La mappa delle prostitute milanesi su Google Maps: merce in versione 2.0

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Su Google map è ora disponibile la mappa di tutte le prostitute di Milano: tecnologia e prostituzione si incontrano.

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C’è da non crederci, tecnologia e prostituzione si incontrano per offrire un innovativo servizio ai clienti milanesi (proprio ieri parlavamo di prostituzione). Non sia mai che un uomo si possa ritrovare una sera senza donna e non sappia a chi rivolgersi. Eravamo a conoscenza dei siti specializzati nei quali i frequentatori di squillo inseriscono le proprie opinioni e un voto alla prestazione, ma una Google Maps che censisce e descrive le prostitute da strada ci mancava.

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E’ una cosa agghiacciante, soprattutto se si leggono i commenti. Immaginatevi la scena. Il frequentatore si presenta dalla prostituta, si diletta nell’arte dell’amore, poi torna a casa e piazza a mò di Risiko la pedina sulla cartina di Milano.

Non solo, aggiunge al carro armato una descrizione ed un colore: Gennarina fa bene questo, non vuole fare quest’altro, è troppo veloce e ti mette fretta, è antipatica.

prostituta%2023.jpgCi si limitasse a questo potremmo anche dire in coro un bel vabbè, il problema è che in quelle descrizioni risalta la follia del soggetto: la ragazza è un semplice oggetto del quale lamentarsi, magari per la poca passione sprigionata durante il rapporto.

Eccheccavolo, io pago, dammi anche un po’ di passione oltre a quelle gambe mozzafiato.

Invece no, questi poveretti si devono trovare davantiLa solita Rumena che non ci mette passione“, “Quella che non vuole farlo senza“, “Quella che in fondo è un po’ molliccia e sembrava meglio“.

Frasi come queste rendono ancora più tragica la vicenda. I voti e le descrizioni fatte nei siti dai clienti delle escort, se non altro, almeno nella maggior parte dei casi, fanno parte di un giochetto nel quale un adulto si accompagna ad una donna che è consenziente e fa quel lavoro per libera scelta (più o meno, anche se purtroppo non sempre è così).

Nel caso della prostituta straniera da strada invece la situazione è inversa: il 90 per cento di loro non batte per fare la bella vita. Non è lì a divertirsi. E’ vittima dello sfruttamento. Il gettone che i clienti le danno, quei 20 euro per una rapporto orale così così, non finiscono nelle sue tasche, ma in quelle della persona che ha organizzato la sua uscita notturna.

E’ incredibile. Non esiste una mappa dei servizi di pubblica utilità - almeno non così organizzata - ma è possibile trovare quella delle prostitute milanesi.

Non sappiamo se ridere o piangere. Non è vero, lo sappiamo. 

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