Il primo cittadino sei tu
Le due manifestazioni nel centro della città, organizzate dalla Fiom Cgil e dai collettivi studenteschi (che abbiamo seguito con video in diretta questa mattina), hanno mandato il tilt la circolazione e il traffico della città per ore. La Fiom fa sapere che Milano è stata la piazza più gremita delle cinque italiane.
Il corteo dei metalmeccanici è partito da Porta Venezia, finendo in piazza Duomo, mentre il corteo degli studenti è partito da Largo Cairoli per concludersi in via Ripamonti davanti al Provveditorato. Il violento temporale che si è abbattuto sulla città nella mattinata non ha scoraggiato i manifestanti.
Noi abbiamo seguito passo passo il corteo studentesco, finito con un presidio davanti al Provveditorato. Il Corriere ha parlato di "momenti di tensione", per il lancio di uova e petardi verso le forze dell'ordine schierate in tenuta antisommossa: in realtà la situazione è rimasta sempre sotto controllo. Molti organizzatori hanno anche ammonito qualche "testa calda" che rischiava di rovinare il corteo pacifico.
Ecco tutte le foto dei due cortei.
Intanto in piazza Duomo parlavano il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini (che avevamo intervistato in occasione della protesta Innse), e Susanna Camusso, della segreteria Cgil nazionale. In piazza anche Antonio Di Pietro.
Erano presenti gli operai della Innse che hanno sfilato con gli ingegneri della Nokia Siemens di Cinisello. Oltre a loro presenti anche i dipendenti a rischio licenziamento di altre aziende.
Lezione di Ripasso per Tremonti, Gelmini e Brunetta!!!!
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (Art.1, Costituzione della Repubblica Italiana)
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (Art.4 com.2, Costituzione della Repubblica Italiana)
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alle 12:48
Maurizio
Chissà se prima di essere nominata, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: una sorta di Cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”