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Nel ghetto di viale Fulvio Testi il custode veniva picchiato dagli inquilini: lo credevano una spia

Venerdì 7 Agosto 2009, 13:09 in Milano cronaca di
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C'è stato un custode nel fortino della droga di viale Fulvio Testi, il "the ghetto of Milan", come scrive questa mattina il Corriere. Ma poteva essere un testimone scomodo, e giù pu­gni e calci. Lo racconta lui stesso nella denuncia che ha presentato ai carabinie­ri di Greco:

"Mentre mi trovavo nella portineria en­trava all’interno un giovane che non avevo mai visto e pen­sando che volesse delle infor­mazioni mi rivolgevo a lui: il giovane senza alcun motivo mi aggrediva colpendomi con pugni e mi colpiva al­la testa lacerandomi il cuoio capelluto"

Un mese dopo il custode venne aggredito di nuovo

"Mi ag­grediva alle spalle col­pendomi allo zigomo si­nistro. Ritengo che tale aggressione sia dovuta al fatto che alcuni inquilini degli stabili pensino che io abbia for­nito informazioni ai carabinie­ri"

Questa è la realtà del "ghetto of Milan": addirittura il 118 quando deve fare qualche intervento deve entrare a piedi perchè i cancelli sono chiusi a chiave. Quanto un anno morì una vecchia inquilina che viveva sola e senza figli nes­suno ha avvertito le forze dell'ordine per cinque giorni.

Nelle cantine e nel cortile ci sono sempre quintali di rifiuti e pezzi di motorini rubati, nonostante l'Aler abbia speso 40mila euro per ripulire (foto Corriere).

Ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è detto pronto a mandare persino l'esercito per risolvere la situazione, ma a suo dire non ce n'è bisogno: bastano le forze dell'ordine. Di opinione opposta Riccardo De Corato che ritiene doveroso un intervento dello Stato. 

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