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Pericolo 'ndrangheta: non c'è ancora la commissione antimafia per vigilare sulle grandi opere (e sull'Expo)

Martedì 16 Settembre 2008, 12:28 in Milano cronaca, Milano politica di

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Avevamo riportato l'allarme lanciato qualche mese fa sugli appalti dell'Expo, ma non solo (foto Corriere): 

se già chi lavora su Milano sta cercando di lucrare sull'Expo (come gli annunci per la vendita di case che recano già la scritta "Expo" per aumentare il prezzo) figurarsi quanto potrebbero lucrarci sopra le cosche. Letizia Moratti, secondo quanto ricorda Salvini, "aveva bocciato la proposta dell'opposizione di creare una locale commissione per vigilare sulle organizzazioni criminali". A suo dire sarebbe "un favore concesso a chi vuole che le mafie procedano indisturbate". Anche certi sindaci dell'hinterland, dove le cosche sarebbero numerose, farebbero finta di non vedere e non sentire. Mancherebbero le persone addestrate per combattere il fenomeno: tra Milano e provincia sono solo 200. Per la procura insomma la sicurezza sarebbe ridotta a scippi, microcriminalità e clandestini mentre fuori ci sarebbe la 'ndrangheta che agisce indisturbata.

Qualche tempo dopo la Moratti aveva dato il suo benestare per una commissione antimafia in quanto

il compito del Comune è di vigilare sugli appalti. Il vero problema non sono però gli appalti, ma i subappalti, nei quali c'è più forte il rischio di infliltrazioni di tipo mafioso. I subappalti bloccati perchè non rispondevano alle regole del Comune sono stati il 30%, una percentuale molto alta.

Ma ad oggi questa commissione antimafia non si è ancora vista.

 
Il sindaco promette che si batterà "per difendere l'Expo e il suo spirito più genuino". Ma nessun accenno alla commissione.

"Ci sarà massimo raccordo con le forze dell'ordine e non ci saranno problemi"
 
Le risposte dell'opposizione sono molto critiche come spiega il Corriere: Pierfrancesco Majorino accusa il Comune di sottovalutare il problema e perciò porterà in consiglio comunale la proposta della commissione. Di nuovo.
 
Anche la Camera di Commercio è d'accordo, e il suo presidente Carlo Sangalli dice che
 
"È un dovere preciso delle istituzioni creare i presupposti perché le imprese si sentano libere di impegnarsi e investire"
 
Nel frattempo le inchieste continuano, scoprendo numerose infiltrazioni delle organizzazioni criminali nelle grandi opere, come nei cantieri della Tav.
 
Guido Salvini aveva dichiarato
 
"la bocciatura della commissione comunale antimafia è stato un favore concesso a chi vuole che le mafie procedano indisturbate"
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16 Set 2008
alle 17:49

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