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"Vade Retro", la mostra omosex mutilata non apre a Milano: meglio così

Matteo Failla avatar Lunedì 16 Luglio 2007, 09:45 in Milano arte e cultura di Matteo Failla
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Ci eravamo già espressi sulla censura inflitta alla mostra omose "Vade retro", trovando del tutto inappropriato l'atteggiamento di Letizia Moratti. Come vi avevamo anticipato venerdì scorso la mostra non si farà più a Milano ma si allestirà in un'altra città. Una sconfitta per la città di Milano, ma un sollievo per coloro che non sopportano la censura.

Una "mostra mutilata" non avrebbe avuto senso. Ce lo spiega anche ConiglioViola, autore di una delle opere censurate, "Ecce trans", che ci ha inviato questa mail.

Le varie vicessitudini, iniziate con l'esclusione della nostra opera "Ecce Trans" dalla mostra "Arte e Omosessualità" si sono concluse con la completa cancellazione della mostra.

Sgarbi dichiara "Di fronte alla censura la soluzione più concreta é la censura estrema e quindi la cancellazione della mostra". Abbiamo seguito questa polemica che ci vede protagonisti tra l'incredulo e il divertito e, infine, non possiamo che appoggiare la decisione di annullare una mostra che comunque si sarebbe presentata mutilata. 

Tuttavia – a proposito dei tanti inteventi che in questi giorni si sono sprecati su "Ecce Trans" - riteniamo d'obbligo due puntualizzazioni. La prima riguarda il linguaggio. Chi segue l'arte contemporanea e ci conosce sa quanto la ricerca estetica di ConiglioViola sia curata (la nostra ultima mostra personale ha Milano ha richiesto un lavoro di tre anni).

In "Ecce Trans" la scelta di utilizzare un registro stilistico "basso" anzi "bassissimo" era richiesto dall'opera stessa. La seconda riguarda il carattere provocatorio dell'opera. La missione di un artista non è quella di cercare provocazioni gratuite ma di esprimere delle emergenze, e quando queste emergenze sono collettive è naturale che l'opera desti scandalo.

Rappresentando Gesù come un trans siamo certi di non offendere Gesù che è stato per primo un grande provocatore, un sovvertitore della morale. Accostare la figura di Gesù a quella di un trans, come di qualsiasi altro emarginato, non ha nulla di irriverente anzi è profondamente in linea col cristianesimo.

Il problema sono invece i moralisti, i benpensanti che si fanno scudo dell' "essere cristiani" per determinare la situazione di estrema arretratezza culturale che stiamo vivendo nel nostro paese: dove anche l'arte può essere censurata.

Il nostro risarcimento artistico lo prenderemo comunque in Autunno nella stessa Milano dove inaugureremo la nostra nuova personale "Non sono una signora". L'ambientazione? Una chiesa.

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