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Pacchetto sicurezza: secondo una ricerca i clandestini lavorano sì, ma in nero

Martedì 1 Luglio 2008, 15:07 in Milano cronaca di
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Se sei immigrato, secondo quanto stabilisce il nuovo pacchetto sicurezza, e vuoi rimanere in città devi dimostrare di avere prima di tutto le carte in regola, una casa e poi di avere un lavoro con cui puoi mantenerti e mantenere te e la tua famiglia.

Ma spesso è proprio questo il problema. Il lavoro. Che a volte c'è, ma non si vede. Il lavoro nero infatti è una piaga che affligge gli italiani così come gli immigrati che pur lavorando non possono dimostrare di essere assunti.

A Settimo Milanese un incidente in un cantiere aveva provocato la morte di due operai, morti per il crollo dell'impalcatura sulla quale stavano lavorando, posizionata al sesto piano di un edificio.

Le due vittime erano senza permesso di soggiorno e il cugino di uno dei due e dell'operaio ferito ha raccontato che lavoravano in nero. I due erano stati reclutati in piazzale Lotto da alcuni caporali. Il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi avevano lanciato un appello, in particolare all'Ispettorato del Lavoro, per prendere provvedimenti contro l'utilizzo di lavoratori irregolari, ma purtroppo il fenomeno è ancora molto diffuso.

Secondo una ricerca dell'università Bicocca e dalla Fondazione Ismu pubblicata sul Corriere, l'ottanta per cento dei 71 mila stranieri irregolari che vivono tra città e hinterland si guadagna da vivere lavorando onestamente, mentre ladri, rapinatori, spacciatori e vagabondi sono solo una minoranza.

Clandestino, insomma, non significa sempre criminale : ci sono immigrati ancora in attesa del permesso di soggiorno e che senza una carta "ufficiale" non riescono ad essere assunti, finendo nelle mani dei caporali nei cantieri o come badanti e operai poco pagati. Lo stipendio medio non supera gli 800 euro e gli straordinari non esistono. Il 74,9 per cento dei clandestini ha un lavoro a tempo pieno, e quasi il 6 per cento sono autonomi (come imbianchini e idraulici).

Secondo Gian Carlo Blangiardo, docente di Demografia alla Bicocca serve una stretta contro chi sfrutta il lavoro nero. Ma il Governo ha messo una stretta a chi affitta in nero a clandestini. 40 mila sono gli stranieri che vivono in case al limite della vivibilità e altri 12 mila clandestini si stima che vivano nelle baraccopoli e nelle aree dismesse.

Intanto in un deposito della Dhl sono stati scoperti 40 irregolari, reclutati da una delle tante cooperative di facchinaggio. Spesso queste cooperative nascono, muoiono e rinascono sotto un nome diverso e a volte tendono a riprodurre il modello del caporalato dei cantieri: ovvero, si chiamano lavoratori quando serve, facendoli lavorare di notte per non dare troppo nell'occhio. E chi procura lavoratori riceve un premio in denaro.

Una denuncia è stata fatta dai sindacati (perchè se i lavoratori vanno dalla polizia verrebbero espulsi perchè clandestini). Il segretario lombardo della Filt-Cgil Nino Cortorillo lancia l'allarme: ci si affiderebbe a cooperative con troppa facilità. Servirebbero maggiori vigilanze e più controlli.

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