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Aggressione a Berlusconi, video intervista a una vicina di Massimo Tartaglia

Lunedì 14 Dicembre 2009, 14:03 in Milano cronaca, Milano politica di
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Chi era Massimo Tartaglia prima che il suo volto comparisse oggi su tutti i giornali, prima che per alcuni divenisse quasi un idolo e per altri un criminale da chiudere in cella e buttare la chiave? Chi era Massimo Tartaglia prima di aggredire il premier Silvio Berlusconi colpendolo al volto con una miniatura del Duomo? Nessuno... "Io non sono nessuno": ha urlato delirante mentre le forze dell'ordine lo trascinavano via da dove aveva compiuto l'assurdo gesto.

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E a Cesano Boscone dove il 42enne Massimo Tartaglia vive, in una villetta in via Giusti 6 (vedi foto), a ricordarlo sono in pochi. Il panettiere dove sono solite servirsi la madre e la zia ci dice di aver scoperto solo oggi che la signora Tartaglia ha un figlio e la cosa ci è parsa alquanto strana dato che Giuseppe, il fornaio, dovrebbe avere pressapoco l'età di Massimo. Sempre Giuseppe ci parla di una famiglia ben inserita nella comunità cesanese, una zia catechista, uno zio sacrestano, "tutte persone perbene".

La signora della trattoria vicina all'abitazione di Tartaglia se lo ricorda come un giovane molto riservato, che passava davanti alla sua vetrina sempre solo. La signora ci ribadisce quello che si dice in paese cioè che Tartaglia vantasse di essere un comunista convinto ma poi ammette che magari si tratta solo di voci... Nessuno, però, se lo ricorda come l'inventore dei "quadri musicali" che circa 15 anni fa gli regalarono un barlume di notorietà.

Chi lo conosce meglio di tutti è la vicina di casa e amica di famiglia dei Tartaglia che siamo riusciti a intervistare insieme ad altri colleghi giornalisti e che ci parla di un ragazzo riservato, solo ma non violento. Di seguito il video. 

 

In pochi sapevano che fosse malato e del resto come riporta il Corriere: "Tartaglia è stato in cura presso i servizi di psichiatria del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano fino al 2003". Attualmente frequentava lo studio di una psicologa saltuariamente e quindi non presentava patologie che potessero farlo considerare un soggetto pericoloso.

Massimo Tartaglia lavorava come grafico nella ditta del padre che - come riporta Repubblica ha così commentato il gesto del figlio: "Massimo è uno psicolabile. Stamane è uscito di casa spiegando che andava da un'amica. 'Non so quando torno', ha detto. Se avessi intuito, l'avrei fatto desistere. Penso che questo episodio sia maturato nel clima negativo che sta montando in Italia. In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica. Nessuno però, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare".

Per il procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool antiterrorismo milanese, Massimo Tartaglia ha agito con premeditazione - lo spray al peperoncino ne sarebbe una prova - e dovrà rispondere di  "Lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione".

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