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In mancanza di controlli e di politiche residenziali gli abusivi continuano a occupare le case popolari. Anche in centro

Lunedì 28 Luglio 2008, 10:07 in Milano cronaca di
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Ci sono molte persone che aspettano mesi o anche anni prima di vedersi assegnare una casa popolare. Ma c'è anche chi non vuole aspettare per cui decide di appropriarsene e la occupa abusivamente.

Non si tratta di pochi casi qua e là, ma di un problema che riguarda ben 1500 case. E soprattutto, non è un problema che riguarda solo la periferia, ma anche il centro.

Un esempio su tutti: lo stabile di via Statuto 17, edificato negli anni Settanta e destinato ai disabili. Nel men che non si dica invece dei destinatari originari sono comparsi altri inquilini. Abusivi.

Per i disabili è rimasto solo il centro al primo piano, senza aria condizionata e con gli ascensori più rotti che funzionanti.

Già nel 2003 il Corriere scriveva:

Sei porte, nessuna serratura. Divelta quella del portone d' ingresso. Forzate o spaccate tutte le altre. La "casa dei disabili" di via Statuto 17, zona Brera, resta aperta 24 ore su 24. Il palazzo del Demanio, 75 appartamenti su cinque piani, è abitato per metà da famiglie con un disabile. Ma anche da un gruppo di barboni e sbandati che in quel palazzo trova un buco per passare la notte: negli angoli del garage, sotto i portici e sulle scale, a volte sugli zerbini davanti alle case. Sul pianerottolo del sesto piano, davanti all' uscita che dà sul terrazzo, sono sistemati due cuscini e coperte ben ripiegate, che alla sera diventano un letto. Perché in via Statuto, nel cuore di Milano, ognuno può entrare a qualsiasi ora del giorno e della notte, sia dal portone principale sia dalle due entrate sul retro. Scardinata da mesi anche la porta del locale per l' immondizia, sul passaggio pedonale che da corso Garibaldi sbocca in via Statuto, proprio sotto la "casa dei disabili".

Oltra a via Statuto ci sono altri 27 appartamenti occupati in centro tra via Palermo, corso Garibaldi (dove è stato liberato e murato uno stabile al numero 95), Pontaccio, Anfiteatro e Zecca Vecchia. In totale sono 52 gli appartamenti occupati in centro su 2000 case gestite direttamente dal Demanio.

Non sono molte rispetto alle case di proprietà del Comune (26.247), d'accordo, però c'è dentro gente già sfrattata per motivi di reddito, superiore a quello massimo per accedere alle case popolari, oppure chi è subentrato ad altri inquilini oppure chi è stato spostato da un alloggio in ristrutturazione. Le casistiche sono tante, ma il problema è che queste persone sono ancora lì abusivamente.

Fuori dal centro le case occupate sono in totale 1449, con un record a Quarto Oggiaro con 387 occupazioni. Gli "occupanti" di solito sono stranieri.

Ma sul Corriere Carmela Rozza, consigliere di opposizione del Comune, fa notare che

"[le storie degli occupanti abusivi sono di vecchia data], anche di vent'anni fa. A dimostrazione che non si è mai voluto affrontare in termini realistici il problema di un regolamento nelle assegnazioni, che i soldi per ristrutturare gli alloggi quando si liberano sono pochi e che lasciare un appartamento vuoto per troppo tempo equivale a nuova occupazione".

Intanto servirebbe una casa a 18mila famiglie che sono in elenco per l'assegnazione (di certo non basteranno le 3400 case deliberate qualche mese fa) e le graduatorie si allungano di sei mesi in sei mesi.

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