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Il Comune di Milano dichiara guerra a lavavetri e mendicanti

Matteo Failla avatar Lunedì 16 Luglio 2007, 17:58 in Milano cronaca di Matteo Failla
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di Marco Trabucchi

Dopo l’emergenza borseggiatori in Stazione Centrale e l’aumento esponenziale di scippi e furti sono in molti a puntare il dito su rumeni e bulgari, soprattutto il vice sindaco De Corato che ha indetto domani un vertice in questura per definire come applicare la direttiva europea del 2004, che regolamenta l'accesso e il controllo dei cittadini dell'Unione europea.

Dopo l’ingresso della Romania nell’Unione Europea le domande per l’iscrizione all’anagrafe si sono moltiplicate. I romeni oggi residenti a Milano sono 6.714: più dei francesi (3.316) e dei tedeschi (1.910). Dall'inizio del 2007 sono stati iscritti all'anagrafe 874 romeni e 67 bulgari, e sono ancora aperte rispettivamente 1.690 pratiche.

In pratica il vice sindaco mira a togliere dal cesto degli immigrati le “mele marce”, gli irregolari che praticano accattonaggio e vivono di espedienti. Come? La legge parla chiaro: i requisiti che il cittadino dell'Unione Europea deve avere per soggiornare nel territorio nazionale per un periodo di tempo superiore ai tre mesi: «Essere lavoratore subordinato o autonomo, deve disporre per sè e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti per non diventare un onere a carico dello Stato e di un'assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo a coprire tutti i rischi nel territorio nazionale». 

Il cittadino comunitario, una volta fermato, deve recarsi entro tre mesi all'anagrafe per l'iscrizione «dichiarando il proprio nome, la residenza, l'attività lavorativa e la disponibilità di risorse economiche sufficienti per sè e per i propri familiari».

Gli sfaccendati dunque dovranno essere allontanati «qualora vengano a mancare queste condizioni indispensabili a determinare il diritto di soggiorno». Da settembre quindi giro di vita con l’intensificazione dei controlli che partiranno in settembre.

La proposta del vice sindaco è semplice: più controlli su chi commette accattonaggio. «Lavavetri o uomini e donne che chiedono l'elemosina devono essere subito identificati e, nel giro di tre mesi, allontanati se non sono in regola».

Un’iniziativa meritevole per la sicurezza anche se rimane aperta la questione etica: bastano tre mesi di tempo per trovare un lavoro?

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2 commenti
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17 Lug 2007
alle 20:21

Stefano Colangelo

Ma basta con il buonismo.. 3 mesi non bastano per trovare lavoro? le nostre città sono le più deturpate del mondo, accattoni e mendicanti stranieri ovunque.. Basta al degrado basta all'invasione dei rom, salviamo l'Italia dagli invasori immigrati e dagli stupidi buonisti traditori!!!

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16 Lug 2007
alle 23:50

Matteo

A me nn creano alcun fastidio... gli dico di NO!, me lo lavano comunque.. parte il verde.. li ringrazio andandomene senza pagare.. mi mandano a fa****o.. io rispondo col medio e li ringrazio di nuovo.. ma che male vi fanno? vetri puliti gratis per noi, un po' di stretching alle braccia per loro.. e via! ;)

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