Il primo cittadino sei tu
La crisi economica continua a colpire e a pagare sempre più sono negozi, tessile e manifatturiero. Un artigiano del legno brianzolo, che lavorava nel settore del mobile, si è ucciso perché da più di un anno gli affari non andavano per niente bene. E' stato trovato con le vene dei polsi tagliate nella sua auto, che aveva parcheggiato nei boschi del Parco Grugnotorto. Non guadagnava e non riusciva di conseguenza a pagare il mutuo e i finanziamenti che aveva aperto.
Sono i piccoli lavoratori autonomi, le aziende con meno di dieci addetti, che subiscono il colpo più pesante. Tutte queste imprese rappresentano insieme il 40% dell'occupazione in provincia di Milano. E se vanno in crisi spesso rimangono soli.
La produzione industriale in provincia di Milano nel primo trimestre è scesa del 10,3% rispetto al 2008 e nello stesso periodo il volume d'affari del commercio è sceso del 5,7%. I servizi scendono a meno 6,7%.
Marco Accornero, segretario generale dell'Unione artigiani di Milano spiega che
"L'impressione è che la caduta libera sia terminata. Ora il problema è quanto le aziende riusciranno a resistere in fondo al baratro della crisi nell'attesa della ripresa. Non si teme un'ondata di chiusure, a mollare potrebbe essere la fascia di artigiani che hanno superato l'età della pensione. Continuare a lavorare con la crisi è un gioco che non vale la candela. Gli altri faranno di tutto per continuare ad andare in azienda ogni mattina. Riciclarsi da dipendente in questo momento è praticamente impossibile"
Si stima che la ricchezza prodotta a Milano e provincia diminuirà di 3,8 miliardi. Basti guardare i dati sull'occupazione: nell'ultimo trimestre 2008 come scrive il Corriere ci sono stati 7.800 occupati in meno rispetto al 2007, con un tasso di occupazione sceso dello 0,5%.
Per quest'anno ci si attende il taglio di oltre 15 mila posti. Ma, cercando di essere ottimisti, a Milano va meglio che nel resto del Paese.
Come segnala il Corriere nel 2008 le imprese a Milano sono aumentate del 2% contro lo 0,6% nazionale e le assunzioni del 2009 diminuiscono dell' 1,5%, rispetto al -1,9% italiano.
Comunque, come l'anno scorso, si spera nei saldi. Il segretario generale della Camera di commercio di Milano, Pier Andrea Chevallard, ha spiegato
"Non credo che i saldi segneranno una diminuzione così drammatica come quella paventata dalle associazioni dei consumatori, anzi forse i saldi potrebbero essere l’occasione per una modesta ripresa dei consumi"
Paolo Galassi, presidente di Apimilano, ha aggiunto che
"Per quanto ci riguarda la situazione è critica. Ci sono aziende che stanno già pensando di chiudere per ferie senza sapere quando riapriranno a settembre. Stiamo navigando a vista. Ben vengano le misure anticrisi del governo ma qui facciamo i conti con cali del fatturato che in alcuni casi raggiungono il 50-70%. Questi incentivi sono un contentino, serve altro. L'allungamento dei termini per il pagamento delle tasse, per esempio"
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