Il primo cittadino sei tu
UPDATE!
Sono state rese note le motivazioni dell'accoglimento del ricorso: il sindaco Letizia Moratti avrebbe dovuto far precedere la revoca di assessore a Vittorio Sgarbi da una comunicazione formale. Il sindaco avrebbe dovuto inoltre spiegare "le concrete ragioni che hanno indotto per esigenze di celerita' a omettere la comunicazione'', concedendo in questo modo a Sgarbi ''un termine 'non simbolico o minimale' per poter contraddire agli assunti della pubblica amministrazione''.
Ci sono più di mille chilometri fra il sindaco di Milano Moratti e il (neo)sindaco di Salemi Sgarbi. Per fortuna.
Perchè proprio stamattina Sgarbi ha inflitto una stoccata vincente al Comune: il Tar infatti gli ha dato ragione, accogliendo il ricorso in cui il critico contestava il licenziamento dal suo ruolo di assessore alla Cultura l'8 maggio scorso.
Intanto venerdì c'è l'ultima riunione della Giunta prima della pausa estiva. E ovviamente Sgarbi non si farà scappare l'occasione per "mandare al diavolo il sindaco": "certo che ci sarò e vedrete che spettacolo. L'atto della Moratti è illegittimo e moralmente esecrabile". Ma tornerà a fare l'assessore? "Certo che torno a fare l'assessore. E da subito".
Annuncia anche che verrà dato alle stampe per la Bompiani un libro da titolo provvisorio di "Clausura a Milano. Da Suor Letizia a Salemi (e ritorno)".
Ritorno perchè Sgarbi vuole ritornare. O da assessore o da Presidente della Provincia (odore di candidatura per "soffiare" la poltrona a Penati?). Palazzo Marino si trincera dietro il silenzio: vogliono prima leggere bene la sentenza, che non è stata ancora notificata ufficialmente.
Si sta studiando infatti un secondo piano d'attacco: ci sono due modalità percorribili. O il ricorso al Consiglio di Stato con la richiesta di sospensiva immediata (ma le tempistiche sarebbero un po' lunghe e di certo non si potrebbe far nulla entro l' "arrivo della bufera" di venerdì) oppure si può fare un nuovo atto di revoca, motivato in maniera più dettagliata rispetto al precedente. Sarebbe l'unico modo per fermare lo "show" preannunciato da Sgarbi.
"Riscrivano pure la revoca ma a questo punto io faccio una causa milionaria al Comune perché per tre mesi mi hanno impedito di fare legittimamente il mio lavoro[...]Alla Moratti manca la grammatica della democrazia. È un grave sgarro politico. Non si può cacciare un assessore senza una ragione".
Oggi intanto si conosceranno le ragioni dell'accoglimento del ricorso mentre il critico sta studiando una eventuale compatibilità della sua carica di sindaco con il ruolo di assessore.
Tutto era iniziato nel giorno del compleanno dell'ex-assessore, l'8 maggio: Letizia Moratti lo aveva convocato e gli aveva comunicato il suo licenziamento revocandogli la delega di assessore. I motivi della revoca della carica erano principalmente due.
Il primo era la lite con il giornalista Marco Travaglio durante la trasmissione televisiva di Michele Santoro "Annozero" in cui Sgarbi lo ha coperto di improperi (il video qui).
La seconda era la delibera "ingannevole" con cui era stato dato il patrocinio a una rassegna di teatro omosessuale del Teatro Libero all'insaputa della Giunta. Era stato infatti utilizzato uno stratagemma per l'approvazione: il titolo della rassegna era stato cambiato da "teatro omosessuale" a "Liberi Amori Impossibili" in modo che la Giunta votasse la delibera senza sapere di cosa si trattava (se si fosse lasciata la parola gay o omosessuale la delibera non sarebbe mai stata votata).
C'era stato anche un precedente scontro in occasione della contestatissima mostra "Vade Retro".
"Mancanza di rispetto sia verso la giunta che verso i cittadini di lealtà nei confronti dello stesso sindaco" sono le accuse che la Moratti gli aveva rivolto.
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