Non si placa la
polemica scaturita in seguito all'
aggressione del premier (
vedi foto), polemica che sta coinvolgendo governo, magistratura, prefettura e popolo della rete. Il ministro dell'Interno
Roberto Maroni che da poco ha riferito alla Camera riguardo al fatto increscioso avvenuto domenica in Piazza Duomo, ha ribadito come non ci sia stata una falla nel sistema di sicurezza ma che anzi ben due tentativi di contestazione siano stati prontamente individuati e deviati.
Il primo gruppo, di circa un centinaio di manifestanti è stato rapidamente isolato e allontanato dalle forze dell'ordine mentre il secondo di sole 4/5 persone si è inserito nella manifestazione sventolando bandiere del Pdl sostituendole poi con uno striscione di insulti ai danni del presidente, ma anche questo rischio è stato sventato prima che potessero verificarsi scontri con i simpatizzanti del premier.
Dopo aver posto l'accento sull'
assenza di responsabilità del sistema di sicurezza predisposto domenica in Piazza Duomo, il ministro degli Interni ribadisce la pericolosità dei social network come
Facebook e dei siti che incitano alla violenza auspicando una normativa che ne preveda un vero e proprio oscuramento.
Il ministro Maroni ha riferito alla Camera in seguito al vertice avvenuto ieri mattina alla
prefettura di Corso Monforte alla presenza del prefetto Gian Valerio Lombardi, del questore Vincenzo Indolfi e del comandante provinciale dei carabinieri Sergio Pascali, all'interno del quale si è ribadita la necessità di arginare i cortei sprovvisti di permesso. Decisione maturata dopo le contestazioni avvenute il 7 dicembre in occasione della
Prima della Scala (
qui foto e video), sabato in
Piazza Fontana (
qui foto e video) e in ultimo dopo l'aggressione al premier.
C'è allerta quindi per le prossime elezioni che avverranno in una Milano – come riporta
Repubblica - sin troppo vulnerabile. A tale proposito,
Roberto Maroni ipotizza una normativa restrittiva da applicare durante le manifestazioni, valutandone le modalità di applicazione caso per caso.
Una soluzione potrebbe essere quella di vietare le piazze a chi ha precedenti riguardanti l'ordine pubblico; un affronto per chi
sabato 12 dicembre urlava a squarcia gola:
“Aprite la piazza!”
Il sindaco
Letizia Moratti, che sappiamo essere stata contestata duramente sia dai ragazzi dei centri sociali sia dai partecipanti al corteo ufficiale, esprime la sua fiducia nei confronti del ministro degli interni:
”l ministro Maroni ha sempre dimostrato che ha a cuore la sicurezza di Milano”.