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La storia infinita dei gratteceli Libeskind: il progetto avanza ma Sgarbi e Berlusconi sono ancora contrari

Manuela Gatta avatar Venerdì 2 Maggio 2008, 17:00 in Milano cronaca di Manuela Gatta
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A sentire la Moratti, i grattaceli "sbiruli" come li ha definiti Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura, si faranno. I progetti sono in uno stato troppo avanzato per poter tornare indietro.

Anche se questo significa andare contro i voleri di Berlusconi, assolutamente contrario alla realizzazione di questo genere di archiettetura per la sua Milano. C'è anche Adriano Celentano che si oppone alla costruzione dei contesi grattaceli, e che non smette la scelta del Sindaco di voler rimodernare la città con le originali idee del grande genio di Libeskind.

Sarà che è la Moratti è una donna forte e anche se ha fatto i suoi errori, riesce almeno per ora a tener testa a Berlusconi sulle scelte fatte, a opporvisi senza farsi intimorire, almeno apparentemente dalle gerarchie di Palazzo. L'avrebbe fatto qualche suo collega uomo?

E poi bisogna dirlo una volta per tutte, il progetto rappresenta un'opera magna di modernità e per una città che vuole crescere e mettersi in vetrina per la sua tecnologia e per il suo superiore e avanzato stile di vita, che Roberto Formigoni voleva portare anche a Roma, si fanno tante storie per mettere sù una traccia di modernità architettotonica?

E poi si critica una scelta che non è arrivata per caso, non è stato certo Libeskind a bussare alla porta di Milano per far approvare il suo progetto. C'è stato un concorso, lo ha vinto, il suo progetto a qualcuno è piaciuto e adesso ha tutto il diritto di essere realizzato.

Se riuscissimo a cancellare su di loro tutti i simboli, anche religiosi - c'è chi ne ha fatto una lettura giudaica -  e a considerarli come idee senza tanta ostinazione, potremmo vedere tre grattaceli che sanno di moderno, di giovane, di rinnovamento e perchè no, anche di bello.

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4 commenti
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16 Nov 2008
alle 02:33

renzo marrucci

Milano ha una voglia matta di diventare grande ma grande non diventa nè lo può diventare fintanto che non impara a dialogare con i suoi cittadini...Bisogna imparare a capire Milano...E non distruggerla con architetture banali prive di ogni identità o rapporto identitario con la città... Impariamo a capire che cosa è Milano e quale è la sua forza che è qualche cosa di più e di meglio di quelle anonime pseudo architetture da design alienato.     

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03 Lug 2008
alle 16:57

renzo marrucci

Il problema non è chi abbia portato o no il progetto del Liberskind ecc... il problema grave è che si arrivi a capirci cosi poco. Mi dispiace per i politici che decidono in queste cose rivelando un pressappochismo disarmante e perfino rivoluzionario in senso opposto per la mancanza di tatto, di pudore, di timore. Di pudore e timore inteso nel senso del proprio giudizio. Quando si è al comando di una amministrazione responsabile le scelte culturali devono avere un ampio margine di giudizio senza la paura che si blocchi il progetto perchè se si conducono le scelte con il dovuto senso di responsabilità il risultato scaturisce sempre... e dovrebbe scaturire anche un doppio senso di responsabilità per il proprio giudizio e per quello dei cittadini consapevoli. Nel caso di queste tre torri ma non perchè sono sbilenche intendiamoci che se fossero dritte sarebbe la stessa cosa...Ma perchè mancano di una qualsiasi inserimento alla città e al contesto territoriale e sembrano progettate per una qualsiasi parte del mondo. Forse a Dubai andrebbero benissimo e darebbero forse il loro valore antropico nel deserto giallo tre grandi ombre vanno bene e forse sono anche utili alla sua umanizzazione. A Milano non ci vuole la scienza per capire che si tratta di uno sbaglio grande.

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04 Mag 2008
alle 00:04

renzo marrucci

Decisamente contrario allo scritto sopra riportato a favore del sindaco in modo acritico e piatto e del tutto campato in aria. Liberskind è un buon architetto come tanti altri che però ha toppato con le sue fantasie pseudo-leonardesche... e farebbe bene a studiare meglio il rapporto uomo ambiente e città che è nel cuore del lavoro di Leonardo da Vinci. Adriano Celentano e Silvio Berlusconi hanno manifestato chiaramente il sentimento dei milanesi e la Moratti che è donna di carattere non sbaglierebbe a ripensarci questa volta e farebbe bene ad attenersi all'identità di milano e cercare la qualificazione della città secondo modalità più approfondite, intelligenti e compatibili. L'invito al rispetto della cultura della identità di milano da parte di Berlusconi mi meraviglia e mi sorprende ma è anche estremamente gradito.

 

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03 Mag 2008
alle 13:34

Elisa

Segnalo/ricordo la discussione
"Milano Expo 2015: Cittadini condannati alla protesta o coinvolti nelle proposte?"
( http://www.partecipami.it/milanoexpo2015 )
avviata il 2 aprile nel "Forum permanente sulla città" di partecipaMi...oltre a tanti cittadini sono gia' intervenuti alcuni consiglieri di zona, due consiglieri comunali e un ex senatore...

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