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Strage di Piazza Fontana, oggi l'anniversario. Ma per Benedetta Tobagi Milano è senza memoria

Venerdì 12 Dicembre 2008, 11:31 in Milano cronaca di

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Erano le 16:37 del 12 dicembre 1969 quando nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana esplose un ordigno che provocò la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Una seconda bomba fu ritrovata nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, inesplosa, ma fu fatta brillare per cui sono stati distrutti gli elementi probatori che avrebbero potuto far risalire all'origine dell'esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni.

La bomba a Milano fu la prima, seguita da altre tre bombe che esplosero a Roma: una alle 16:55 nel passaggio sotterraneo che collegava l'entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro (che causò tredici feriti), una alle 17:20 davanti all'Altare della Patria e un'altra alle 17:30 all'ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia (quattro feriti).

Questi fatti sconvolsero l'Italia intera e riempiono una brutta pagina nera della storia italiana (si parla di strategia del terrore). Le indagini vennero orientate nei confronti di tutti i gruppi in cui potevano esserci possibili estremisti e furono fermate per accertamenti circa 80 persone. Il 12 dicembre l'anarchico Giuseppe Pinelli viene fermato e interrogato a lungo in Questura ed il 15 dicembre, dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli precipita dal quarto piano della questura milanese (dove c'era l'ufficio del commissario Luigi Calabresi) e muore. Calabresi verrà ucciso il 17 maggio 1972 in via Cherubini da Leonardo Marino e Ovidio Bompressi, su mandato di Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, militanti di Lotta continua.

Il 16 dicembre viene arrestato anche un altro anarchico, Pietro Valpreda. Ma la provenienza delle borse usate per contenere l'esplosivo (acquistate a Padova) e del timer apre però una nuova pista che porterà dopo più di un anno all'arresto di due esponenti del gruppo neofascista Ordine Nuovo: Franco Freda e Giovanni Ventura.

In tutti questi anni, in cui si sono susseguiti arresti, deposizioni, depistaggi e testimonianze non è mai stata emessa una condanna definitiva per la strage.

I nomi delle vittime dalla bomba di piazza Fontana sono: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti.

In occasione dell'anniversario che ricorre oggi ha parlato al Corriere Benedetta Tobagi, la figlia di Walter Tobagi, il giornalista ucciso il 28 maggio 1980 da un attentato della Brigata 28 marzo. Ma con amarezza constata che Milano, nonostante le promesse di Comune e Provincia, non abbia ancora trovato spazio per la "Casa della Memoria" dedicata alle vittime del terrorismo.

Milano quindi, sembra non voler avere memoria.

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