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E Giorgio Armani si scagliò contro una Milano spenta e degradata

Matteo Failla avatar Lunedì 23 Giugno 2008, 15:45 in Milano cronaca, Milano eventi, Milano shopping di Matteo Failla
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Non doveva certo venircelo a raccontare Giorgio Armani, ma un aiuto in più da parte di un vipsss - che grazie alla sua fama fa sempre fare bei titoloni ad ogni piè sospinto- è sempre gradito, soprattutto quando si tratta di denunciare una situazione che ci sta particolarmente a cuore.

Non è infatti la prima volta che ci occupiamo del degrado di questa città, che sembra essersi svegliata solo in vista dell'Expo. Un degrado che spesso non colpisce la sola periferia milanese, da sempre vittima dell'abbandono, ma lo stesso centro cittadino. Volete qualche esempio? Ve ne diamo due, questo e questo; e sono solo i più recenti.

«E' a dir poco orrendo vedere ciò che accade all'ombra del Duomo, sotto la chiesa più importante. Non credo che a Praga o a Varsavia succeda lo stesso che da noi. Non per essere noiosamente rigoroso, ma perché devo passeggiare scostando le lattine di bibita? Ci vuole un po’ più di rispetto. C’è troppo permissivismo, abbiamo accettato tutto, anche che la gente sia svillaneggiata in mezzo alla strada»

E' questo ciò che ha detto Armani intervistato subito dopo la sfilata del suo marchio di moda (in occasione della settimana Milano Moda Uomo) parlando della sua città. Ha definito corso Vittorio Emanuele un suk per via dei troppi venditori abusivi, ha affermato che "il Quadrilatero" di sera è una tristezza. E ha proposto più iniziative da parte di privati.

E così, nemmeno troppo tra le righe, ha puntato il dito contro Letizia Moratti, visto che ad un certo punto ha anche affermato: "Se fossi io il sindaco di Milano non lo permetterei mai (questo scempio)".

E' vero, è sempre facile fare i supereroi quando davanti a qualsiasi affermazione si può sbattere un magico "Se fossi io...", ma ringraziamo comunque Armani per aver sollevato un problema reale che tutti si augurano possa aver termine in vista dell'Expo. E magari anche dopo. Ma questa sarà un'altra storia, che "verrà raccontata" solo dopo il 2015.

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