Lavoro nero e cantieri pericolosi: il duro mestiere degli ispettori
Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 17:50 in Milano cronaca
Vi abbiamo parlato molte volte della piaga del lavoro nero, che affligge allo stesso modo sia italiani che immigrati soprattutto nei cantieri. Spesso condizioni di lavoro senza le basilari norme di sicurezza e l'inesperienza provocano lesioni e purtroppo la morte degli operai.
A Settimo Milanese un incidente in un cantiere aveva provocato la morte di due operai, morti per il crollo dell'impalcatura sulla quale stavano lavorando, posizionata al sesto piano di un edificio.
Le due vittime erano senza permesso di soggiorno e il cugino di uno dei due e dell'operaio ferito ha raccontato che lavoravano in nero. I due erano stati reclutati in piazzale Lotto da alcuni caporali. Il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi avevano lanciato un appello, in particolare all'Ispettorato del Lavoro, per prendere provvedimenti contro l'utilizzo di lavoratori irregolari, ma purtroppo il fenomeno è ancora molto diffuso.
Aveva fatto scalpore la vicenda del cantiere di via Oglio 8 dove si stanno costruendo gli uffici della Cgil e un pensionato universitario. Mancavano infatti le basilari misure di sicurezza, e il cantiere è a soli 200 metri dell'Asl. Tre studenti della Cattolica avevano effettuato un report video per denununciare il fatto e lo avevano consegnato al Corriere. Nel video veniva intervistato Roberto Dighera, dell'Asl Milano (responsabile della sicurezza sul lavoro) che aveva dichiarato che spesso vengono fatti controlli nei cantieri, e altrettanto spesso vengono fatte multe per le irregolarità riscontrate, come la mancanza di guanti, caschi e imbragature o ponteggi mal fatti, nonostante sia obbligatorio per legge indossarle. Purtroppo però a causa della mancanza di fondi è impossibile tornare nei cantieri periodicamente per verificare che le misure di sicurezza siano state prese.
Sul Corriere è apparso oggi uno speciale sulla vita degli ispettori del lavoro, ovvero chi è incaricato di vigilare sulla regolarità dei cantieri. E il lavoro è molto duro.
Spesso infatti durante le ispezioni mancano documenti, le impalcature non sono costruite in modo corretto o gli operai non indossano il casco, ma il massimo che si può fare è sospendere il cantiere o fare un richiamo o una multa. Gli ispettori rivelano che sono più le volte in cui riscontrano irregolarità che quelle in cui va tutto bene. Senza contare che molte volte appena vengono avvistati gli ispettori i lavoratori irregolari scappano.
L'indennità di missione per questo tipo di impiego è di 0,86 euro l'ora, da sommare allo stipendio di 1500 euro al mese e spesso bisogna usare il cellulare personale per fare telefonate di lavoro. Anche gli spostamenti sono a carico dell'ispettore, che deve usare l'auto propria e la benzina viene rimborsata solo in parte. Dei 70 giovani laureati assunti nel 2006 molti vorrebbero lasciare.



1. Andrea, Giovedì 17 Luglio 2008 ore 02:06
Poverini quanto sono dispiaciuto per il loro duro <lavoro> degli ispettori del lavoro. In vita mia una sola volta li ho visti in azione. Erano cosi lavativi è incompetenti che di nascosto gli facevo presente le criminali mancanze del cantiere navale presso cui lavoravo come <manovale> . Malgrado le <dritte> che gli ho dato hanno riscontrato poche irregolarità e elevato una ridicola contravvenzione di 5000 mila euro. Mi chiamo Fanton Andrea se gli ispettori del lavoro mi cedesserò la loro dura attività <lavorativa> farei sicuramente è certamente il triplo di multe è controlli rispetto a loro.
2. stanco degli sciocchi, Martedì 4 Agosto 2009 ore 18:21
Evidentemente ti è capitato uno di quei neo assunti ai quali il Ministero, pagandoli un terzo degli operai che lavorano nei cantieri navali (almeno nella mia zona) ha consegnato un libro con le leggi e detto "andate a fare sicurezza".
In altre regioni, invece, capita che gli operai se ne freghino altamente di rispettare le leggi e le indicazioni degli ispettori, dicono che tanto basta un poco di attenzione e che non è mai successo niente di grave e comunque la sicurezza non è un compito loro, ma del "padrone" che deve sistemare tutto prima di mandare gli operai.
Forse ci sono tante Italie ????
3. un impiegato, Lunedì 10 Agosto 2009 ore 13:38
Nessuno invidia il lavoro degli operai nei cantieri (e non conosco la situazione quando c'è caporalato e subappalti a cascata magari a ditte extracomunitarie), ma quando ho visto la busta paga dei saldatori del vicino cantiere navale sono rimasto colpito.
Prendevano davvero una montagna di soldi (anche se non dico siano immeritati, anzi)