Il primo cittadino sei tu
Un nuovo fortino della droga quello mostrato questa mattina dal Corriere (foto). Gli abitanti del quartiere le chiamano "le case": si tratta di sei palazzi popolari dell'Aler alti nove piani, in mezzo a due stradone della periferia nord. I civici sono 304, 306, 308 e 310 in viale Fulvio Testi mentre 361 e 365 in viale Sarca.
Il 24% delle famiglie ha un arretrato con il pagamento dell'affitto di più di un anno, in tutto sono 216 alloggi. Di questi la metà sono abitati da stranieri e 36 sono in mano agli abusivi. La zona è in mano a boss che garantiscono assistenza legale e sostegno economico a chi finisce in galera, una specie di 'Gomorra' in salsa milanese. Sul muro c'è scritto chiaramente: siamo nel 'ghetto of Milan'.
All'esterno vengono tenuti alcuni pitbull, che vengono lasciati appesi una notte e un giorno a un albero in modo da farli diventare cani da assalto contro i poliziotti. Oltre ai cani ci sono persino bambini di 8 o 9 anni, che fanno le sentinelle e vengono pagati trenta euro a settimana. Girano con la bicicletta in perlustrazione e quando arriva un estraneo fischiano.
Altri bambini invece vengono arruolati per andare a bussare negli appartamenti degli spacciatori. Ci sono due codici: due tocchi brevi e uno lungo oppure tre lunghi e uno breve. I boss lasciano la cocaina a persone insospettabili e incensurate che devono custodirla per quattrocento euro la settimana.
I boss, come scrive il Corriere, sono tre fratelli, i Porcino -che si occupano solo di spaccio-, e due famiglie di nomadi italiani, i Braidic e gli Hudorovich. E' stata anche aperta un'inchiesta della Direzione antimafia dato che la coca verrebbe consegnata agli emissari della 'ndrangheta in Calabria. Ci sarebbero stati contatti con la malavita in occasione delle partite di Inter e Milan contro la Reggina.
La coca che viene custodita nel fortino dello spaccio, al quale si accede dall'ingresso di viale Fulvio Testi, viene acquistata direttamente dai narcotrafficanti sudamericani ed è purissima. E' quindi 'più buona' e costa di più, circa 90/100 euro.
Il questore Vincenzo Indolfi e il commissariato di Greco-Turro stanno cercando di fare qualcosa per risolvere il problema dello spaccio, ma è molto difficile perchè i residenti non collaborano e non denunciano. Alcuni hanno addirittura girato verso il muro la telecamera di sicurezza installata dal Comune.
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alle 11:29
roy
Pugno di ferro, no? Loro girano la telecamera e le forze dell'ordine fan finta di niente? Ecco come dilaga l'illegalità. Piazziamo lì i militari visto che si sa quello che accade in quella zona e forse qualcosa si risolve.