Il primo cittadino sei tu
Sgarbi ci ripensa. Ma chi me lo fa fare di tornare a fare l'assessore?
Diversamente dalle dichiarazioni a caldo Sgarbi ha riaggiustato il tiro:
"Io non sono come la Forleo, non voglio rimanere per dispetto ma per rispetto [...]Sono pronto a un dialogo civile. Alla pari si può discutere in maniera seria e si può trovare una soluzione"
Detto da uno che ieri annunciava che venerdì sarebbe arrivato in giunta per "mandare al diavolo il sindaco". Beh, il progetto di Sgarbi è chiaro: "Posso benissimo scegliere di non fare l'assessore e di fare il super-consulente".
Il super-consulente per le mostre milanesi o la delega per la gestione di Palazzo Reale. Incarico forse più compatibile con il suo ruolo di neo-sindaco di Salemi.
Sgarbi infatti non vuole "mollare" Salemi: a dir suo non ci sono incompatibilità fra le due cariche.
"Il sindaco di Varallo è vicepresidente della provincia di Vercelli"
Certo, ma il Corriere fa notare che Varallo Pombia ha poco più di 8mila abitanti e l'incompatibilità scatterebbe solo oltre i 15mila. L'impossibilità di tenere "il piede in due scarpe" fa sperare il Comune.
"A Palazzo Reale c'era Flavio Caroli. Si può pensare a un super-responsabile delle mostre che nasca da un accordo civile facendo abbassare la testa al "faraone"."
E chi è il "faraone"?
Ovvio: Letizia Moratti. Il critico auspica che dovrebbe "abbassarsi" e trattarlo "alla pari". La sentenza di ieri del Tar, che dava ragione a Sgarbi in merito al suo licenziamento dalla carica di assessore alla Cultura, intanto è "assolutamente impugnabile" secondo il direttore dell'avvocatura comunale.
La Moratti secondo il tribunale ha sbagliato perchè non ha inviato una comunicazione formale per revocare la carica, ma Palazzo Marino sta già studiando le contromosse. Il provvedimento di revoca sarà reiterato in modo da bloccare il reintegro automatico. Si potrebbe anche ricorrere al Consiglio di Stato, ma ci vuole più tempo per questa seconda procedura.
Insomma, nessuno rivuole indietro Sgarbi. A partire da Giovanni Terzi, assessore allo Sport e Tempo Libero
"Se io fossi allontanato per mancanza di fiducia, non sarei contento di tornare. Ma la dignità è un affare di ciascuno di noi"
Non l'avesse mai detto: immediata la replica dell'ex-assessore
"Non prendo lezioni di dignità da Terzi. Chiama in causa proprio me, che sostenni la sua dignità quando fu arrestato per tangenti. E non mancherò di farlo ancora quando lo arresteranno di nuovo".
Dietro Terzi ci sono anche gli altri assessori, tutti tranne la Moiolo.
Ma forse è meglio dimettersi. Massì, non scomodiamo gli avvocati di Palazzo Marino: dimissioni arrivate puntuali questa mattina
Egregio Sindaco, gentili colleghi,
la soddisfazione di essere riabilitato nella funzione di Assessore alla Cultura del Comune di Milano , con l'annullamento del provvedimento del sindaco da parte del Tar, e la prospettiva delle importanti iniziative che quel ruolo consente di realizzare, in una città ricca di potenzialità e di entusiasmo, non può prevalere sulla responsabilità di aver assunto il nuovo impegno di Sindaco di Salemi, eletto direttamente dai cittadini, che non è in alcun modo consentito deludere, anche di fronte all'inatteso e gradito colpo di scena che mi riporta alla situazione di 3 mesi fa. Ciò che è accaduto da allora ad oggi, come inevitabile processo storico, mi impone di non avere incertezze nella decisione da assumere.
La quale è imposta dalla verificata incompatibilità fra due cariche nello stesso ordine di amministrazione. Non è, dunque, possibile essere Sindaco in un Comune e Assessore in un altro, fatto che mi avrebbe consentito di tentare l'ambizioso progetto-ponte "Sale Milano". Posto davanti all'obbligo di scegliere, scelgo di restare Sindaco e rinuncio ad essere Assessore con la consapevolezza di non potere corrispondere alle richieste e ai desideri di tanti cittadini milanesi, che mi hanno seguito e confortato con il loro sostegno , ma nella certezza di non potere ritrovare il rapporto di fiducia con il Sindaco e con alcuni membri della Giunta che hanno manifestato posizioni inadeguate alle necessità della città. Dunque, da Assessore alla cultura in carica a Milano mi dimetto, e resto sindaco di Salemi.
A Milano è venuto meno il rapporto di fiducia con il Sindaco e con alcuni assessori, e questo mi renderebbe comunque molto difficile realizzare i miei progetti, sottoposto, come sono già stato, a continue tensioni, spesso per equivoci culturali e ipocrisie moralistiche. Non ci sono più le condizioni perchè io lavori serenamente a Milano, pur con le lusinghiere aspettative dei cittadini. A Salemi, invece, il laboratorio di idee è già avviato, con effetti benefici che non mi è consentito, e non voglio, interrompere o rallentare. Scelgo, dunque, Salemi con assoluta convinzione , ma non rinuncio alla prospettiva di un ritorno a Milano, a pieno regime, non in virtù di una sentenza riparatrice del Tar, ma attraverso libere elezioni. Il ruolo di Presidente della Provincia o di Assessore provinciale è perfettamente compatibile, nella diversità delle amministrazioni, con il ruolo di sindaco. Il ritorno, cosi clamorosamente annunciato in questi giorni, è dunque soltanto riandato.
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alle 11:04
Giulia
Piccola notazione. Il riferimento al sindaco di Varallo è quello di Varallo Sesia, nel Vercellese. Varallo Pombia si trova in provincia di Novara e conta meno di 5 mila abitanti e quindi, essendo nel Novarese, il suo primo cittadino non può essere vicepresidente della provincia di Vercelli !!!!