Crisi, si abbatte anche sulla Maflow e sulla Yamaha la scure dei licenziamenti
Pubblicato da Alessandro Turci alle 15:23 in Milano cronaca

Altre due vittime illustri cadono sotto i colpi della crisi economica. Altre due aziende leader nei loro settori stanno per chiudere i battenti dei loro stabilimenti lombardi. Si tratta della Maflow, di Trezzano sul Naviglio e della Yamaha di Lesmo. La prima lascerà a casa 350 dipendenti, la seconda ne dovrà dismettere 67, e i suoi operai due giorni fa hanno protestato davanti al Pirellone. I sindacati promettono battaglia, ma all'orizzonte non c'è nulla di buono.
C'è un problema di speculazione sulla pelle degli operai, o almeno, questo è quanto sostiene la Fiom, ieri in protesta con gli operai sotto la sede del consolato tedesco di Milano. A proposito di Maflow (condizionatori per auto) il sindacato fa sapere che "nonostante la crisi del settore dell`auto, per il 2009 ci sono ancora ordini per 300 milioni, ma i debiti accumulati presso le banche portano il fondo proprietario a decidere di mettere in liquidazione l'azienda che, il 30 luglio scorso, entra in amministrazione straordinaria".
Al momento non c'è nessun nuovo acquirente, e la dirigenza di Maflow ha deciso di spostare la produzione in Germania. La gara per l'acquisizione del gruppo si concluderà entro l'anno, ma la Bmw, il principale cliente di Maflow sembra chiamarsi fuori, avendo dirottato le commesse in patria.
Simile la vicenda dello stabilimento Yamaha di Gero di Lesmo. Lì si produceva il Teneré, storica moto da enduro campione di vendite da almeno vent'anni. Yamaha ha deciso di trasferire la produzione in spagna, proprio mentre "In tutto il mondo si celebrano i successi sportivi di Yamaha". La Rsu di Yamaha si scaglia contro "l'incapacità di un gruppo dirigente che avrebbe dovuto prevedere il mutamento di un mercato, con una seria politica di contenimento dei costi, ha deciso nella maniera più barbara possibile e, senza il ben minimo preavviso, il licenziamento di 67 persone''.
I sindacati ricordano che proprio in sella ad una Yamaha, quest'anno Valentino Rossi si è aggiudicato il titolo mondiale della Moto Gp, e minacciano azioni clamorose: ‘'siamo decisi ad intervenire ad ogni evento sportivo, manifestazione o occasione mondana, dove Yamaha sarà partecipe per portare all'attenzione dell'opinione pubblica questa situazione inaccettabile''.



1. davide, Lunedì 23 Novembre 2009 ore 18:08
Questo e' il raccolto di quanto seminato con la tanto decantata globalizzazione, sono un dipendente maflow (non so' ancora fino a quando!?!?!?)e' da 5 anni che con la scusa di non stare sul mercato , la produzione di Trezzano e' stata spostata in Polonia Cina e Messico ,in piu' quando siamo stati aquistati dal fondo ilp , questo ha riversato i soldi spesi (ma quali?!?!?!) sull'azienda appena comprata e quindi dopo 1 giorno eravamo gia' pieni di debiti ,la verita' che chi ha soldi ne vuole ancora di piu', pensando ad un futuro molto ma molto recente , ma del futuro un po' piu' a lungo termine chi si interessera' ???Se i lavoratori dei paesi piu' industrializzati perdono posti di lavoro , poi chi comprera' piu' i prodotti che vengono fatti nei paesi piu' poveri ? Non credo nemmeno se lo vedo che in Cina vendano cosi' tanto da poter giadagnare anche perche' nei paesi piu' poveri chi lavora , non sguazza certamente nell'oro da potersi comprare i prodotti che producono , con gli stipendi che gli vengono retribuiti (da fame!!!!) Qualcuno dice che la crisi e' passata .......ora cominciano i licenziamenti............Grazie governo italiano
2. Arianna, Blogosfere staff, Martedì 24 Novembre 2009 ore 11:01
ciao Davide,
grazie per la tua testimonianza. E' molto importante sentire dalla vostra viva voce come vanno le cose.