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Provinciali, vince Guido Podestà. Anzi, no, vince la Lega

Matteo Failla avatar Martedì 23 Giugno 2009, 11:23 in Milano politica di Matteo Failla
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Dopo la lunga diretta di ieri - abbiamo seguito dalle 15 alle 22.30 lo spoglio, fino al risultato definitivo - è il momento delle riflessioni. Non bisogna sforzarsi troppo per capire che c'è un solo vero vincitore qui al nord, proprio come accaduto per le Europee: si tratta di Umberto Bossi. La Lega ormai è una realtà radicata nella nostra regione, e c'è da scommettere che prossimamente alzerà il tiro. Anzi, in realtà lo sta già facendo a poche ore dal voto: le prossime elezioni regionali saranno un importante banco di prova per quanto riguarda la definitiva consacrazione del partito nordista.

PDL e PD non navigano in buone acque. Filippo Penati, contando sulla propria persona più che sul partito d'appartenenza, è riuscito ad ottenere un risultato inaspettato: il suo distacco dal neo presidente della Provincia è di soli 2mila voti. Guido Podestà in campagna elettorale è invece apparso come un fantasma, l'ombra di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Sfido molti di voi a riconoscere la sua voce.

Ora ci troviamo con 3 istituzioni allineate che, teoricamente, dovrebbero riuscire a lavorare d'amore e d'accordo: Regione, Provincia e Comune. C'è però un "ma". Milano centro è passata dalla parte di Penati: una spina nel fianco del sindaco Letizia Moratti. E spina ancor più grande e fastidosa è la Lega, che a Milano ha intenzione di far valere il proprio potere.

Matteo Salvini, uomo simbolo della Lega a Milano con tutti i suoi se i sui ma (giusto per tornare in argomento dubbi) lancia un forte segnale a Letizia Moratti: «Queste elezioni sono un campanello d’allarme, un segnale chiaro che i milane­si hanno voluto spedire al sindaco e alla giunta». E parla rifrendosi proprio a quel voto del centro di Milano, roccaforte del centrodestra, passato al centrosinistra.

«Il dato conferma una cosa molto semplice - prosegue Salvini -, la gente ti vota se ti vede in giro, se percepisce la tua presenza, se vai al mercato, se ti può toccare. Ecco, credo che ci sia stata una certa assenza, una certa la­titanza...».

E tanto per cambiare la Lega torna a puntare i piedi sull'ecopass, tassa che più volte abbiamo criticato anche noi qui su Milano 2.0: un vero atto di testardaggine della giunta. E basta. Introiti a parte. Lo dimostrano i dati sull'inquinamento - e sul traffico - che non sono dalla parte del Comune. 

Se proprio dovessi trovare un colpevole per quanto riguarda il calo della popolarità del sindaco Letizia Moratti, tuttavia, preferirei volgere lo sguardo dalle parti dell'Expo. I milanesi sono rimasti sbigottiti di fronte ad una guerra di interessi così lunga.

Ecco, un esame di coscienza c'è da fare soprattutto in vista del 2015. Ora non ci sono più scusanti: comune, provincia e regione cammineranno a braccetto. Che si cominci a lavorare seriamente. 
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