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Sgombero rinviato per il Leoncavallo, continua il braccio di ferro con la Moratti

Martedì 24 Giugno 2008, 16:00 in Milano cronaca, Milano politica di

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Il Leoncavallo resiste. Ieri mattina in via Watteau c'è stato un presidio dalle sei del mattino contro il quindicesimo tentativo di sgombero (dal 2003).

Non c'è stato nessuno scontro, così come le altre volte, visto che si trattava di un presidio pacifico. Ed è servito, visto che lo sgombero è stato rinviato al 22 settembre. Una vera e propria storia senza fine che va avanti da decenni. Il portavoce Daniele Farina dice che la situazione è diventata insostenibile.

L'ultimo "tentativo" era stato fatto lunedì 21 aprile scorso, quando l’ufficiale giudiziario aveva constatato per l'ennesima volta lo stato di occupazione e la non volontà delle associazioni e dei soggetti allo sgombero.

In un comunicato però le mamme antifasciste del Leoncavallo avevano dichiarato che:

"i termini per una soluzione positiva vanno restringendosi a fronte di una situazione politica generale che dopo le sconfitte elettorali chiama le vendette sociali. Più che cambiamenti nel senso delle promesse fatte in campagna elettorale ci aspettiamo fatti simbolici rivolti a coloro che hanno consegnato il governo del paese al centro destra: il Leoncavallo, come altri spazi sociali, come i Rom o gli immigrati ed altri soggetti deboli, si presta perfettamente allo scopo."

Si teme che questo possa essere l'ultimo rinvio.

Vi avevamo parlato infatti delle dichiarazioni del ministro Maroni di qualche giorno fa: oltre ai campi rom si era parlato della risoluzione anche con la forza di situazioni in stallo, riferendosi della moschea di viale Jenner e dello sfratto del Leoncavallo. Dal Leoncavallo ovviamente si sono fatti sentire immediatamente, ribadendo che Maroni è stato aggressivo e intimidatorio. Riccardo De Corato, il vicesindaco, si dice disposto a trattare, ma solo se ci sarà "un atto pubblico, il ripudio della violenza come strumento di lotta politica".

Il problema non è un'occupazione di suolo pubblico, perchè il Leoncavallo è un suolo per così dire "privato", visto che è del gruppo Cabassi che da anni chiede di riavere la struttura. I ragazzi e tutti coloro che gravitano nel Leoncavallo invece vorrebbero riconvertire l'area in modo da destinarla a un uso "sociale". Il centro sociale potrebbe anche diventare un punto di ritrovo per i giovani in vista dell’Expo 2015.

Ma per fare questo ci vorrebbe il sostegno del Comune, che volendo potrebbe prendere l'area e offrire al gruppo Cabassi un'altra zona dove costruire.

Stavolta sono scensi in campo anche gli artisti, i musicisti che hanno scritto una lettera affinchè il Leoncavallo e gli altri spazi autogestiti della città possano esistere e continuare con tranquillità i propri progetti.

Nella lettera si legge:

[...] Non capiamo come, a fronte di una trentennale attività positiva all’interno della città di Milano, non venga riconosciuto al Leoncavallo e a tutti gli spazi sociali autogestiti il diritto di esistere e di continuare con tranquillità tutti i propri progetti, diritto già concesso in altre città in territorio nazionale ed europeo.

In qualità di artisti desidereremmo che il Leoncavallo possa continuare a svolgere le molteplici attività aggregative, sociali, culturali e politiche che loanimano e che il comune proponga finalmente una soluzione alla trattativa che offra una soluzione positiva per lasciare spazio non solo alla costosa ed esclusiva "Milano da bere", un circuito privatissimo,escludente ed esclusivo [...]

Questo appello è rivolto alla difesa degli Spazi Sociali Autogestiti che rappresentano oramai da molto tempo un importante laboratorio culturale e offrono al loro interno appoggio, spazi, o semplicemente un palco per la realizzazione e la sperimentazione di idee, progetti e desideri. Per questo anche oggi siamo al fianco del Leoncavallo in questa sua ennesima battaglia per ribadire che senza questi luoghi Milano sarebbe una città più fredda e povera.

Siamo andati al Leoncavallo subito dopo la notizia del rinvio dello sgombero. Abbiamo incontrato Elena, del comitato di gestione del centro che ci ha fatto un riassunto della situazione.

L'opinione della sig.ra Enrica, delle Mamme Antifasciste del Leoncavallo: sarebbe bello poter incontrare il sindaco Moratti in modo da confrontarsi faccia a faccia sul problema.

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