Il primo cittadino sei tu
Questo in foto è uno degli striscioni che sono stati appesi ieri dai dipendenti della Clinica Santa Rita, la clinica milanese finita sotto inchiesta qualche giorno fa per rimborsi sanitari gonfiati e operazioni inutili e a volte dannose. A finire agli arresti molti dottori fra cui il primario di chirurgia toracica Pier Paolo Brega Massone e il socio unico e legale rappresentante della clinica, Francesco Paolo Pipitone.
Tra ieri e oggi sono stati sentiti dai pm anche gli altri medici indagati, tirati in causa da intercettazioni ambientali e telefoniche, che si sono detti comunque estranei alla vicenda e che loro operavano solo seguendo ordini dall'alto.
Il primo a difendersi è stato Renato Scarponi secondo il quale la responsabilità delle truffe sarebbe dei direttori sanitari (Gianluca Merlano e Maurizio Sampietro), e di Pipitone. Sampietro rimbalza le accuse. Un altro medico, Marco Pansera, ha detto di non aver avuto sospetti sull'inutilità di alcuni interventi.
L'avvocato Enzo Brienza, difensore del notaio Pipitone, ha definito il suo assistito solo come un amministratore e pertanto non in grado di entrare in una sala operatoria a controllare quello che fanno i medici per cui rigetta ogni responsabilità. Il notaio avrebbe nutrito grande fiducia in Brega Massone finché non sono state rilevate le prime irregolarità.
La indagini vanno comunque avanti, infatti si stanno controllando anche altre due cliniche private, l'istituto clinico San Siro e la casa di cura Pio X.
Siamo tornati fuori dalla Santa Rita per intervistare alcuni pazienti, la maggior parte dei quali ci ha tenuto a ribadire che alla clinica si sono trovati benissimo e che chi ha sbagliato dovrà pagare. E soprattutto che non è giusto che ci vada di mezzo chi lavora bene.
Ieri vi parlavamo della rabbia dei dipendenti della clinica, che sono molto preoccupati considerato il pericolo in cui versano i loro posti di lavoro. Non vogliono che la clinica sia chiamata "clinica degli orrori", perchè l'unico "orrore" sono i medici colpevoli, e non è giusto che paghino in 800 le colpe di pochi.
Ecco le foto degli altri striscioni che in mattinata, come potrete vedere dal video sotto (in cui abbiamo raccolto gli sfoghi di due dipendenti), sono stati rimossi.
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