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Moni­ca Morra poteva essere ancora viva: l'ex era fuori dal carcere per colpa di un fax perso

Giovedì 19 Novembre 2009, 11:10 in Milano cronaca di
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Fa molta rabbia leggere questa notizia. Moni­ca Morra, la 33enne uccisa dall'ex a coltellate fuori da un asilo, poteva essere ancora viva se non fosse stato perso un fax come segnala il Corriere.

Ovviamente, è solo una supposizione. L'unica cosa certa è che Massimo Merafina dovuto già trovarsi in carcere da almeno 3 giorni in forza di un ordine di arresto che era stato emes­so sabato 20 giugno dal Tribunale di Sorveglianza e comunicato via fax per l'esecu­zione alle forze dell'ordine.

Quel fax però non è mai arrivato, per un disguido o un difetto nella ri­cezione. Quindi il commissariato ha comin­ciato a cercare Mera­fina solo lunedì 22 giugno, il giorno prima dell'omicidio. Monica tra l'altro aveva già sporto denuncia due volte nei suoi confronti per stalking lo scorso 17 e 18 giugno.

Spiega il Corriere che la denuncia ben­ché redatta il 20 giugno è arrivata in Procura solo il giorno stesso del delitto: colpa della carenza di per­sonale dal 20 al 22 giugno in "concomitanza dell'impegno ai seggi elettorali di gran parte dei dipendenti del commissariato". Lunedì 21 non è stato disponibile il "giro po­sta" e quindi la documentazione ha subito dei ritardi.

Ecco come sono andate le cose: Merafina, condannato nel 2008 a 1 an­no e 6 mesi per detenzione d'ar­mi, stava scontando la pena in misura alternativa al carcere. Era affi­dato dal Tribunale di sorveglian­za, nonostante due pareri negativi del commissariato, a un Servi­zio sociale.

Sabato 20 giugno alle ore 9.05 l'assistente sociale del Centro diurno "Il Girasole" comunica via fax urgente al Tri­bunale che l'uomo ha in­terrotto il programma terapeuti­co e che il Servizio sociale "non può garantire la tenuta della misura alternativa e la tutela delle persone coinvolte nella sua vita familiare".

Purtroppo quel giorno il giudice competente sul caso non c'è e la segnalazione passa a un'altra giudice che alle 11.28 manda al commissariato il famoso fax. Nel documento si segnala che c'è "il rischio di atti an­che di etero-aggressività da parte di Merafina". Si aggiunge inoltre che la misura alternativa al carcere è totalmente inadatta "a tutela­re l'incolumità dei terzi e dei familiari". Per cui si dispone la so­spensione, e viene ordinato "l'accom­pagnamento di Merafina in istituto penitenziario".

Secondo quanto riporta il rapporto di trasmissione il fax è effettivamente partito. E' stato ricevuto 22 se­condi dopo da un fax intestato "Ps Quarto Oggia", ovvero il commissa­riato di Quarto Oggiaro.

Ma per ragioni non ancora chiarite al commissa­riato il fax non c'è o si perde. Solo il lunedì il com­missariato viene a sapere della revo­ca della misura disposta dal Tribunale, grazie a una casuale circolazione di notizie tra assistenti sociali e po­lizia. Gli agenti partono subito alla ricerca di Merafina. Lo ritroveranno soltando poco dopo l'efferato omicidio.

Infine, oltre al danno la beffa: in seguito a una testimonianza della Morra in un processo era stata prevista per lei "una vigilanza mobile dedicata, a cura della Polizia, presso l'abitazione della si­gnora". Ma Monica è stata comunque uccisa, dal suo ex, davanti agli occhi di suo figlio.

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