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Accordo Sacconi-Regione per nuovi fondi per la cassa integrazione, ma il peggio arriverà a settembre

Martedì 28 Luglio 2009, 18:00 in Milano cronaca di
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Il peggio putroppo dovrà ancora venire. Ieri la Cgil regio­nale ha presentato un primo bilancio della crisi a Milano e in Lombar­dia: nei primi sei mesi dell'anno ci sono stati circa 50 mila i cassaintegrati in de­roga, 96 milio­ni di ore di cassa integrazione ordinaria e straor­dinaria, oltre 26.500 i licenziati.

L'assessore al La­voro della Regione, Gianni Rossoni, ha firmato un accordo con il ministro Sacconi per ottenere altri 250 milioni per la cas­sa in deroga.

"I fondi per fare fronte all'emergenza ci sono, qualche piccolo segnale di ri­presa pure. Ora le banche faccia­no la loro parte e valutino le richieste di finanziamento del­le imprese con la massima ac­curatezza. Far mancare ossige­no alla parte sana del sistema produttivo sarebbe un delit­to"

Il Corriere spiega che se la cassa è stata autorizza­ta per 286 mi­la dipendenti a zero ore, di fat­to a casa sarebbero la metà (140 mila). Se a questi si aggiungono i cassain­tegrati in deroga e i lavoratori in mobilità in Lombardia la crisi tocca circa 220 mila lavoratori su 3,5 mi­lioni di dipendenti.

Giacinto Botti, della se­greteria Cgil regionale, spiega che:

"Quello che a nostro parere ancora manca è una visione strategica, un piano di politica industriale a livello regionale e nazionale che punti da ora sui settori che domani potreb­bero trainare la ripresa. E la crisi non sta certo rallentando. Nei primi 20 giorni di luglio abbiamo registrato altri 4.500 lavoratori in mobilità, quindi licenziati"

Livio Loverso dell'Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Mila­no annuncia però che non si può ancora tirare un sospiro di sollievo:

"L'impressione è che il bilancio del­la crisi sia ancora molto parziale. So­lo a settembre capi­remo quale piega prenderanno dav­vero le cose. Le imprese stanno fa­cendo di tutto per resistere senza licenziare"

Si temono però, come scrive Repubblica, licenziamenti a raffica a settembre, anche collettivi, in particolare nelle piccole e medie imprese: dopo le ferie infatti molte aziende potrebbero ridurre il personale o addirittura chiudere.

Ma anche le grandi aziende potrebbero operare dei tagli radicali: ieri ad esempio alcuni dei 600 lavoratori della Nokia Siemens Network hanno manifestato perchè rischiano di perdere il loro posto di lavoro.

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