Il primo cittadino sei tu
Ad un anno circa dalla pubblicazione del suo libro "101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita", Micol Beltramini, trentenne cagliaritana ma milanese d’adozione, presenta il suo nuovo lavoro. "Cornflake", edito da Castelvecchi, è un libro un po’ transgender, nel senso che è una favola moderna scritta per i grandi ma con protagonista una bambina di quattro anni che si propone ai lettori come l’alter ego femminile di Pinocchio, anche se con qualcosina in più. Cornflake è infatti un personaggio femminile, scritto da una giovane donna che non disdegna un certo romanticismo tendente a passioni impossibili così come alla ricerca ardimentosa di lieti fini, e il racconto stesso, benchè ricco di pathos, di protagonisti e anche di una lieve certa crudezza di fondo, ha tutta quella delicatezza femminile e quella dose di incosciente speranzosità che in Collodi proprio mancava.
Micol Beltramini, oltre alla vendutissima guida sentimentale sulla sua città di adozione (molto amata tanto che oramai, dice, “è la mia Milano”), e a questo nuovo esercizio di stile quale è Cornflake, si è data da fare parecchio in questi ultimi tempi, con occhio molto attento alla web community. E’ sempre attivo, pimpante e puntualmente aggiornato il suo blog “Vienimi nel cuore” (http://vieniminelcuore.splinder.com/), da cui tutto ciò che è accaduto a livello editoriale ha avuto inizio. Su Facebook ha addirittura lanciato l’iniziativa trasversale di farsi suggerire potenziali finali per “Cornflake”, con il risultato di una grandissima partecipazione collettiva. In serbo, però, ci sono altri fermenti letterari che premono per venire alla luce.
Qui sotto una breve chiacchierata con Micol, giusto per fare un po’ il punto, in occasione della presentazione di “Cornflake” alla Fnac di Milano.
In un intervista hai definito questo tuo ultimo libro, “Cornflake”, un lavoro “ibrido e molto poco best-seller”, ma soprattutto il risultato di una “gestazione” particolare. Ce la racconti brevemente?
"E’ una favola, ahimè, e quindi già vende poco di suo e non ha niente in copertina che possa attrarre però è bellissimo e per me è la cosa più bella che abbia scritto. Ho iniziato a scrivere i primi venti capitoli a ventitrè anni e l’ho finito che ne avevo già trenta. Ci ho messo dentro tutto quello che potevo metterci, tutti i messaggi che potevo cercare di passare. E’ una favola, ma non per bambini. Credo che possa dare molto a molte persone, non so però quanto possa sponsorizzarla adesso…in breve può essere vista come una versione alternativa di Pinocchio".
Ad un anno dalla pubblicazione di “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita”, altri progetti futuri in questo senso: ritornerà Milano?
"Si, ritornerà Milano. C’è un in progetto un nuovo 101 che riguarderà l’innamorarsi…ma lasciamo l’idea ancora così, a volare…".
Dal momento in cui tu scrivi anche un blog, sei una scrittrice giovane ma prolifica e ti sei cimentata con diversi generi, ci dici qual è il tuo rapporto con l’ispirazione?
"E’ un casino nel senso che io mi sono sempre definita creativamente stitica e adesso sono costretta quasi per mestiere a scrivere tantissimo. E’ un disastro, è da scalare i muri, è proprio da tirar testate…Infatti io l’ispirazione preferisco prenderla ovunque, scrivo nei locali e visto che adesso mi sono innamorata di Milano vado in giro e mi lascio ispirare così".
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