Il primo cittadino sei tu
Quello tra Second Life e il business sembra un legame inscindibile: fin dalla sua nascita nel 2003 il mondo virtuale creato dalla Linden Lab ha dimostrato di essere molto più che un gioco ospitando esprimenti di marketing che hanno fatto molto parlare di sé.
Anche l'Italia è stata contagiata dalla febbre della Seconda Vita (come se non bastasse la prima) e l'imprenditoria si è accorta di questo settore promettente ma allo stesso tempo insidioso.
La fantasia dei giovani imprenditori trova in Second Life un terreno fertile: ne sono un esempio le iniziative dei milanesi Filippo Zordan, Fabio Ranfi e Chiara Hughes che nel virtuale hanno dato vita ad interessanti esperienze di Second Business , trampolino di lancio nella carriera reale. Tutto questo mentre Milano si prepara al grande salto ufficiale in Second Life, come annunciato negli scorsi giorni dall'assessore ai giovani Giovanni Terzi - progetto di cui abbiamo già discusso , noi e la blogosfera, esponendo qualche dubbio.
Nessun dubbio invece ha avuto l'Inter (sì, la società sportiva milanese) nell'esporre i suoi discussi trofei online: non un semplice sito ma una sede virtuale proprio in Second Life. Ne aveva parlato Blogosfere Sport & Motori accomapagnando i tifosi in un tour virtuale: dal campo di calcio più che sintetico alla bacheche fino alle maglie celebrative. Ora la sede è attiva e ha in programma una serie di eventi che farà incontrare i tifosi con i calciatori - o meglio, con gli avatar dei calciatori, gestiti da chissà chi) e regalerà gli immancabili gadget. Virtuali ovviamente, come è d'obbligo su Second Life.
Dall'America però arrivano notizie che potrebbero rovinare i piani di questi intraprendenti giovani meneghini: la fuga da Second Life è una realtà con le aziende, pioniere e prime colonizzatrici del virtuale, che non trovano nuovi stimoli per continuare le proprie attività digitali e cominciano a parlare di una bolla destinata ad esplodere.
Ne aveva già parlato Blogosfere High-Tech proprio nel giorno in cui l'Italia viveva il suo primo raduno real-virtuale, il Second Life Pride. I maniaci della seconda vita si sono incontrati per manifestare la loro passione e diffondere l'amore per Second Life - che in Italia non ha ancora sfondato veramente. E chissà se sfonderà mai vista l'aria che tira oltroceano.
L'esperienza di questi giovani milanesi sembra funzionare: tra magliette, tatuaggi e architettura virtuale si parla di guadagni concreti attorno ai 150 euro al mese. Sì perché nel virtuale valgono le stesse regole della realtà: se vuoi qualcosa devi comprartelo, con soldi virtuali che a loro volta acquistano con veri e sonanti dollari americani (1 dollaro vale circa 270 Linden Dollars). Ecco forse cosa non piace agli italiani: spendere. Tantissimi entrano in Second Life per curiosità ma la percentuale degli abitanti economicamente attivi si riduce drasticamente.
Gli americani hanno già fiutato l'inghippo: quando ci arriveremo anche noi? Intanto facciamo gli auguri a tutti gli imprenditori, milanesi e non, che cercano la loro strada online: dopotutto la creatività e l'impegno vanno premiati e Internet potrebbe essere il posto giusto - ma non contate troppo sul portafogli degli internauti italiani!
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alle 20:24
Filippo Zordan
Speriamo che l'evento di Second Life si trasformi in una realtà comune dove all'interno si possa trovare si uno sfogo alla vita reale, ma anche un modo nuovo di navigare in internet.
Ve lo immaginate Google in Second Life? A mio avvico questo software prenderà il posto dell'attuale "internet explorer"...poi chi lo sa.
Buona continuazione