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Expo 2015, Celentano attacca: saremo sommersi da catrame e cemento

Matteo Failla avatar Mercoledì 2 Aprile 2008, 11:28 in di Matteo Failla
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Ricordate quando parlavamo delle inevitabili polemiche che avrebbero investito la candidatura di Milano all'Expo del 2015? Bene, sono arrivate direttamente da Adriano Celentano. E così, dopo la lunga diretta video di ieri, dopo le riflessioni (ma anche i ringraziamenti) è arrivato il momento della sfuriata di Celentano, che come sapete non ama i progetti che i tanti architetti hanno in cantiere per Milano.

Scrive Celentano (sul suo blog, che però è in flash e per ora non è linkabile): «Mentre da un parte gioisco per la grande conquista fatta dall’Italia, dall’altra il mio animo si adombra fortemente, sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (proprio così, ndr) progetti per materializzare un’opera che potrebbe veramente essere un messaggio per il mondo, se fosse data in altre mani non inclini a speculazioni di stampo “sfigurativo”».

«dobbiamo fare presto, prima che questo angolo di “meraviglia” racchiuso ancora per poco dentro ognuno di noi, si addormenti definitivamente in un coma irreversibile nel quale ci stanno trascinando le nuove star dell’architettura, per intenderci i vari Fuksas, Botta o quelli dei tre grattacieli, Libeskind, Isozaki e Hadid sull’ex fiera di Milano. Allora sarà la fine e il colpo di grazia è già in canna, pronto per la sua “gittata” finale sull’Expo».

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Cosa ne pensate? Siete d'accordo con Adriano? Qui trovate il post che avevamo scritto e che faceva riferimento alle principali opere che andranno a cambiare il volto della città


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Ma Celentano scrive anche: «il Pianeta ci mostra i suoi oggetti e noi gli mostriamo l’Arte di una cultura milanese che simboleggi le caratteristiche di costruzione secondo lo stile non americano, cinese, tedesco o russo, ma quello tipico lombardo del milleottocento».

Siamo qui per discuterne con voi. La prima voce critica non si è fatta attendere. 

5
5 commenti
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02 Apr 2008
alle 16:16

Oliverio Gentile

Segnalo la discussione "Milano Expo 2015: Cittadini condannati alla protesta o coinvolti nelle proposte?" ( http://www.partecipami.it/?q=node/4297 ) avviata oggi nel "Forum permanente sulla città" di partecipaMi con questo post:
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Prima di Pasqua leggevo questo articolo del Corriere della Sera sull'Expo.
E condivido con l'autore che questo Expo porterà dei cambiamenti giganti nella città (a livello di strutture, a livello economico, a livello sociale, ecc).  Ma  Garzonio  dice anche: "E v'è da creare una cultura dello sviluppo che, senza demonizzare mercato e produttività, metta al centro l' uomo e la vivibilità". E su questi temi si sono focalizzati numerosi commenti post "vittoria".

Viene da chiedermi: l'evento Expo non potrebbe essere un momento per ripensare la sostenibilità della città?
E ancora: dove, a che livello, e in che modo è sostenibile coinvolgere i cittadini nelle scelte di questo Expo? sostenibile per la città, per i cittadini, ma soprattutto per i suoi rappresentanti.

-- fiorella
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4
02 Apr 2008
alle 14:39

Skymino

E' possibile che abbia da dire la sua su ogni cosa che si faccia? Milano non mi pare stia diventando una colata di cemento come continua a sostenere, al posto di fabbriche e industrie si stanno costruendo bei quartieri pieni di verde e parchi. Poteva andar peggio. Non capisco proprio cosa voglia, tanti paesini?

Allora perché non se ne sta sulle sue colline in brianza?

3
02 Apr 2008
alle 13:23

misette

Milano è una metropoli quindi assulatamente legittima la costruzione di grattacieli e strutture di cemento. L'importante è farle belle e salvaguardare per quel che si può l'ambiente. Infatti c'è in progetto un nuovo parco in città e la navigazione del Naviglio. 

2
02 Apr 2008
alle 12:22

Dottor D.

Celentano è un grande artista e, secondo me, anche un uomo molto simpatico, ma quando si atteggia a santone riesce solo a sparare banalità e stupidaggini.

 

In questo caso si fa alfiere di una mentalità molto italiana, secondo la quale il passato è sacro e il cambiamento è sempre visto con sospetto. Insomma, il tipo di mentalità che ha prodotto l'Italia perdente nella quale viviamo oggi.

 

In questo periodo si parla tanto della Spagna come di un Paese all'avanguardia. Ebbene, fatevi un giretto nella città di Valencia: è piena di palazzi moderni, costruiti negli ultimi anni. Edifici bizzarri, avveniristici, certo non per tutti i gusti, ma sicuramente nuovi. Il tipo di architettura che da noi viene osteggiato, perché in Italia la bellezza è soltanto quella classica, il futuro è un presente ininterrotto e si stava bene solo ai tempi della nonna.

 

Ben vengano i nuovi grattacieli di Milano, se possono dare uno scossone a questa mentalità polverosa. Ben venga la Milano dell'Expo, se può aiutarci a concepire un'Italia diversa. E Celentano, bé, è meglio che si limiti a cantare. 

1
02 Apr 2008
alle 12:13

roy

Non sono d'accordo con Celentano, se vogliamo Milano Capitale europea, Milano deve stare al passo coi tempi. Non siamo più ai tempi della via Gluck, per favore!  Se vuole stare in mezzo ai campi che vada a vivere fuori città, respirerebbe meglio! Scusate le ripetizioni ma vado di fretta. Ciao

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