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Decibel "fuori controllo" a ridosso dell'autostrada: i residenti insorgono

Simona Mapelli avatar Martedì 18 Dicembre 2007, 18:29 in Milano cronaca di Simona Mapelli

Società Autostrade e Comune di Milano hanno le braccine molto corte. Dal 1990 ormai si rimbalzano uno con l'altro l'incombenza di dotare quasi due chilometri di strada dal confine della città al cavalcavia Serra - Monte Ceneri di barriere protettive antirumore.

Diciassette anni di attesa, richieste inascoltate, lotte inutili che i residenti delle zone interessate (via Mambretti, via Cogne, via Sarpi, via Montefeltro), 15 mila in tutto, hanno portato avanti per la loro salute fisica e mentale, perchè sfido chiunque a vivere a lungo con il tuono martellante delle macchine che passano senza impazzire.

Niente di niente. E' vero, l'intervento è molto costoso, ma necessario. Per gli incarichi inutili d'oro ci sono sempre fondi e per il bene dei cittadini si può fare a meno di investire? E poi che nessuno si stupisca dell'insurrezione popolare. L'autostrada li c'è sempre stata, peccato però che chi ha preso casa da quelle parti non poteva prevedere che si sarebbe addirittura raddoppiata senza che nessuno facesse nulla per l'area residenziale intorno.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe dare un'occhiata ai dati dell'inquinamento acustico, come se non ci bastassero le polveri sottili, due volte al di sopra dei limiti consentiti. E non una tantum, ma tutti i trecentosessantacinque giorni dell'anno.

Ottantacinque decibel di giorno e cinquantacinque di notte, praticamente senza tregua. Il Comune ha sempre fatto orecchie da mercante perchè del problema lo sapevano tutti, oltre al fatto che nel 2000 sono stati fatti dei rilevamenti lampanti sul caso, ormai ovunque su una strada a percorrenza veloce vengono installate le barriere. E oltre all'inganno la beffa, di chi ha comprato casa sperando in un po' di verde e relax e si è trovato sommerso da smog e rumori assordanti ventiquattr'ore su ventiquattro.

Per tutti questi motivi domenica un folto gruppo di esasperati ha preso in mano cartelli e striscioni e ha pacificamente, beati loro che riescono a mantenere la calma, fatto sentire la propria voce. Il caso arriverà, finalmente, dritto in Consiglio Comunale. Alla buon ora, sono serviti solo 17 anni per prendere in considerazione l'inizio del dibattito su come inserire in Bilancio i fondi necessari a questo intervento, speriamo non ne servano altrettanti per vedere installare le barriere.

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