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Allarme sicurezza per la diffusione di cocaina, che non risparmia nessuno: un milanese su tre sniffa

Mercoledì 27 Agosto 2008, 12:00 in Milano cronaca di

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UPDATE!
Si parla di cocaina e di guida anche sul blog Dallapartedichiguida

Sta meglio il piccolo Davide (nome di fantasia), il bimbo che è caduto dalla finestra fra le braccia di sua madre, allucinata da dosi eccessive di cocaina. La donna è sotto sedativi, ma si è comunque resa conto di cosa ha fatto

"Non volevo uccidere mio figlio. Gli volevo solo salvare la vita. Non gli avrei mai fatto del male. Gli ho fatto da scudo col mio corpo"

In ogni caso decideranno gli assistenti sociali a chi affidarlo, visti i precedenti. Il padre del bambino si difende

"Non ho fatto nulla di male, ho tentato di salvare lui e la mia fidanzata non è giusto quello che mi facendo. Posso prendermi io cura di mio figlio e lo dimostrerò"

Fatto sta che in casa c'era droga, e c'era droga anche alla festa della sera prima (comprata a Romolo, 3 grammi per 300 euro). I pm parlano di una "gravissima responsabilità della donna che, nonostante madre di un bimbo di 4 mesi, partecipa a un festino con uso di cocaina e alcool rientrando a casa a notte fonda, con ciò mettendosi in condizione psicologica disturbata"

E di cocaina in città ne gira davvero tanta, tanto che le stime parlano di un milanese su tre che sniffa.

Il Corriere racconta che si va dai professionisti, come un chirurgo ortopedico di 37 anni trovato grammo di coca in tasca ("Lavoro 16 ore al giorno. Altrimenti non ce la faccio". Poco importa se rischia di ammazzare qualcuno sotto i ferri), manager, ma anche gente con pochi soldi, ragazzi, operai. Dalle modelle agli imbianchini ("Lavoro tutto il giorno, che devo fare") passando per le professoresse delle medie ("La prendo solo quando sono giù"). Persino un tramviere e un tassista ("Mi serve per guidare"). E tre mamme "in libera uscita".

Che siano i ritmi massacranti di lavoro, la depressione per un lavoro e una vita che non piace, oppure per puro sballo, la scusa è sempre la stessa quando arrivano gli agenti in borghese: "Era la prima volta"

Le vie dello spaccio sono Piazzale Archinto, Corso Como (dove i pusher sono stati anche filmati dai cittadini esasperati dai continui viavai), Via Padova, Viale Monza, e Viale Bligny. Si passa anche la coca direttamente in auto, oppure c'è il servizio a domicilio (rischiando anche di infilarsi in situazioni pericolose come la ragazza stuprata il mese scorso).

Una volta che si viene trovati dagli agenti in possesso di droga si viene segnalati come "consumatori". Negli ultimi 12 mesi sono stati 1500 i nomi. Ma spesso le segnalazioni alle autorità competenti non arrivano per cui un medico o una professoressa possono continuare a fare uso di droga senza che nessuno si accorga di nulla.

Il problema è che chi assume droga spesso si rende protagonista di atti che da "sobrio" non farebbe mai: la cocaina in modo particolare fa sentire "superuomini" e "superdonne", che a bordo di bolidi sfrecciano tra le vie della città e fuori, in giro causano risse, fanno compiere violenze e omicidi. Per non parlare dei pericolosissimi mix di sostanze.

Tanto che per il dirigente della Mobile di Milano si parla di allarme cocaina più che di allarme sicurezza come dichiara al Corriere:

"La repressione, da sola, non basta. Da sola, è monca. La domanda è così alta che chiunque può mettersi nel mercato. Procurarsi lo stupefacente, gestirlo, venderlo, piazzarlo ad amici e colleghi, in ufficio o a casa sua. Anche perché chi sniffa è convinto di poter smettere quando vuole. Non crede ci sia una dipendenza dalla cocaina. Men che meno che danneggi. E invece, brucia il cervello, scatena conseguenze imprevedibili, distrugge vite e famiglie, fa male, malissimo"

Si annuncia un giro di vite: verranno installati narcotest ed etilometri su tutte le macchine dei vigili. Il "problema" è che una volta trovate tracce di droga il fermato deve essere inviato in ospedale per controlli e la trafila dura ore. E di certo in una nottata non ci sarà un solo drogato fermato.

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