Il primo cittadino sei tu
UPDATE! 27 Agosto
La donna è stata liberata perchè, scrive il Corriere, "non si può parlare di tentato omicidio dal momento che, argomenta il gip Giuseppe Gennari, la donna non voleva fare del male al proprio bambino, «anzi, appare vero esattamente il contrario: agisce con il principale scopo di mettere al sicuro se stessa e il bambino dalle minacce che avvertiva come incombenti». Tuttavia, il gip osserva che la giovane madre «con il suo comportamento ha dimostrato di non aver compreso il significato della responsabilità genitoriale. Non può che connotarsi in tal modo l'atteggiamento di chi faccia uso consistente e reiterato di stupefacente. Se vorrà continuare a occuparsi del figlio dovrà intraprendere un serio e definitivo percorso di disintossicazione dallo stupefacente»".
Credeva che il compagno facesse parte di una setta, che avesse avvelenato il latte del bambino. Pensava di essere inseguita dagli "spiriti del male". Invece era solo l'effetto della cocaina che causato il gesto della donna che ieri si è buttata dal balcone della sua casa con il suo piccolo di 4 mesi in braccio (immagine di CronacaQui).
Lei e il suo convivente ne avevano assunta parecchia durante una festa da amici, dalla quale erano tornati a casa all'alba: la donna aveva preso il bambino e avrebbe urlato "aiuto, aiuto" prima di gettarsi nel vuoto.
Fortunatamente non si sono fatti nulla dato che il volo è stato solo di 3 metri, il piccolo si è solo rotto una clavicola mentre lei ha il bacino fratturato. ora la donna è piantonata in ospedale e i servizi sociali si interrogano sul da farsi anche se la Procura ha tolto la patria potestà ai genitori, ed è stata accusata è di tentato omicidio.
La vicenda è avvenuta in via San Gregorio, e proprio questa via ha riportato alla mente la storia della "Belva di San Gregorio" Rina Fort, la donna che nel 1946 uccise la moglie e i figli del suo amante shockando l'opinione pubblica dell'epoca.
Sul Corriere lo psichiatra Claudio Mencacci cerca di spiegare il gesto:
"Lanciarsi nel vuoto può essere legato sia a uno stato di euforia causato dall'assunzione di droga sia alla fase down, il momento di calo dopo l'abuso. E in questo secondo caso per le donne la defenestrazione è la modalità più frequente di suicidio. Chi abusa di sostanze sperimenta la totale assenza del corpo e il senso di vuoto. E l'esperienza viene a volte riferita come "buttarsi nelle braccia degli angeli". La fase down può portare al delirio, al senso di rovina e di catastrofe. E il fatto che la madre trascini la parte più fragile e tenera di sè, il proprio bambino, dice quanto forte sia il legame madre figlio"
Oltre alla droga ci sarebbe anche una forte depressione post-partum: sul sito Milano per i bambini che vi avevamo segnalato ci sono indirizzi e numeri utili per la depressione post-partum, una patologia che purtroppo colpisce moltissime donne dopo aver dato alla luce i loro bambini.
Chi conosce la coppia non riesce a spiegarsi quello che è successo perchè vengono descritti come "figli di buona famiglia, due ragazzi senza pensieri". E non "tossici", specifica la poliza. Ma la usavano spesso.
Fatto sta che l'abuso di droga causa omicidi, morti assurde e suicidi improvvisi. e distrugge le famiglie, come quella di Alfio Brancatelli, 77enne, che ha infilato un coltello da cucina nella pancia del figlio, 40enne, che si drogava. Il raptus è partito dalla richiesta del figlio di 50 euro per l'ennesima dose. Dopo il gesto ha chiamato la polizia e non ha opposto resistenza all'arresto.
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