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Ronde nere, la Procura di Milano indaga sulla Guardia Nazionale Italiana: sotto accusa i simboli sulla divisa

Lunedì 15 Giugno 2009, 10:25 in Milano cronaca di
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Le ronde sono state approvate, e c'è già chi si organizza. Dopo quelle verdi padane arrivano quelle 'kaki'. Sono stati infatti presentati i volontari della Guardia nazionale italiana, pronti a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le ronde padane, non appena sarà approvato dal Senato il disegno di legge sulla sicurezza.

Però, più che ronde kaki, ad alcuni sembrano ronde nere, tanto che proprio la procura di Milano ha disposto accertamenti da parte degli agenti della Digos dopo le polemiche che sono sorte subito dopo la loro presentazione ufficiale: anche per Sostenibile le GNI sono un fenomeno preoccupante e Passi Nel Deserto parla di una notizia incredibile.

La GNI riporta di avere a disposizione più di 2mila uomini in tutta Italia, e si sono detti "pronti a collaborare con le autorità contro la delinquenza". Hanno la loro divisa: camicia kaki, basco con aquila imperiale romana, fascia nera al braccio con impressa la ruota solare e pantaloni grigi. 

L'ispiratore e presidente è Gaetano Saya, mentre il comandante è un colonnello dei carabinieri in riserva, Augusto Calzetta. La GNI ci tiene a sottolineare che questa Onlus è:

"apolitica: né neri, né verdi, né gialli. E' una Onlus che vuole fare del bene ai cittadini. Vogliamo vigilare su determinate aeree, ma niente manganelli, elmetti e svastiche"

Ma alla Procura c'è qualcosa che non torna. Già Marco Minniti aveva commentato

"Fermate questo delirio. E' un colpo al cuore ai principi di ogni democrazia liberale. Dopo le camicie verdi arrivano le camicie grigie promosse dall'Msi. Esatta la previsione di una cattiva 'partitizzazione' della sicurezza nel nostro paese. Ora si faccia qualcosa per fermare questo sconcertante delirio"

Il capo del pool antiterrorismo e procuratore aggiunto Armando Spataro, d'intesa con il procuratore Manlio Minale, ha disposto alcuni accertamenti in merito ai simboli che le Guardie indosseranno, e che richiamerebbero simboli di età fascista. Sotto accusa proprio l'aquila imperiale romana e la fascia nera al braccio, con impressa la ruota solare.

Per ora non ci sono nè indagati nè ipotesi di reato, anche se si pensa alla violazione delle legge Scelba che punisce la ricostituzione e l'apologia del fascismo. Giuseppe Giganti, il coordinatore nazionale delle GNI, assicura che con il fascismo le Guardie non hanno nulla a che spartire, perchè si tratta di "un'ideologia anacronistica che fa parte della storia".

Anche il vicepresidente della GNI Maurizio Monti difende la Onlus

"Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali ci dimostrano che abbiamo commesso dei reati. E' giusto che la magistratura indaghi, ma l'importante è che lo faccia con senso di giustizia. Aspettiamo di vedere come si svolgeranno i fatti. Se dovessimo avere avvisi dalla procura i nostri legali prenderanno le dovute cautele del caso"

Il vicesindaco Riccardo De Corato però è d'accordo con la Procura

"Bene l'apertura di un fascicolo d'inchiesta, per indagare sulle cosiddette ronde nere. Non accetteremo mai a Milano questa organizzazione tra quelle che, come City angels, Poliziotti italiani e Blue berets, cooperano già da due anni per il presidio del territorio".

Intanto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ha sottolineato che iniziative come le ronde nere saranno impossibili una volta approvato il disegno di legge perchè il decreto

"indicherà che le associazioni di volontari, non armati, non potranno essere espressione né di forze politiche, né di organizzazioni sindacali, né di tifoserie organizzate. Si prevede inoltre che eventuali divise e marchi dovranno essere conformi allo spirito della disposizione, che intende promuovere il contributo volontario di cittadini alla sicurezza e non richiamare realtà paramilitari"

Ma Enzo Letizia, segretario nazionale dell'associazione Funzionari di Polizia, ribatte

"Non siamo affatto d'accordo con quanto ha sostenuto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. Il decreto attuativo delle ronde, che regolerà l'iscrizione delle associazioni nel registro prefettizio di cui i sindaci potranno avvalersi per il controllo del territorio potrà prevedere sanzioni o lo scioglimento delle ronde già istituite?"

Il rischio è infatti che proliferino ronde 'fai da te'.

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