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Crisi, in calo il fatturato delle aziende e l'occupazione: si spera nei saldi

Mercoledì 1 Luglio 2009, 11:08 in Milano cronaca di
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La crisi economica continua a colpire e a pagare sempre più sono negozi, tessile e manifatturiero. Un artigiano del legno brianzolo, che lavorava nel settore del mobile, si è ucciso perché da più di un anno gli affari non andavano per niente be­ne. E' stato trovato con le vene dei polsi tagliate nella sua auto, che aveva parcheggiato nei boschi del Parco Grugnotorto. Non guadagnava e non riusciva di conseguenza a pagare il mutuo e i finanziamenti che aveva aperto.

Sono i piccoli lavoratori autonomi, le aziende con meno di dieci addetti, che subiscono il colpo più pesante. Tutte queste imprese rappresentano insie­me il 40% del­l'occupazione in provincia di Milano. E se vanno in crisi spesso rimangono soli.

La produzione industriale in provincia di Milano nel primo trimestre è scesa del 10,3% rispetto al 2008 e nello stesso periodo il volume d'affari del commercio è sceso del 5,7%. I servizi scendono a meno 6,7%.

Marco Accornero, segretario generale dell'Unione artigiani di Milano spiega che

"L'impressione è che la cadu­ta libera sia terminata. Ora il problema è quanto le aziende riusciranno a resistere in fondo al baratro della crisi nell'attesa della ripresa. Non si teme un'ondata di chiusure, a mol­lare potrebbe essere la fascia di artigiani che hanno superato l'età della pensione. Continuare a la­vorare con la crisi è un gioco che non vale la candela. Gli al­tri faranno di tutto per conti­nuare ad andare in azienda ogni mattina. Riciclarsi da di­pendente in questo momento è praticamente impossibile"

Si stima che la ricchezza prodotta a Milano e provincia diminuirà di 3,8 miliardi. Basti guardare i dati sull'occupazione: nell'ul­timo trimestre 2008 come scrive il Corriere ci sono sta­ti 7.800 occupati in meno rispet­to al 2007, con un tasso di occupazione sceso dello 0,5%.

Per quest'anno ci si attende il taglio di oltre 15 mi­la posti. Ma, cercando di essere ottimisti, a Milano va meglio che nel resto del Paese.

Come segnala il Corriere nel 2008 le im­prese a Milano sono aumentate del 2% contro lo 0,6% na­zionale e le assunzioni del 2009 diminuiscono del­l' 1,5%, rispetto al -1,9% italia­no.

Comunque, come l'anno scorso, si spera nei sal­di. Il segretario generale della Camera di com­mercio di Milano, Pier Andrea Chevallard, ha spiegato

"Non credo che i saldi segne­ranno una diminuzione così drammatica come quella paven­tata dalle associazioni dei con­sumatori, anzi forse i saldi po­trebbero essere l’occasione per una modesta ripresa dei consu­mi"

Paolo Galassi, presidente di Api­milano, ha aggiunto che

"Per quanto ci riguarda la situazione è critica. Ci sono aziende che stanno già pensando di chiude­re per ferie senza sapere quan­do riapriranno a settembre. Stiamo navigando a vista. Ben vengano le misure anticrisi del governo ma qui fac­ciamo i conti con cali del fattu­rato che in alcuni casi raggiun­gono il 50-70%. Questi incenti­vi sono un contentino, serve al­tro. L'allungamento dei termini per il pagamento delle tasse, per esempio"

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