Il primo cittadino sei tu
A gennaio vi avevamo parlato del problema di alcuni contatori del gas troppo vecchi che misuravano consumi nettamente superiori a quelli reali.
Il problema era relativo a una membrana naturale, applicata sui contatori per uso domestico, che perde elasticità nel tempo, alterando il conteggio del gas consumato, guarda caso mai a favore del contribuente. Questo non accade invece per gli strumenti dotati di membrane sintetiche, che invece riescono a resistere all'usura, mantenendo valori di errore entro i limiti tollerabili. A questo punto, oltre che ad un controllo di massa dei contatori per uso domestico, resta da chiarire come e se le società erogatrici saranno condannate a risarcire i contribuenti che, senza saperlo, hanno pagato, oltre alla bolletta, anche la "colpa" di essere dotati di contatori troppo vecchi e ingannevoli.
L'inchiesta della procura ha chiuso l'inchiesta sulla cosiddetta "truffa dei contatori" e ha depositato gli atti in vista della richiesta di giudizio per nove persone tra cui l'amministratore delegato di Aem spa Giuliano Zuccoli per truffa ai danni di migliaia di consumatori, violazioni delle leggi sulle accise e ostacolo all'attività di controllo per l'autorità dell'energia.
Ovviamente l'Aem (ora A2A) come riporta il Corriere contesta le conclusioni dei consulenti dei pm Maria Letizia Mannella e Sandro Raimondi sulla pericolosità dei misuratori obsoleti e definiscono "irrealistica l'eventualità che all'atto pratico potessero manifestare delle perdite". Il primo filone d'inchiesta è concluso. Adesso resta fuori solo quelli che coinvolgono Eni, Snam rete gas e Italgas.
Sono quasi 340.030 le utenze coinvolte nella truffa per le forniture del 2005 e del 2006: alcuni contatori segnavano tra il 3% e il 15% di gas in più garantendo introiti per 141 milioni di metri cubi non erogati, ma fatturati. Oltre a questo va ad aggiungersi l'evasione per l'accisa di quasi 2 milioni di euro.
Secondo l'accusa l'azienda "era in condizioni di conoscere in qualunque momento le quantità di prodotto effettivamente vendute" ai consumatori, ma oggi è apparso un comunicato stampa sul sito di A2A per dichiarare la propria estraneità:
La Società conferma che effettivamente è stato ieri notificato il verbale sulla conclusione delle indagini aperte dalla Procura della Repubblica di Milano in merito al funzionamento di alcuni misuratori del gas. Essendo il processo alle sue prime battute, la Società intende attenersi alla massima riservatezza. Pur tuttavia esprime il più netto rammarico per la pubblicazione di intercettazioni che hanno il solo scopo di spettacolarizzare l'indagine, esponendo con grave danno di immagine, non solo gli amministratori, ma anche alcuni dipendenti a cui va tutta la solidarietà della Società. L'azienda riconferma di sentirsi estranea ad ogni ipotesi di truffa verso i consumatori. Le anomalie su cui si basano le accuse, riguardanti la media delle fatturazioni del 2005, sono riconducibili al temporaneo rallentamento della fatturazione nel dicembre del 2004, a causa del cambiamento indotto dalla modernizzazione del sistema informativo interno. Per questo rallentamento, l'ammontare della fatturazione del 2005 è risultato superiore l'ammontare del gas definito nel corso dell'anno. La Società esprime quindi un messaggio di rassicurazione ai propri clienti nella certezza che l'iter processuale farà emergere con la verità, la trasparenza e la correttezza che ha sempre caratterizzato l'operato di AEM (ora A2A) verso i propri clienti.
I vertici di Aem avranno 20 giorni di tempo per farsi interrogare e alcune intercettazioni avrebbero rivelato che l'azienda era ben consapevole della situazione.
Intanto sono arrivate migliaia di denunce alla Procura, in prima fila con le associazioni dei consumatori per la corsa ai risarcimenti tramite class action.
Accusa di truffa aggravata anche per 32 tassisti milanesi che facevano pagare ai loro clienti un conto più alto del dovuto: il tutto è stato scoperto grazie a un installatore "pentito" e il Comune valuterà se costituirsi parte civile in un eventuale processo. Fanno loro compagnia i tre titolari della Atic Europe Srl, una delle ditte che installa i tassametri sui taxi. I reati contestati come riportato da Repubblica sono molti gravi: si va dall'associazione per delinquere e falsità ideologica di pubblico ufficiale in autorizzazioni amministrative, la frode in commercio (solo per i tre titolari della società) all'uso e detenzione aggravata di misure alterate e alla tentata truffa aggravata per tutti, installatori e tassisti.
Grazie a una modifica della scheda elettronica inserita nel tassametro (si tratta di una variazione manuale che la stessa ditta costruttrice aveva segnalato come anomalia e che molti tassisti avevano eliminato) il tassametro si poteva modificare.
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alle 12:05
Giuseppe
Buongiorno a tutti,
vorrei sapere qualis ono le zone interessate a tale truffa in modo da poter capire se posso presentare ricorso...
Grazie
GC