Le prostitute a Milano: tra multe per i clienti e il ddl del ministro Carfagna un reportage del settimanale svizzero Il Caffè

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Il Caffè, un settimanale del Canton Ticino, ha pubblicato un interessante reportage sulle prostitute milanesi un paio di settimane fa. Il giornalista Mauro Giacometti ha fatto un giro tra le ragazze che si vendono in alcune zone calde della città (via Leoncavallo, Loreto,viale Abruzzi, via Padova, via Teodosio, via Porpora, Fiera). Pochi svizzeri in cerca dell'amore a pagamento, ma tanti italiani

"Ciao, vieni da Lugano? Sei quasi una mosca bianca di questi tempi". Mary ammicca sui suoi tacchi alti dal marciapiede di via Leoncavallo, in zona Piazzale Loreto a Milano. È un caldo venerdì sera della scorsa settimana e lei, castana, abbronzata, prorompente nelle forme, ma per niente sfacciata nell'abbigliamento, è una delle poche prostitute italiane rimaste su piazza. Milano è un tourbillon di viados sudamericani, lucciole dell'Est e, new entry di questi mesi, prostitute cinesi che a poco a poco stanno invadendo i viali ed i luoghi consacrati al sesso a pagamento della metropoli.

Le prostitute pensano che la "colpa" sia della multa prevista per i clienti delle lucciole dal Comune di Milano , nell'ambito di alcuni progetti per la lotta al degrado

"Ticinesi? Se ne vedono sempre meno, forse per paura delle multe, anche 500 euro per chi è 'beccato' con una di noi. Ho lavorato nei locali a Lugano e Chiasso, qualche ex cliente ticinese mi viene a trovare anche qui, ma non è più come qualche anno fa: dalla Svizzera oramai snobbano le prostitute da strada, preferiscono gli appuntamenti con le escort, contattate via internet, o con le colleghe che avorano solo negli appartamenti", ci confida.

Le fiere e le esposizioni sono buone occasioni per le prostitute per guadagnare di più

Qualche traccia di clienti 'made in Suisse' in via Monte Rosa, zona Fiera. "Se ci sono le esposizioni ho dei clienti svizzeri - spiega Fabiola, prostituta rumena, castana, non più di 25 anni, con minigonna d’ordinanza e ovviamente appollaiata sui trampoli -. Zurighesi o basilesi, più che altro. Perché, ci sono anche svizzeri che parlano italiano?", domanda ingenuamente la lucciola dell'Est.
E anche i fasti di trans e viados brasiliani, gettonatissimi dai ticinesi fino a qualche tempo fa, sembrano definitivamente consegnati alle trasgressioni del passato: "Avevo dei clienti luganesi, ma sono mesi che non li vedo più - ci confida Paula dal suo 'eremo', una panchina nei giardinetti di Piazzale Accursio, zona Sempione -. Peccato però, pagavano bene e senza fare tante storie", dice sorridendo.

Il problema lamentato dalle ragazze è che ci sono le prostitute cinesi che, abbassando i prezzi, "rubano" i clienti

Il 'ticket' medio è di 100 euro, in alcune zone e per le prostitute più giovani, rumene, slovacche e lituane, il prezzo lievita verso quota 200. Le prostitute cinesi, concentrate soprattutto nella zona di Piazzale Loreto, però stanno abbassando i prezzi verso i 50 euro e anche meno a prestazione in quello che è un vero e proprio dumping della… marchetta. "E oltre ai clienti ci portano via anche lo spazio sui marciapiedi - spiega una non più giovanissima prostituta sudamericana di via Teodosio con improbabili meches biondo platino -. E non oso nemmeno avvicinarmi, hanno sempre due o tre dei loro vicini o in auto, uomini torbidi e minacciosi", racconta. E poi aggiunge: "Sono sparite le albanesi, ma la concorrenza di queste cinesi mi spaventa"

Nel reportage c'è anche un articolo che racconta di come l'Italia stia trattando il problema, a cura di Clemente Mazzetta

" […] se Lina Merlin, la deputata socialista, nel 1958 aveva chiesto e ottenuto l'abolizione  della prostituzione "ufficiale", Carfagna vuole di più: chiede di proibire la prostituzione nei "luoghi pubblici o aperti al pubblico". Ovvero via le lucciole dalle strade e dai night […] Ma se rimane il divieto per le "case chiuse", anche se Roberto Maroni vorrebbe invece riaprirle, dove potranno ricevere i loro clienti le decine di migliaia di lucciole che "lavorano" in Italia? A casa propria ovviamente. Nel loro appartamento"

L'inchiesta è stata fatta proprio a pochi giorni di distanza dal ddl Carfagna anti-prostituzione. PassinelDeserto e Blogosfere Politica e Società ne tracciano un'analisi critica. Per Don Paolo Padrini è un ddl che punisce severamente i deboli (le prostitute) e non i forti (gli sfruttatori), dando l'idea che sia più una soluzione "estetica", per non vedere il problema.

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  • nickname Commento numero 1 su Le prostitute a Milano: tra multe per i clienti e il ddl del ministro Carfagna un reportage del settimanale svizzero Il Caffè

    Posted by: Marte

    Il ddl della Carfagna è una delle leggi più stupide e deleteree mai create. Finora ho votato Forza Italia, ma non lo farò più! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Le prostitute a Milano: tra multe per i clienti e il ddl del ministro Carfagna un reportage del settimanale svizzero Il Caffè

    Posted by: nino

    Ha ragione il  Ministro Maroni: riaprire le case chiuse, dando anche un segno di civiltà, facendo pagare le tasse sulle marchette, aiuteremmo il debito pubblico. Miliardi di euro in più nelle casse dello Stato Scritto il Date —

 

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