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Il modello G8 ora si trasferisce sull'Expo 2015

Matteo Failla avatar Martedì 14 Luglio 2009, 11:05 in di Matteo Failla
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Doveva essere un disastro, è stato un successo. Indipendentemente dai proclami benevoli fatti dai Grandi durante lo scorso G8 dell'Aquila, è innegabile l'ottima organizzazione messa in piedi durante i giorni del summit: anche i detrattori lo hanno dovuto ammettere. Ecco allora saltar fuori un modello G8 per l’Expo. Visti i risultati ottenuti fino ad ora direi che sarebbe auspicabile. Siamo a pochi giorni dagli Stati generali (giovedì e ve­nerdì) ed è proprio il presiden­te della Repubblica, Giorgio Napolitano a rimarca­re l’importanza di una buona riuscita dell’esposizione universale del 2015.

Letizia Moratti, nel corso di un pranzo, ha aggiornato il capo dello Stato rispetto alle iniziative già av­viate per Expo, alla situazione dei progetti per le infrastruttu­re, agli accordi già avviati per la vendita di pacchetti turisti­ci, ai progetti di cooperazione. Napolitano ha ascoltato con at­tenzione, scrive il Corriere,  riaffermando l’im­portanza di Expo nel contesto dei rapporti economici e istitu­zionali con il resto del mondo. Una convinzione che Napolita­no aveva già espresso in passa­to, sostenendo Milano fin dai tempi della candidatura con­tro Smirne. Di Expo ha parlato ieri an­che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenuto alla presentazione del libro «Delitti e Castighi» scritto dal­la direttrice del carcere di Bol­late, Lucia Castellano con la giornalista Donatella Stasi. Ci sarebbero novità anche per quanto riguarda i finanziamenti. Al sindaco che chiede garanzie sui finanzia­menti e sulla possibilità di sfo­rare il patto di stabilità, sareb­be arrivata la rassicurazione di Bossi. Stando a quanto si è ap­preso, invece, il ministro Tre­monti avrebbe nuovamente in­vitato la Moratti a valutare che la situazione economica e la crisi, imprevedibile quando si definì il progetto di Expo, im­porranno maggiore rigore. In compenso, il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castel­li, ha invitato a «non dramma­tizzare» se il via libera del Cipe alle metropolitane 4 e 5 slitte­rà da luglio a settembre: «Le delibere ci saranno».
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