Lo faccio" a chi la diamo la colpa?

9
30 Mag 2007
alle 10:22

giulia

Ormai non ci lascia più nemmeno tanto basiti. Un ragazzo morto a causa della droga. A scuola. Ormai casi di questo tipo sono all'ordine del giorno, forse per 2 minuti ci pensiamo su, ma poi, su, la vita continua, per noi almeno. Ed è esattamente qui l'errore: il fatto che molti di noi vedono queste cose distanti mille anni luce da se stessi, ma non è così. Si inizia da qualche sigaretta, poi proviamo una canna (tanto cosa può farci), poi, a scuola tra un'ora di lezione e l'altra, come Dario, si muore. L'educazione anche su queste cose, deve partire dalla scuola, dalla famiglia... e se siamo messi così forse è perchè c'è qualcosa che manca. E su questo dovremmo riflettere. Di chi è la vera colpa?

8
29 Mag 2007
alle 11:15

Matteo Failla - Milano 2.0

Oltretutto quel "ancora una volta" iniziale lascia basiti.

7
29 Mag 2007
alle 11:13

Matteo Failla - Milano 2.0

Mamma che astio.

La tua prima affermazione è inesatta: ci sono stati casi di morte dovuti a malformazioni cardiache+uso cannabis.

La seconda affermazione è inesatta: è un gergo che tra i giovani gira (comunque l'osservazione è valida, il termine è quello). 

La terza affermazione è corretta, grazie per la segnalazione. E' evidente che si è trattato di una svista. 

6
29 Mag 2007
alle 11:04

cd1[di3]

Ancora una volta su blogosfere un intervento approssimativo e zeppo di imprecisioni.

 * di cannabis _non_ si muore. non è che le morti da cannabis sono "praticamente" inesistenti, sono zero e basta e il motivo risiede nel rapporto dose efficace/dose letale che è uno a dodicimila circa.

 * la cocaina "bRasata" non l'ho mai sentita. basata, casomai, o freebase. bastava una ricerchina con google eh.

 

* schock? ai miei tempi si scriveva shock (all'inglese) o choc (alla francese)

5
29 Mag 2007
alle 06:56

Loretta

Dario era davvero un ragazzo a posto, perfettamente integrato in una parte di società civile attiva: famiglia, scuola, sport (giocava a calcio seriamente da quando era alle elementari). Figlio fortunato di una madre che aveva scelto di non lavorare e di  un padre con il quale  condivideva  amici, sport e tanto altro.

In questa brutta storia non c'è l'alibi dell'abbandono, la solitudine o la noia. Il vero dramma è che vivamo in un'epoca in cui non ci sono scrupoli. Dove, per il guadagno di poche decine di €uro, non si fa caso alla vita altrui e dove i nostri figli non si possono più permettere il lusso della curiosità delle cose della vita, come quella di provare a farsi una "canna" .

4
29 Mag 2007
alle 01:42

Elisabetta Monari

Trovo che sia grave la responsabilita' della scuola: in Italia c'e' una legge che proibisce il fumo nei luoghi di lavoro e pubblici e quindi, a maggior ragione, nelle scuole e si permette ai ragazzi di fumare nei corridoi, addirittura mariujana e coca! Dove erano i professori che hanno il dovere di sorvegliare tutti i luoghi dove i ragazzi fanno la ricreazione, dividendosi le zone? Dove erano i bidelli? Far rispettare la legge antifumo e' un dovere di tutto il personale scolastico. Il ragazzo di 15 anni era un minore ed era affidato alla scuola durante l'orario scolastico, intervallo compreso. I professori e i bidelli erano forse a fumare anche loro davanti alla porta, con un piede dentro e uno fuori, facendo finta di rispettare la legge? Quello e' per loro orario di lavoro, non possono aspettare la fine dell'orario? Che esempio danno ai ragazzi? I morti per i danni da fumo appreso a 15 anni dal professore "figo" sono molti molti di piu' di quelli da coca, ma non fanno notizia. Comunque se non si fosse fumato, non si sarebbero fumati neanche spinelli piu' o meno truccati con coca. E' gia', ma in Italia fa "figo" "confessare" in pubblico che si e' fumato uno spinello da giovani e poi si e' arrivati perfino alla poltrona di Ministro.....peccato che non faccia notizia che anche il drogato che ti chiede la carita' ha cominciato anche lui con uno spinello.....ma non e' diventato ministro. Secondo me e' gravissimo che non ci si curi dell'esempio che si da' ai giovani e la responsabilita' degli educatori e delle persone che hanno un ruolo pubblico e' altissima. 

3
28 Mag 2007
alle 22:14

mr.watson

Con Dario non è venuto a mancare solo un ragazzo di 15 anni ma è venuto a mancare un  pezzo della società. Nessuno può sentirsi fuori da queste situazioni. Aldilà della retorica, dei sensi di colpa credo sia ora di voltare pagina. Il buonismo ,ossia l'indulgenza per il possesso della modica quantità per uso personale  non terapeutico deve finire! L'alternativa? Non certo il carcere ma far pagare fin dall'accertamento del solo possesso, anche occasionale di droga, una multa in base alla pericolosità della sostanza ai terzi obbligati in solido(genitori o tutori). Forse potrebbe servire a far recepire quei segnali che i genitori a volte non possono recepire e si eviterebbero le morti come fulmini a ciel sereno. La trovata publicitaria o meglio il business del test antidroga non serve a nulla. Potrebbe servire se usato come esempio da chi vuole scagliare la prima pietra  senza prima dimostrare di essere lui stesso senza peccato.

2
28 Mag 2007
alle 16:40

Matteo Failla - Milano 2.0

Non saprei, forse un maggior dialogo potrebbe anche aiutare. Non è che stiamo tornando ai tempi della decimazione di una generazione per colpa dell'eroina? Anche allora si diceva che era impossibile fare qualcosa.

Certo che se poi si pensa di non dover dare troppe regole ai figli e li si fa uscire mezzi nudi a 14 anni in discoteca... oppure non si parla con loro di nulla... 

1
28 Mag 2007
alle 16:33

arlene

Quali mezzi hanno i genitori? Se i ragazzi si drogano a scuola, ora di sera (perchè purtroppo la maggior parte dei genitori arrivano a casa la sera) credo che i postumi siano passati. Se lo fanno in discoteca, ecco, forse bisognerebbe stare alzati fino alle 5-6 del mattino e guardarli in faccia; ma più di tutto bisognerebbe non avere paura di andare contro i figli, di parlare con loro e anche di scontrarsi. Bisogna iniziare a dire no da quando sono piccoli, bisogna ritirare i remi in barca e accettare qualche legge che sembra reazionaria ma che forse spezza la catena di permissivismo che sta dilagando. Sempre se vogliamo un futuro per i nostri figli

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