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Sale la tensione, scontri studenti-polizia in piazzale Cadorna

Matteo Failla avatar Martedì 21 Ottobre 2008, 17:46 in Milano cronaca di Matteo Failla
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Pomeriggio di tensione durante un corteo non autorizzato di studenti e lavoratori dell'Università per le vie del centro. In stazione Cadorna, gli studenti si sono scontrati con le forze dell'ordine: tre feriti e tre contusi.

Il corteo era stato organizzato in tarda mattinata durante l'assemblea degli Stati generali delle facoltà dell'Università degli Studi di Milano, in via Festa del Perdono. Il corteo non era autorizzato, si era incamminato per le vie del centro, bloccando il traffico.

Le forze dell'ordine hanno proibito l'accesso in corso Monforte ai manifestanti che intendevano raggiungere la Prefettura, dove si era appena concluso l'incontro con il ministro degli Interni Roberto Maroni, al quale gli studenti e i lavoratori della Statale hanno «dedicato» numerosi cori di contestazione. Il corteo si è quindi diretto appunto verso la stazione delle Ferrovie Nord di Piazzale Cadorna, con l'intento di occupare i binari.

I manifestanti, scrive il Corriere , circa un migliaio, hanno tentato di entrare in stazione per bloccare i treni delle Ferrovie Nord, ma sono stati bloccati dal cordone delle forze dell'ordine. Lancio di candelotti da una parte e fumogeni dall'altra, poi qualche carica dei militi ha impedito al corteo di entrare in stazione. I manifestanti hanno cominciato a spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi di manganello. I ragazzi contestano a polizia e carabinieri di aver infierito su un ragazzo già caduto a terra: lo documenterebbe un video girato da uno degli studenti, in cui si vedrebbe un carabiniere che prima colpisce il ragazzo con una manganellata e poi infierisce con un calcio.
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22 Ott 2008
alle 13:38

Giovanni Talleri

Premetto - è logicamente un mio giudizio, non solo un’impressione - che certe manifestazioni, e non autorizzate, dimostrano, pari pari a quelle per le partite di calcio,  unicamente una volontà- desiderio-bisogno di violenza. Data la loro estraneità a qualsiasi possibile ragionamento. E data la facoltà, in questo nostro paese liberissimo, di trattare civilmente nelle sedi adatte qualsiasi argomento. Ci sono, infatti, i giornali, le tv, le radio, le sedi dei partiti, delle associazioni, e tutto lautamente sovvenzionato, e che nell'antica Grecia (per ricordare una inopportuna uscita di Fassino) non esistevano ancora. E il parlamento, a che serve? Lo abbiamo eletto e come non ci fosse facciamo la nostra rivoluzione? Ma allora perché tanto tempo e danaro sprecato per eleggerlo? Perché la democrazia se poi non si accetta le deliberazioni di chi democraticamente è stato eletto per deliber4are?

Codesti signori delle adunate in piazza, e chi ce li manda, sarebbe da farli lavorare nei campi e nelle cave, in modo da sfogare i loro eccessi di energia per i primi e di sconsideratezza per i secondi,  rendendosi utili.

                                                                             www.giovannitalleri.it

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