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Niente febbre suina in Lombardia, ma ci sono diversi casi di tubercolosi: 300 l'anno

Lunedì 4 Maggio 2009, 17:35 in Milano cronaca di

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Nessun caso di febbre suina in Lombardia, però ci sono altre malattie di cui spesso ci si dimentica. Sono almeno 300 i nuovi malati di tubercolosi ogni anno e Milano registra un'incidenza tripla rispetto alla media italiana: 25-30 casi ogni 100 mila abitanti contro 7-10 su 100 mila come spiega il Corriere.

In 7 casi su 10 si tratta di cittadini stranieri. L'assessore comunale alla Ricerca, innovazione e capitale umano, Luigi Rossi Bernardi, spiega che

"L'Italia, e in particolare la Lombardia hanno avuto un ruolo cruciale nella scoperta di nuovi antibiotici. Per questo la Regione Lombardia e il Comune di Milano sono impegnati in un'importante iniziativa di ricerca per salvaguardare e promuovere gli studi in questo settore attraverso la collaborazione con università, Cnr e piccole imprese"

Secondo l'assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna

"La ricerca contro la tubercolosi non solo va continuata ma anzi va potenziata"

Tra il 1995 e il 2007 l'incidenza della tbc in Italia si è ridotta del 19%, ma il fenomeno dell'immigrazione ha riportato l'infezione

"specie nelle grandi città come Milano, che con 260 mila immigrati regolari e circa 40 mila irregolari registra un'incidenza di tubercolosi superiore alla media nazionale, anche con casi particolarmente preoccupanti perché resistenti ai trattamenti"

Landi ricorda che

"per diffondere le regole della prevenzione un anno fa questo Assessorato ha lanciato il progetto "Immigrazione sana" rivolto in particolar modo agli stranieri irregolari con iniziative di informazione e screening sul territorio"

Si tratta infatti di

"una malattia fortemente sociale e caratterizzata da uno stigma negativo per chi ne soffre e per chi gli è vicino. È dunque importante che le istituzioni collaborino, facilitando l'accesso alle cure. L'eliminazione dell'emendamento della Lega al pacchetto sicurezza, che avrebbe permesso ai medici di denunciare gli stranieri irregolari assistiti nelle strutture sanitarie italiane, è stata a mio avviso una vittoria della credibilità della politica perché sono convinto che quando si parla di diritto alla salute l'ideologia debba fare un passo indietro"

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