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Spuntano voci di tangenti alla Clinica Santa Rita, prontamente smentite

Mercoledì 11 Giugno 2008, 16:20 in Milano cronaca di
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Non si placa la bufera sulla Clinica Santa Rita (in foto il dottor Guido Tersilli interpretato dal grande Alberto Sordi, il medico della mutua con il sogno di avere migliaia di pazienti).

Ora saltano fuori anche le mazzette. L'ex contabile della casa di cura, Domenico Lopriore, secondo quanto riportato da Affaritaliani, in un interrogatorio aveva parlato ai pm di tangenti da dare a terze persone che aveva visto preparare alla segretaria del notaio Francesco Paolo Pipitone. Avevamo già dato spazio alla figura del "notaio", il presunto regista della truffa al SSN.

Il testimone ricorda che la segretaria utilizzava un quaderno accuratamente custodito su cui annotava tutte le operazioni illecite e in nero del notaio. Pipitone un giorno le chiese se avesse preparato una busta per un onorevole di Alleanza Nazionale che avrebbe dovuto contenere circa 100 milioni di lire (ma nel 2003 era già in vigore l'euro) necessari per finanziarie quel partito, probabilmente per le elezioni politiche del 2003 (ma nel 2003 non ci furono le elezioni politiche, ci furono soltanto quelle amministrative in qualche comune).

Fonti della procura affermano che saranno verificate anche le ipotesi di eventuali finanziamenti illeciti ai politici anche se per ora non ci sono indagini in tal senso.

Puntualizzazioni a parte il fratello del vicepresidente di Alleanza Nazionale, Romano La Russa, ha rilasciato un'intervista al quotidiano online Affaritaliani. La Russa è stato consigliere regionale e capogruppo della Lombardia dal 1995 al 2004.

Alla richiesta di delucidazioni sulle presunte tangenti smentisce tutto. Durante il suo mandato non esclude di aver incontrato qualche dirigente della clinica, che non sa nemmeno dove sia e nemmeno conosce il notaio Pipitone e Domenico Lopriore.

Comunque in clinica di soldi ne giravano parecchi a giudicare dai redditi che vi abbiamo mostrato stamattina. L'assessore alla sanità Giampaolo Landi di Chiavenna ha difeso davanti ai nostri microfoni a spada tratta la sanità lombarda.

Ieri ci sono stati gli interrogatori dei principali indagati che per ora respingono ogni accusa, anche se dalle intercettazioni telefoniche si direbbe il contrario. Attendiamo il responso dei pm per l'eventuale conferma delle imputazioni di omicidio e lesioni gravissime.

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