Il primo cittadino sei tu
Milano ospita Oriana Fallaci - Intervista con la storia, mostra dedicata alla giornalista scomparsa un anno fa: una delle figure italiane più note all'estero, personaggio controverso che preferiva l'etichetta di scrittore, rigorosamente al maschile.
A ritrarla saranno quattrocento pezzi tra immagini, articoli, libri e oggetti personali raccolti a Palazzo Litta che riapre proprio in questa occasione dopo una chiusura durata un secolo.
Onnipresenti la macchina da scrivere e le sigarette, segni distintivi di una personalità inconfondibile. Stumentalizzata, osannata, incompresa, autoesiliata a New York, la Fallaci è sempre stata scomoda, basti citare un passaggio di "Niente e così sia" in cui irride "i vandalismi degli studenti borghesi che osano invocare Che Guevara e poi vivono in case con l'aria condizionata, che a scuola ci vanno col fuoristrada di papà e che al night club vanno con la camicia di seta".
Così la ricordavamo. Nella mostra un'intera biografia in immagini e oggetti, dall'infanzia ai successi giornalistici passando per le tappe fondamentali: il Vietnam, dove fu inviata di guerra per L'Europeo così come in Sud America, Pakistan e Medio Oriente; la storia d'amore con l'uomo Alekos Panagulis, leader della Resistenza greca contro il Regime dei Colonnelli, fino alla morte di lui nel '76; l'America, che la ospitò e la omaggiò; l'11 settembre 2001.
Anche Milano le ha tributato il maggiore riconoscimento cittadino, l'Ambrogino d'oro, nonostante fosse Firenze la sua città. Milanese è invece Alda Merini, tra le maggiori poetesse italiane, che in questi giorni ha trovato spazio sui quotidiani italiani perché la città in cui è nata e vive le ha tolto il gas.
Tutta colpa, come racconta Corriere.it, di una telefonata; vi riportiamo parte dell'articolo:
La Merini, classe 1931, dal suo bilocale sui Navigli, secondo piano, senza ascensore, in un bel vecchio stabile vecchia Milano stravolto o violentato dal recupero dei sottotetti, chiamò un amico, «apro i rubinetti ed esplodo». Arrivarono carabinieri, vigili, pompieri. Se ne andò il gas, sigillo alle tubature. Racconta uno dei soccorritori: «Salimmo nell’appartamento, trovammo le finestre spalancate, come se avesse voluto far uscire la puzza del gas...».
Prorpio della sua casa, un bilocale sui Navigli milanesi, la Merini Parla ne La nera novella:
Quando mi dicono che la mia casa è in disordine, e lo è (la sovraccarico di roba), non immaginano che ho provato il peggio e quindi me ne strafrego dell’ordine e del disordine. L’essenziale è avere un tetto. Ma che tipo di tetto? Sul nostro tetto non viaggiavano gli operai come su casa mia. Non ci molestava nessuno, anzi, ci ignoravano del tutto, e questo era per loro un grande ossequio alla malattia mentale, che voleva dire menefreghismo. Tanto che io non parlavo più. Ho imparato a parlare anni dopo, col tempo, ma mi hanno subito rubato le parole di bocca e si sono mangiate anche quelle. Così finirò con una battuta che mi disse un’infermiera: ” Lei non ci ha mai detto in tanti anni che scriveva.” . Io le ho risposto: ” Perché non ero matta”
Salve,
la mia ragazza ed io viviamo in Lussemburgo ed avevamo pianificato un we in Italia soprattutto con lo scopo di visitare la mostra in onore della Fallaci. Venerdi' 28 settembre arriviamo quindi davanti a Palazzo Litta (dovrei piuttosto dire davanti al cantiere Litta!!) per scoprire con disappunto che quel giorno la mostra era chiusa per dei lavori. Se rendere omaggio ad una grande giornalista e scrittrice è organizzare una mostra in un palazzo con dei lavori di restauro, con un pezzo di carta incollato ad una porta con del banale nastro adesivo a mo' di avviso della mostra in corso...beh, son piuttosto perplesso. Senza parlare della presa per il culo (scusate l'espressione) e la maleducazione nel non informare i turisti!! Complimenti Milano!
Milano ricorda Oriana Fallaci ma ho come l'impressione che la Fallaci (che viveva tra New York e Firenze) non conservasse un grande ricordo di Milano. Ed è facile capire il perché.
Non rispondono, solo kanaglie da queste parti.
Clicca sul nome e ti apparirà.....
Milano, l'Italia, è fatta così, si ricorda delle persone, di certe persone, solo dopo che sono morte. Questo Paese è fondato sui cadaveri, aiuta a morire per trarre linfa, vita.
Noi stiamo combattendo contro i vampiri, gli zombie, made in Italy. Noi siamo antikanaglie e tu?
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alle 03:02
Nick
Fabrizio, un avviso di "lavori in corso" l'avevano messo sul sito dei Beniculturali della Lombardia (http://www.lombardia.beniculturali.it/Tool/Promotion/Single?id_promotion=54)