Il primo cittadino sei tu
Sì al riaccreditamento della Clinica Santa Rita, finita nell'occhio del ciclone per lo scandalo dopo l'arresto di alcuni medici quasi un mese fa.
All'inizio si parlava di truffa al Sistema Sanitario Nazionale ma anche di omicidio volontario aggravato da crudeltà e lesioni personali gravissime: con queste accuse la guardia di finanza di Milano aveva eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di primari, ex primari e altri medici della clinica privata convenzionata Santa Rita.
Qualche giorno fa invece Pierpaolo Brega Massone, il primario della chirurgia toracica della clinica Santa Rita, accusato addirittura di omicidio aggravato da crudeltà, è stato "discolpato" per il reato di omicidio volontario: si è però stabilito che il medico dovrà rimanere a San Vittore per le accuse di lesioni gravissime e truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale e per il pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione del reato. Non sarebbe stato dimostrato il nesso di causalità tra gli interventi eseguiti dal primario della clinica Santa Rita e la morte di cinque pazienti da lui operati.
L'inchiesta che riguarda la clinica era cominciata nella primavera del 2007. Le fiamme gialle avevano sequestrato migliaia di cartelle cliniche su richiesta dei pm, ritenute non veritiere o comunque alterate in modo tale da permettere rimborsi maggiori rispetto a quelli dovuti.
Altro illustre indagato il "notaio" della Clinica, socio unico e legale rappresentante Francesco Paolo Pipitone, tra voci di tangenti (prontamente smentite) e intercettazioni.
E' proprio grazie alle intercettazioni telefoniche che era stata scoperta tutta la situazione. Si sono scoperte strane affermazioni di Brega Massone ("Sono l'Arsenio Lupin della chirurgia") fino a inquietanti scenari di operazioni fatte senza le cure necessarie e a volte eseguite inutilmente. Per non parlare dei favori tra Pipitone e Antonio Mobilia, fino a dicembre direttore generale dell´Asl di Milano, poi diventato direttore sanitario dell´Ospedale San Carlo.
Avevamo intervistato l'assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna, che ci aveva rilasciato un'intervista mentre ci eravamo recati due volte fuori dalla clinica per raccogliere le opinioni della gente.
Il presidente della Regione Roberto Formigoni aveva annunciato di aver sospeso a tempo indeterminato il contratto con la casa di cura subito dopo lo scoppio dello scandalo perchè non era la prima volta che riscontravano irregolarità. Questo aveva scatenato il panico nei dipendenti, che temevano per il proprio posto di lavoro.
Un primo spiraglio era stato aperto dalla nomina del nuovo amministratore unico: prima si parlava di Antonio Lanzetta, ma siccome non erano state riscontrate le caratteristiche di "terzietà rispetto alla proprietà" che la Asl richiedeva si era optato per l'avvocato Luigi Colombo.
Oggi arriva la notizia tanto attesa del futuro riaccreditamento della clinica grazie all'accordo tra Asl e sindacati confederali. E' stato quindi revocato il corteo che sarebbe dovuto partire stamani da piazza Missori per arrivare sotto la sede dell'azienda sanitaria. Resta solo da attendere l'ok definitivo della Regione.
La casa di cura riaprirà entro fine mese e sono stati garantiti gli stipendi di luglio e dei prossimi mesi. Ma se i requisiti non dovessero essere soddisfatti la Asl cercherà un' altra possibile soluzione per garantire la tutela degli utenti.
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