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Cantieri infiniti, ritardi e aumento dei prezzi: è bufera sui box di via Govone, piazza Risorgimen­to e piazza XXV Aprile

Lunedì 20 Luglio 2009, 11:06 in Milano cronaca di

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Il sogno proibito dei milanesi? Sembra essere proprio un box per parcheggiare l'auto in tutta tranquillità senza dover girare ore e ore in cerca di uno spazietto. I 267 citta­dini che hanno comprato un box in via Govone, zona Mac Mahon, dopo 2 anni e 3 mesi di ritardo sui lavori (iniziati a gennaio 2007), dopo aver pagato oltre 40 mi­la euro e aver sopportato un notevole rincaro dei prezzi possono usare il loro garage.

Ma ne hanno preso possesso tramite "cessio­ne a titolo precario" e ci sono altri 23 cittadi­ni che non hanno neppure ritirato le chiavi.

Invece in piazza Risorgimen­to gli acquirenti che non hanno accettato gli aumenti di prezzo del loro garage sono stati esclusi dal­la cooperativa. Tra l'altro questi aumenti sono stati giudicati illegitti­mi dal Comune.

Molte volte su Milano 2.0 vi abbiamo raccontato l'odissea dei "cantieri infiniti". Basti guardare quelli di piazza XXV Aprile, dove il costo dei box è già salito da 26 a 33 mila euro prima del­l'inizio dei lavori. Inoltre proprio poco tempo fa, ai negozianti che si lamentano per i disagi (qui l'intervista che abbiamo fatto al proprietario di un bar) si è unito Gianmario Longo­ni, il patron del Teatro Smeral­do, che si è detto pronto a chiudere. In più una delle imprese che sta­va lavorando in piazza XXV Aprile è in liquidazione dopo aver accumulato oltre 180 protesti in sei mesi e i cittadini che hanno pagato i box senza diventarne proprietari hanno pa­ura del pignoramento.

I tre parcheggi sono tutti legati alla stessa azienda, ovvero la Vfv Consultecno della famiglia Villo­resi come spiega il Corriere. Si tratta di tutta una serie di cooperative rag­gruppate nel consorzio edilizio "il Qua­drello". E poi c'è la Darsena, dove sono in ballo due spa che dovevano costruire 700 posti au­to. Il cantiere, come vi abbiamo mostrato, non è neppure partito. In compenso da tre anni quell'angolo della città è ridotto a una discarica.

In seguito alle nuove perizie di è capito che il progetto "parcheggi" ha dato il via dal 2001 a oltre 200 cantieri, un giro d'affari da oltre un miliardo di eu­ro che è finito in mano a 5 grossi gruppi di costruttori. Il Corriere spiega come funzionava il "business": il Comune faceva la gara d'appalto per l'area in cui dovevano sorgere i box, se l'aggiudicava quasi sempre la prima azienda ad essersi proposta e veniva fissato un prezzo medio a cui vendere i box.

I cittadini pagavano, ma poi spuntava­no lavori "imprevisti" e i prezzi salivano del 10, 20, 50% e i cittadini hanno protestato. Palazzo Marino spiega però che "l'operatore non possa avan­zare richieste di danni a fronte di pro­lungamenti dovuti a una sua carente organizzazione del cantiere".

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20 Lug 2009
alle 16:59

Elisa Milani

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http://www.partecipami.it/?q=node/5232/11515&single=1
di una giornalista di c6tv in cerca di cittadini da intervistare sull'argomento!

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