Il primo cittadino sei tu
Fa molta rabbia leggere questa notizia. Monica Morra, la 33enne uccisa dall'ex a coltellate fuori da un asilo, poteva essere ancora viva se non fosse stato perso un fax come segnala il Corriere.
Ovviamente, è solo una supposizione. L'unica cosa certa è che Massimo Merafina dovuto già trovarsi in carcere da almeno 3 giorni in forza di un ordine di arresto che era stato emesso sabato 20 giugno dal Tribunale di Sorveglianza e comunicato via fax per l'esecuzione alle forze dell'ordine.
Quel fax però non è mai arrivato, per un disguido o un difetto nella ricezione. Quindi il commissariato ha cominciato a cercare Merafina solo lunedì 22 giugno, il giorno prima dell'omicidio. Monica tra l'altro aveva già sporto denuncia due volte nei suoi confronti per stalking lo scorso 17 e 18 giugno.
Spiega il Corriere che la denuncia benché redatta il 20 giugno è arrivata in Procura solo il giorno stesso del delitto: colpa della carenza di personale dal 20 al 22 giugno in "concomitanza dell'impegno ai seggi elettorali di gran parte dei dipendenti del commissariato". Lunedì 21 non è stato disponibile il "giro posta" e quindi la documentazione ha subito dei ritardi.
Ecco come sono andate le cose: Merafina, condannato nel 2008 a 1 anno e 6 mesi per detenzione d'armi, stava scontando la pena in misura alternativa al carcere. Era affidato dal Tribunale di sorveglianza, nonostante due pareri negativi del commissariato, a un Servizio sociale.
Sabato 20 giugno alle ore 9.05 l'assistente sociale del Centro diurno "Il Girasole" comunica via fax urgente al Tribunale che l'uomo ha interrotto il programma terapeutico e che il Servizio sociale "non può garantire la tenuta della misura alternativa e la tutela delle persone coinvolte nella sua vita familiare".
Purtroppo quel giorno il giudice competente sul caso non c'è e la segnalazione passa a un'altra giudice che alle 11.28 manda al commissariato il famoso fax. Nel documento si segnala che c'è "il rischio di atti anche di etero-aggressività da parte di Merafina". Si aggiunge inoltre che la misura alternativa al carcere è totalmente inadatta "a tutelare l'incolumità dei terzi e dei familiari". Per cui si dispone la sospensione, e viene ordinato "l'accompagnamento di Merafina in istituto penitenziario".
Secondo quanto riporta il rapporto di trasmissione il fax è effettivamente partito. E' stato ricevuto 22 secondi dopo da un fax intestato "Ps Quarto Oggia", ovvero il commissariato di Quarto Oggiaro.
Ma per ragioni non ancora chiarite al commissariato il fax non c'è o si perde. Solo il lunedì il commissariato viene a sapere della revoca della misura disposta dal Tribunale, grazie a una casuale circolazione di notizie tra assistenti sociali e polizia. Gli agenti partono subito alla ricerca di Merafina. Lo ritroveranno soltando poco dopo l'efferato omicidio.
Infine, oltre al danno la beffa: in seguito a una testimonianza della Morra in un processo era stata prevista per lei "una vigilanza mobile dedicata, a cura della Polizia, presso l'abitazione della signora". Ma Monica è stata comunque uccisa, dal suo ex, davanti agli occhi di suo figlio.
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