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Milano, multe alle biciclette che sfrecciano sui marciapiedi

Matteo Failla avatar Lunedì 21 Maggio 2007, 16:39 in Milano cronaca, Milano sport di Matteo Failla

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Non vorremmo attirare le ire dei ciclisti, però la decisione che è stata presa oggi ci sembra assolutamente giusta. Chi in vita sua non è mai stato alle prese con i simpatici ciclisti che sfrecciano sul marciapiede attentando quotidianamente ai nostri piedi e gomiti sporgenti?

Va bene che la città è invivibile a causa del traffico, va bene che tanti vorrebbero vederci in giro come in Cina - tutti in coda in bicicletta - ma a volte i cari ciclisti milanesi ci sembrano un po' meno cari. 

Allora facciamo così, partiamo dalla notizia, poi ci occupiamo delle riflessioni sul caso. Leggiamo qui che da oggi si opterà per la tolleranza zero per i ciclisti che circolano sui marciapiedi: per chi sgarra una multa da 36 euro.

I vigili urbani ssono stati avvertiti da una circolare che parla di «un fenomeno in costante aumento» che ha provocato numerose segnalazioni ed esposti da parte dei cittadini. «Finora l'indicazione era sostanzialmente quella di chiudere un occhio - ha detto Roberto Miglio, delegato Rsu della polizia locale -. Ora, il cambio di marcia.

Ma un conto sono gli scriteriati che sfrecciano a velocità massime, un altro le persone che utilizzano il marciapiedi in maniera assennata e prudente. In questo secondo caso, vista la pericolosità delle strade milanesi e i pochissimi chilometri di piste ciclabili, chiudere un occhio è un atteggiamento più che giustificato».

Ecco, il punto è proprio quello: abbiamo poche piste ciclabili, però prendere la bici è una scelta personale e nel momento in cui si opta per questa bisogna anche adeguarsi alla realtà nella quale si vive.

Benissimo le lotte per una città migliore che si muove a pedali, però finchè la situazione milanese è questa bisogna adeguarsi alle regole:
- i marciapiedi non sono piste ciclabili o circuiti per ciclisti
- il semaforo, quando è rosso, è rosso anche per te ciclista
- la strada è di tutti, è vero, però se tu ciclista viaggi in mezzo alla strada intralci il traffico e provochi brusche frenate.

Certo, è un'opinione del tutto personale, ma la maleducazione e il non rispetto delle regole viaggia su quattro ruote, su due ruote motorizzate ma anche su due ruote spinte dall'umana forza.  

27
27 commenti
27
19 Mar 2010
alle 18:10

Giacomo

oggi mi è successa una cosa abbastanza patetica: andavo in via archimede, una strada a senso unico parecchio stretta, e dietro di me avevo un'auto che non voleva superarmi (le altre lo avevano fatto). dopo alcune cenitaia di metri, mi ha pure suonato con il clacson, al primo passo ho rallentato e quella ha accellerato superandomi. Seccato, l'ho mandata a quel paese, ed IN MEZZO ALLA STRADA l'auto ha inchiodato. Mi sono affacciato al finestrino e il guidatore, nonostante gli avessi cortesemente (quasi fosse una voce registrata XD) ricordato che io avevo le piene ragioni per il codice stradale, questo mi ha minacciando, letteralmente "la prossima volta che ti vedo ti metto sotto"...

avrei voluto rispondergli con un po' di buone ragioni per abbassare la cresta, ma in quel frangente proprio non ci sono riuscito...

voi che ne pensate?
26
02 Mar 2010
alle 12:03

ia

Faccio un appello ai pedoni.

Siate un pò comprensivi nei riguardi dei ciclisti, pensae che spesso se vanno sul marciapiede è perchè sono costretti a non farsi mettere sotto dalle automobili: proprio come voi pedoni.

Provate a prendere la bicicletta una volta nella vita e vedrete che per certi tratti di strada la città ti obbliga ad andare sul marciapiede...

Pedoni, acquistate anche voi una bicilcetta o provatela a Milano almeno una volta nella vita. Il mondo rallenta e vi cala lo stress e il nervosismo..

Una volta io fui pedone come voi. Lo fummo tutti, ahinoi pedoni! Lo fummo e lo siamo.

25
01 Mar 2010
alle 18:12

Giacomo

e per inciso, non appena metto piede su un marciapiede (magari quello di casa mia) vengo subito insultato da qualche vecchietta, che oltre a dirmi parole spiacevoli mi da del tu con una certa confidenza.
Per favore, vecchiette: se volete insultarmi, quantomeno datemi del lei!

24
01 Mar 2010
alle 18:07

Giacomo

il codice della strada non funziona, non per le biciclette.
premetto che non amo andare sui marciapiedi, e quando ci vado mi preparo già a chiedere scusa ai passanti per ogni eventuale problema, poichè so che nel torto sono sempre io, di legge, e mettermi a polemizzare non è piacevole.

Tuttavia il codice della strada non tiene conto di noi ciclisti: le auto non hanno nessun regolamento che impone loro di lasciare un metro e mezzo di distanza dalle auto parcheggiate, eppure si lamentano quando noi intralciamo la strada: abbiamo velocità e tempi di ripresa diversi, se ci lasciano proseguire a lato mentre aspettano il rosso, non devono poi aspettare la nostra "partenza lenta" al cambio di semaforo. Quando trovo l'automobilista "furbone" che rimane più a destra per cercare di guadagnare un paio di metri di strada, solitamente lo guardo con disappunto, o gli faccio gesti, ma il più delle volte bellamente mi ignora. 

Inoltre gli incroci non sono fatti per le bici, e quando bisogna svoltare siamo come invisibili, ragion per cui uso SEMPRE le striscie pedonali, sentendomi in colpa. é vero che avendo preso la bicicletta mi assumo vantaggi e svantaggi, ma così come mi sento di contribuire ad una città più pulita, più sana, e soprattutto più civile, delle volte mi sento preso in giro, e l'unica soluzione è continuare a fare orecchie da mercante agli ipocriti che ci giudicano, e illudersi che la nostra città potrebbe diventare, anche grazie a noi, un posto migliore.

23
22 Gen 2010
alle 14:25

giordano

io sono un ciclista milanese e non sfreccio sui marciapiedi. quelli sono i ragazzini gli incoscienti - ki parla a sfavore dei ciclisti sono i petrolieri o gli anziani senza senno e chissa chi altro, evidentemente non sono milanesi ma non meritano considerazione in questo caso. Invece di inventarsi dire le stupidagini, c'è da considerare che milano deficita di piste ciclabili (questo lo sanno tutti) in tutta milano ci saranno 2-3 km di p.ciclab. in pessime condizioni non solo ma sono anche  ostruiti dagliautomobilisti dai pedoni, mamme in passegino, motorini, buche, radici ecc. addirittura o incontrato una vettura che viagiava sulla pista ciclabile per evitare un un camion della netteza urbana! ed io non posso utilizare marciapidi? sulle strade ci sono le vetture che ti stirano - dove cavolo vado io?! la reggione deve costrurie per milano le piste per i ciclisti come si deve. ha dato incentivi per le biciclette perchè non fare le piste?

22
28 Lug 2009
alle 18:39

ia

SE tutti i cilcisti rispettassero il CODICE della strada ossia:

pedalassero sulla carreggiata come PREVEDE il codice le AUTOMOBILI dovrebbero considerare i velocipedi come n mezzo da superare e non da AFFIANCARE.

Le automobili sarebbero costrette ad ADEGUARSI alla velocità tecnica del mezzo che le precede ossia:tutte le macchine DOVREBBERO andare a 20-30 KM.

E Tutto questo per rispettare le REGOLE!! Che valgono per tutti: IL CODICE non contempla che si possa viaggiare AFFIANCATI ad un altro mezzo ma solo SUPERARLO in sicurezza e solo quando si ha la certezza di superare con il proprio mezzo la completa estensione del mezzo da superare rientrando poi dalla carreggiata  di sorpasso:

I cilcisti non sono dei pedoni. Il mezzo o si supera COMPLETAMENTE o si deve SEGUIRE.

LE regole appliccate alla lettera BLOCCHEREBBERO il traffico di qualunque strada cittadina a 20-30 KM orari...

Tolleranza zero? Solo a senso unico?

Uno scipero dei cilclisti che applicassero le regole alla lettera BLOCCHEREBBE MILANO... (come quando i TIR per protesta circolano in massa sui raccordi o sulle tangeziali a 50Km/h)..

Per info: lettura del CODICE della STRADA...

21
28 Lug 2009
alle 18:29

ia

[...Libera reinterpretazione del pensiero dominante]:

Benissimo le lotte per una città migliore che si muove a pedali, però finchè la situazione milanese è questa bisogna adeguarsi alle regole:

- i marciapiedi non sono piste ciclabili o circuiti per ciclisti SONO PARCHEGGI PER LE AUTOMOBILI (soprattutto nei giorni di lavaggio strade)

- il semaforo, quando è rosso, è rosso anche per te ciclista COSI COME gli automobilisti sono OBBLIGATI DALLE REGOLE DEL CODICE DELLA STRADA a mettere la freccia e a guardare da entrambi i lati della carreggiata prima di immettersi nel traffico veicolare (che comprende anche le biciclette)

- la strada è di tutti, è vero, però se tu ciclista viaggi in mezzo alla strada (per evitare le macchine parcheggiate in doppia fila o sulla pista ciclabile) le macchine ti sgommano ad 1cm di distanza per ribadire che la strada non è di tutti ma solo delle automobili CERCANDO DI STRINGERTI SULLA DESTRA CONTRO IL MARCIAPIEDE.

Certo, è un'opinione del tutto personale, ma la maleducazione e il non rispetto delle regole viaggia su quattro ruote, su due ruote motorizzate ma anche su due ruote spinte dall'umana forza.

Infatti i popoli PIU' MALEDUCATI d'Europa quali i TEDESCHI, gli OLANDESI, i FRANCESI, gli SVIZZERI, i BELGI, etc, elevano multe ai PEDONI se intralciano le piste ciclabili riservate escluzivamente alle biciclette. 

Se per caso una macchina di questi maleducati popoli dovesse parcheggiare su una ciclabile viene RIMOSSA a FORZA nel giro di 10min..

Ma noi siamo i MEJO.. Noi siamo MIGLIORI.. ABbiamo la TOLLERANZA ZERO contro i cilclisti... e contro l'uso ragionato del CERVELLO..

No Comment!

20
28 Lug 2009
alle 13:05

akiro

> Chi in vita sua non è mai stato alle prese con i simpatici ciclisti che sfrecciano sul marciapiede attentando quotidianamente ai nostri piedi e gomiti sporgenti?

a me non è mai successo ed a Milano giro solo a piedi o con i mezzi.


>Ma un conto sono gli scriteriati che sfrecciano a velocità massime, un altro le persone che utilizzano il marciapiedi in maniera assennata e prudente.

ecco la verità sta qui, io leggo solo commenti adirati contro i ciclisti dove si fa "di tutta l'erba un fascio". Prendete chi "sfreccia" ma lasciate in pace gli altri che cercano solo di portar a casa salva la pelle.



>prendere la bici è una scelta personale

no, se prendo la bici non inquino e quindi è anche un favore che si fa al prossimo
i mezzi non sono così capillari come si crede, soprattutto in città che non sono Milano.

19
21 Lug 2009
alle 12:48

Groik

Certamente manca il buon senso e ognuno ha le sue ragioni e i suoi torti.Ho avuto due cani e 5 gatti quando gli animali non facevano tendenza:non hanno mai aggredito nessuno e i loro bisogni li hanno sempre fatti NON nei giradini pubblici e nemmeno sui marciapiedi.

Ho una bellissima bicicletta e anche una macchina,ma NON vado sui marciapiedi perche non c'è la pista ciclabile cosi come sono odiosi quesi ciclisti che indefessamente NON viaggiano in fila indiana come scrive il Codice della Strada,ma si dispongono lungo la careggiata ,si mettono cioè di traverso.

Quando contesto sia colui il quale va in bicicletta sul marciapiede  sia questi ciclisti che occupano la careggiata,mi prendo un vaffaculo .

Il problema esiste e lo sottoposto alla vigilanza urbana e mi sn sentito rispondere che si,lo sanno,ma che per evitare contstazioni da parte del quartiere che poi si rifletterebbero sul Presidente di quartiere che poi si tradurrebero in consensi elettorali,non mettono mano.

Allora mi domando: perche devo farlo io? Non è il mio compito e queste persone sono preposte e pagate e assunte per farlo.

Le regole ci sono e spetta tutti noi materializzarle e stabilire i confini con le tolleranze perche ala lunga,questo lassismo mentale allarga le maglie della tolleranza fino a farla divenire una regola come nel caso di invasioni della pista ciclabile e delle bici che vanno sui marciapiedi.

Perchè quando supero i confini italiani se solo accenno con la bicicletta ad andare sul marciapiede per cambio di corsia ,vengo immediatamente ripreso da TUTTI e successivamente multato?

Serve maggiore fermezza e determinazione perche crescere va bene ma crescere ignoraanti è peggio e devastante. 

18
29 Giu 2009
alle 19:56

dave

Cari ciclisti anche io spesso mi muovo in bici, ma le bici (velocipedi) sono veicoli e come tali devono circolare sulla carreggiata. La carreggiata non comprende i marciapiedi. Quindi in assenza di piste ciclabili dovete usare la strada. Questo è cioò che dice il codice della strada.Fuori casa mia i ciclisti passano regoalrmetne sul marciapiede, sfrecciando a tutta velocità (perchè così evitano di fermarsi ad una di quelle piccole rotonde che adesso si trovano spesso anche in città).Così se esco in auto dal mio passo carraio è praticamente impossibile che veda con sufficiente anticipio i ciclisiti, perchè vanno troppo veloci!!! E poi se gli dici che non si va in bici sul marciapiede hanno anche il coraggio di mandarti a quel paese!

17
15 Gen 2008
alle 16:06

Barbara (ciclista)

Ciao a tutti. io vado a lavoro in bici. Ci metto un'ora e cado almeno una o due volte. Sono obbligata a passare sui marciapiedi pena cadere ancora più spesso. Faccio grandissima attenzione ai pedoni e uso il campanellino per avvisare anche da lontano.

Ogni mattina ho però paura di fare un incidente: la colpa è delle macchine che parcheggiano in 2° e 3° fila e mi obbligano a guidare in mezzo alla strada e alle macchine che parcheggiano sui marciapiedi, riducendone la misura.

Mi dispiace per i pedoni un po' bistrattati...ma non dimenticatevi: noi ciclisti siamo pedoni nei giorni di pioggia!

E mi trovo in accordo con tutti i ciclisti che qui hanno postato, ma devo aggiungere una cosa: se tutta milano andasse a lavoro in bici ci sarebbero molti meno problemi e molti meno ciccioni...

16
14 Dic 2007
alle 14:52

Iride

Sarò una voce inutile ma vorrei parlare da pedone stressato e ormai sfiduciato.

Oggi è successa l'ultima: ormai da mesi per andare da via Pacini a via Maniago dove insegno devo percorre il sottopassaggio della ferrovia perchè alle 7.30 del mattino andrei controcorrente e sari travolta dal gregge di pendolari che arrivano a Milano. Da anni il sottopassaggio è già impraticabile per i perenni e inutili lavori che qualche Penelope di qualche ente di gestione  probabilmente fà e disfa per occupare il tempo. Negli ultimi anni sono arrivati i lavori degli ascensori che forse fra secoli potranno funzionare, ma nel frattempo rendono ancora più impraticabile il sottopasso, quando non distruggono le orecchie dei passanti col martello pneumatico che i fortunati operai non sentono perchè hanno le protezioni alle orecchie. Data questa situazione tutte le mattinee affronto il tunnel, visto che c'è un cartello che dice che una vernice antismog è stata messa, anche se ormai il suo effetto dubito esista sotto lo strato nero del tempo.  Quando stamattina ho tentato di passare ma ho dovuto faticare perchè una bicicletta che veniva dall'altra parte, con portapacchi carico di uno sporgente borsone (e i corrimani ormai storti dai colpi di auto e camion lasciano pochissimo spazio) mi ha reso difficoltoso il passaggio e alla mia perplessità la "gentile signora" ha in malo modo risposto "dove vuole che passi?" "Per la strada" ho tentato di rispondere, ma intanto mi aveva rovinato la giornata.

15
25 Mag 2007
alle 14:50

Lucia

ciao a tutti! premetto che mi capita spesso di girare sia in bici che a piedi a milano.

mi sembra che spesso in questa discussione (qui e altrove) si siano alzati troppo i toni, quando per primi i vigili consigliano il buon senso.

non trovo giusto attaccare la categoria intera dei ciclisti, dicendo anche che è una scelta propria andare in bici piuttosto che a piedi o in auto. un ciclista in più fa un favore anche ai polmoni di numerosi pedoni, ma lasciamo perdere questa considerazione.

ammetto di andare spesso in bici sui marciapiedi, specialmente da quando, anni fa sono stata investita da un'auto che girava contromano (e io ero pure sulle strisce pedonali, con il semaforo verde).

ma c'è modo e modo di andare in bici su un marciapiede. trovo incivili coloro che sfrecciano sui marciapied o che scampanellano per far spostare i pedoni, il marciapiede è lor, in primis.

ma se uno va piano, su un marciapiede largo, consapevole del fatto che non è solo suo, e passa solo dove c'è posto (e magari dicendo un bel grazie a coloro che si spostano) che male c'è???

non so cosa ne pensate, ma mi seccherebbe tanto dover pagare 36 euro di multa quando in vita mia non ho mai suonato a un pedone sul marciapiede e credo di non aver mai dato fastidio...

14
25 Mag 2007
alle 12:51

poldo

Sarà un caso ma ogni volta che arriva il caldo ed il sole i ciclisti si moltiplicano...mi spiego meglio,ciclisti,automobilisti,pedoni,non sono categorie.Credo che questo sia un fatto!Se oggi prendo la bici sono ciclista,quando la parcheggio divento pedone,se prendo la macchina divento automobilista.Io uso la bici tutti i giorni dell'anno,e in autunno o d'inverno,sinceramente non vedo tutti questi ciclisti in giro.Insomma le tre categorie arrivato il caldo si mischiano allegramente e quello che in inverno prende l'auto per fare 10 km in coda perchè stà al calduccio,in estate si potrebbe trasformare in ciclista,quindi non credo proprio che la categoria conti qualche cosa.

13
24 Mag 2007
alle 00:33

Giovanni

Quante cazzate che stai dicendo, multare i ciclisti è la peggiore cosa  che un amministrazione comunale possa fare, sono poche le persone che sono disposte a sopportare i soprusi che ci toccano per poter evitare di aumentare il traffico e inquinare la citta. vi prego di andare a vedere cosa fa la città per noi ciclisti, che possibilità ci da per poter usare il nostro mezzo, ecologico, che non fa rumore e non genera traffico. Fai un giro sulle piste ciclabili di milano(tanto ci metti poco) la ciclabile di via venti settembre, impraticabile perchè dei cazzoni di automobilisti la occupano per parcheggiare(dove non vengono multati) oppure la ciclabile di via molise(credo) dove qualcuno ha fatto la scelta estetica di mettere ghiaia sul fondo stradale, erndendola così pressoche impraticabil. Mi sento preso ingiro da questi comportamenti e da chi dice che noi siamo un pericolo per la città, se penso a tutte le volte che rischio la vita per evitare portiere aperte di scatto oppure macchine che svoltano senza freccia. I ciclisti sono una risorsa, non un pericolo.

12
22 Mag 2007
alle 14:56

Manu

Sempre peggio!

Sono sia pedone che ciclista, non possiedo un'automobile e non ho nemmeno intenzione di acquistarla. Scelta personale? Non proprio, preferirei chiamarla scelta CONSAPEVOLE! Percorro in bici più di venti Km al giorno per recarmi al lavoro, sfidando le insidie di un hinterland e di una città invivibili. Sono basita da questo provvedimento in quanto spesso mi trovo costretta a transitare sui marciapiedi per evitare di terminare la mia giornata in carrozzella o più direttamente al camposanto. Su i vialoni di accesso alla città (ex. Viale Italia a Sesto San Giovanni) le auto sfrecciano indemoniate superando allegramente ogni limite di velocità, mentre i tir assicurano inalazioni di aria salubre. Eppure non mi arrendo: sono convinta che una viabilità meglio pensata e abitudini di vita diverse (ossia scollare il deretano dalla magica scatoletta) consentirebbero a tutti di riscoprire il proprio ambiente di vita, imparando ad amarlo di più e a battersi per incrementarne l'abitabilità.

11
22 Mag 2007
alle 14:35

Matteo Failla - Milano 2.0

bello questo commento, ne faccio subito un post :-)

10
22 Mag 2007
alle 13:59

eppursimuove

Visto che si lamentano tutti, mi dovrò adeguare. Faccio la mia lamentela da fan del “cavallo di San Francesco”, cioè da pedone. Il pedone a Milano è sgradito, indesiderato, disturba l’inciviltà pubblica. Un esempio della vita difficile del pedone milanese? Io sono di quelle che non riesce ad uscire di casa, tuffarsi di corsa in metropolitana, risalire di corsa da questa e infilarsi in ufficio. Soffocherei. Ho bisogno di una breve passeggiata a piedi. Lo so, sono anacronistica. Si dev’essere in ritardo, perennemente di corsa, super nervosi e soprattutto indifferenti e disattenti agli altri. Ho un passo veloce, mi capita spesso di essere di fretta, ma cerco di ritagliare un piccolo momento nel quale stare in pace con me stessa. Da animale a due zampe anacronista, rinuncio a dieci minuti a letto (che tanto non migliorerebbero la mia condizione di diesel) e appena uscita di casa, faccio qualche passo a piedi. Ed inizia la mia avventura di pedone. Si sa, il pedone sta sull’organo sessuale a tutti: automobilisti, ciclisti, cani, merde di cani. Inizio con uno slalom tra una cagata e un’altra di cani perchè a Milano, vivono parecchi animalisti incivili. Sì, gli animalisti, quelli che “amano” gli animali a quattro zampe e odiano o non riescono ad avere rapporti con quelli a due zampe. Possono coltivare la loro maleducazione anche grazie all’assenza di controlli e di multe della Polizia Locale (mi piacerebbe sapere quante sono in un mese le contravvenzioni ai padroni dei cani). Dopo aver slalomato tra una merda di cane e un’altra, devo scendere dal marciapiede, perchè mi imbatto in un addetto alle pulizie che non conosce la differenza tra pulire il marciapiede e sparare una canna. Canna d’acqua. Come se fossimo al parco acquatico di Mirabilandia. Ovviamente, nel scendere il marciapiede deve prestare parecchia attenzione per evitare di essere stirata dal solito frettoloso e ritardatario automobilista che non perde tra l’altro occasione per parlare al cellulare mentre guida. Sperare di trovare un ghisa della Polizia Locale che vede l’innaffiatore e l’automobilista che non rispetta il codice stradale è una speranza vana. Ovviamente, nel mio procedere, devo attraversare una strada ad un incrocio sprovvisto di semaforo. Mi apposto all’altezza delle strisce pedonali, in attesa che qualcuno ricordi il codice della strada. Nel mentre che attendo, scorro mentalmente ciò che devo fare durante la giornata. Ad un certo punto mi girano i cosiddetti e procedo inducendo l’automobilista a fermarsi. Automobilisti non anacronistici come la sottoscritta. Frettolosi e furiosi. Quindi se uno si porta a sinistra, si ferma per svoltare consentendomi di passare nel frattempo, ecco che arriva il solito cxxxxxxe che lo vuole superare a destra e mi impedisce di proseguire se non aspiro a diventare gatto silvestro. Gli epiteti che indirizzo a tale automobilista ve li lascio immaginare. Riesco a sopravvivere e arrivo all’altro marciapiede. Dove, ovviamente, mi aspetta un’altra merda di cani. Se sono riuscita slalomando a non pestare le varie merde dei cani dei vari anilamisti (DI MXXXX!) se sono sopravvissuta ad una doccia oppure se per evitare la doccia sono riuscita a non farmi stirare magari da un fuoristrada - perchè è noto che a Milano, la macchina più adatta per girare è il fuoristrada - ecco che riesco per un attimo a tirare il fiato, ma, improvvisamente, un nuovo ostacolo mi si pone davanti o rischia di inchiappettarmi da dietro: il ciclista. Convinto di essere al giro d’Italia, procede con il suo zig-zag che pare ubriaco. No. E’ sobrio. Solo che andare in bicicletta con auricolare del cellulare da una parte e ipod dall’altra, la ventiquattrore, i giornali e quant’altro possa stare tra il manubrio e il retro, rende il suo procedere da suonato alticcio. Riesco a scartare il ciclista, ma ecco, che un’altra arriva. Anche lei zigzagando, mostrandomi la sua biancheria intima, procede verso di me, è incerta, non sa se scartarmi a destra o a sinistra. Mentre lei dedice il da farsi, io che sono un tipo deciso, so perfettamente dove lei deve andare. E ce la mando. Dopo questo percorso avventuroso, che Alpitour potrebbe inserire tra i suoi pacchetti offerta, arrivo ad un bar. Mi sono meritata un caffè prima di entrare in ufficio. E chi trovo. Trovo due o tre ghisa della Polizia Locale che si gustano cappuccino e croissant e si raccontano della sera prima. Sicuramente sono in pausa. Legittima. A questi punto, mi vorrete scusare ma avrei delle domandine. I ciclisti che sfrecciano in corso Vittorio Emanuele come li vogliamo considerare? Li multiamo oppure noi pedoni ci togliamo dalle balle perchè interferiamo nel loro passaggio? Dove sta la polizia locale? Come viene utilizzata lo si vede in piazza del Duomo e anche tra le 7 e le 9 del mattino. Sia chiaro. Siamo uno dei popoli più incivili al mondo. Non possiamo pensare che siano le forze dell’ordine a sopperire all’ignoranza sempre più diffusa e che diffondiamo ai nostri figli. Ma è certo che se siamo carenti nel senso del rispetto del convivere insieme, lo siamo altrettanto nei controlli e nell’applicazione delle leggi. Nelle scuole è sopravvissuto il Manzoni mentre è stata abolita l’educazione civica. Io invertirei. Dalle scuole, fuori il Manzoni, dentro l’educazione civica. In un periodo nel quale si dibatte dei giovani, della scuola, della famiglia, proviamo a ripartire da qui.  Vista la dura vita dei pedoni, avrei un suggerimento per i sindacati. Ve lo dò io qualcosa da sostenere e per cui lottare: telelavoro. In alternativa: andate a lavorare. A piedi.  

9
22 Mag 2007
alle 13:22

Michele (ciclista)

Come ciclista abbastanza disciplinato non ho problemi per questo nuovo divieto.

Come milanese sonbo davvero stufo: ancora una volta per Milano si parla di tolleranza zero (cioè non tolleranza, intolleranza).

Idee? Zero.

Proposte? Zero.

Milano non fa nulla per il traffico (chi ha mai visto il mitico piano urbano del traffico?), non fa nulla per favorire i ciclisti. E fa un nuovo divieto.

E tutti pronti a dire: "è ora di finirla!", "non sì vive più!"...

Rancora, rabbia, conflitti continui: questa è Milano oggi.

I nuovi zingari sono i ciclisti... Manderemo furoi città anche quelli... che almeno respirano meno tumore...

8
22 Mag 2007
alle 12:14

simonttx

eh eh eh.... birichino...

7
22 Mag 2007
alle 12:05

Matteo Failla - Milano 2.0

Va meglio quella che abbiamo pubblicato adesso? (l'invito rimane tuttavia sempre valido)

6
22 Mag 2007
alle 12:02

Matteo Failla - Milano 2.0

Sa hai qualche foto da mandarci siamo ben contenti di sostituirla :-)

Non ne girano molte in rete sui ciclisti milanesi (chissà perchè...) 

5
22 Mag 2007
alle 11:51

simonttx

Bellissima la foto proposta in alto, si vede chiaramente che è una strada di Milano. Mi sembra di riconoscere il pirellone e il castello sforzesco sulla destra, dietro alla collina...

4
22 Mag 2007
alle 11:39

simonttx

Giusto punire i ciclisti !

Chi si credono di essere ?

Girare in bicicletta sui marciapiedi ?

Ma siamo matti !?

I marciapiedi sono per le auto e per i motorini.

3
22 Mag 2007
alle 09:54

Matteo Failla - Milano 2.0

Personalmente, come già detto nel post, credo che girare per la città in bicicletta sia una scelta personale, legittima, che tuttavia deve fare i conti con la realtà della metropoli.

Non ci sono piste pedonali? Combattiamo per averle.
Vogliamo più bici e meno auto? Combattiamo per renderlo possibile.

Ad oggi, però, Milano non è Amsterdam. Prendere una bici vuol dire rischiare la pelle tutti i giorni. Pretendere di essere nella ragione solo perchè si ha in mano una bici però è sbagliato. Spesso il ciclista sembra atteggiarsi ad essere superiore che - proprio perchè a pedali - può permettersi di tutto: intralciare il traffico, passare con il rosso, sfrecciare sui marciapiedi. 

Questo comportamento mette tutti a rischio. 

2
21 Mag 2007
alle 19:49

Ciclista

Faccio notare che ad oggi non c'era una norma che impedisse ai ciclisti  di andare sui marciapiedi. Andatevi a leggere l'art 182 del codice della strada... Bastava rispettare le norme che già c'erano come fanno la maggior parte dei ciclisti. e ora per punire quelli che non le rispettano si punisce la categoria... complimenti.

Chi pensa che questo provvedimento sia giusto è un ignorante, nel senso proprio del termine: parla di norme che impediscono la circolazione delle biciclette sui marciapiedi (quando fino ad ora non ce ne erano - tanto è vero che hanno dovuto fare un provvedimento apposta.... ); parla di maleducazione ma si dimentica di usare la buona quando ha qualcosa da dire passando subito agli insulti; cita regole di convivenza sociale e critica chi cerca rendere questa convivenza più accettabile, togliendo macchine dalla strada e riducendo i danni all'ambiente; in poche parole non sa di quello che parla. Ancora complimenti. 

1
21 Mag 2007
alle 17:43

mi

Concordo in tutto. E' ora di finirla di vedere per Milano ciclisti che non rispettano il codice della strada (aggiungo anche pedoni che attraversano con il rosso) e che quindi costringono gli automobilisti ad avere 40 occhi. Anch'io utilizzo a volte la bicicletta e quindi devo anche denunciare la mancanza o quasi di piste ciclabili. Forse i nostri governatori dovrebbero farsi un giro nel nord Europa per veder come le città hanno risolto il problema non solo in periferia ma anche nel loro centro.

Come sempre però le multe non verranno date e tutto continuerà come prima 

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