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Expo, Penati aveva ragione: il decreto è tutto da rifare, appuntamento a mercoledì prossimo

Venerdì 1 Agosto 2008, 10:50 in Milano cronaca, Milano politica di

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UPDATE h. 16.00!
Niente di fatto: il comitato si è arenato prima ancora di partire. Scrive il Corriere: "Un'ora e mezza di riunione a Palazzo Chigi, con il presidente del Consiglio, tanti ministri e tutti i rappresentanti degli enti locali interessati. Un'ora e mezza di riunione per concludere: bisogna rifare il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che detta le regole per il funzionamento dell'evento, che assegna ruoli e compiti e funzioni". Penati ha visto lungo insomma.

Mancano otto miliardi. No ne mancano due e mezzo. Sul fronte Expo la guerra non si placa: i due contendenti in questo caso sono Filippo Penati, presidente della Provincia e il sottosegretario Roberto Castelli.

"Penati fa solo terrorismo psicologico". Beh, non è una novità che sia il grande escluso della partita visto che tutti si sono già presi le parti migliori. Ma forse la "guerra" fra le parti è destinata a continuare. Alla Provincia va ad aggiungersi la Regione per la questione legata allo statuto della Soge, che dovrà essere discusso oggi nel corso della prima riunione del Cipem.

Penati-Formigoni contro Moratti-Glisenti.

Intanto il Sole24Ore in un articolo di oggi esplora nel dettaglio lo statuto e scopre che, ebbene sì: tutti i poteri sono in mano a Paolo Glisenti.

"L'atto costitutivo, e la bozza di statuto della società di gestione dell'Expo 2015 è arrivata in mano agli altri 14 enti soci del Cipem solo ieri pomeriggio. La redazione era di stretta competenza del commissario straordinario, cioè il Sindaco di Milano Letizia Moratti, che in questi giorni l'ha blindato, scatenando le proteste di Regione e Provincia, che chiedevano un po' di margine per visionare la bozza, dopo il fragile armistizio siglato con la firma del Dpcm, in cui il potere monocratico del sindaco sembrava di fatto temperato dall'allargamento del Cipem a mezzo governo e dalla costituzione del Tavolo Lombardia, presieduto dal Pirellone"

Oggi ci sarà la riunione del Cipem a Roma, in cui tra le altre cose si dovrà decidere la nomina dell'amministratore unico e si dovrà approvare lo statuto della Soge, la società che gestirà l'Expo. Ma a leggere la bozza di statuto si riscontra che

"verrà proposta la capitalizzazione della Soge in misura pari al minimo di legge (120mila euro) mentre i criteri di ripartizione tra enti e ministeri saranno determinati in una successiva riunione del Cipem"

Ecco il punto critico. Lo statuto e l'atto costitutivo della Soge.

La società avrà sede a Milano ed è previsto che il trasferimento della sede sociale all'interno del Comune "non comporta la modifica dello statuto". La durata della società è fissata fino al 31 dicembre 2020 e potrà essere prorogata.

La direzione è tutta nelle mani dell'amministratore unico, che rimarrà in carica tre esercizi e scadrà, ma può essere rieletto, il 31 luglio 2011. L'amministratore (Glisenti) avrà tutti i "poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione" e potrà nominare uno o più direttori generali. Presiederà anche l'assemblea, che approverà i bilanci e la nomina dell'amministratore stesso. In teoria potrà anche revocarla.

La Soge avrà come scopo la realizzazione, l'organizzazione e la gestione dell'evento; è "soggetto aggiudicatore e stazione appaltante delle opere del sito, di connessione, ricettive ma anche delle opere connesse".

Su quest'ultimo punto però dovrebbe esserci la priorità del Tavolo Lombardia. Penati tuona:

"Se resta questo oggetto sociale, noi non votiamo lo statuto[...]E' impensabile che la Soge abbia compiti così ridondanti anche sulle infrastrutture connesse. Il rischio è la paralisi"

Anche perchè se rimane tutto così Formigoni dovrà dire "bye bye" alla funzione di consiglio di amministrazione del Cipem.

La coppia d'oro Moratti-Glisenti avrà la meglio, visto che il Cipem funzionerà saltuarimente da assemblea dei soci ma senza i poteri tipici di un cda. Tutte le deleghe sono in mano all'amministratore unico. 

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