Il primo cittadino sei tu
Le indagini della polizia su un giro di droga, spaccio e consumo, sono arrivate fino ad una categoria lavorativa che non avremmo mai voluto sapere coinvolta in simili attività, dato che fornisce un servizio pubblico di grande importanza e che è responsabile della sicurezza dei cittadini. Stiamo parlando dei tranvieri di Milano, dipendenti dell'Atm che tutti i giorni ci portano da una parte all'altra della città.
Ma procediamo con ordine: la polizia indaga sull'omicidio di Marco Medda , un anziano ergastolano agli arresti domiciliari per motivi di salute, trovato strangolato nella sua casa l'8 giugno 2008. La pista porta a Giorgio Tocci, un ex killer al soldo dei calabresi, diventato collaboratore di giustizia, e ora ai domiciliari per spaccio, che attualmente è il tramite tra gli spacciatori di strada e i lavoratori dell'Atm.
Ciò che si legge sul fascicolo relativo è chiaro e parla da sé: "Le indagini hanno permesso di appurare con certezza, anche senza riscontri oggettivi come sequestri di droga, che le persone in oggetto in concorso con altre non ancora identificate, hanno organizzato una semplice, ma efficace, distribuzione di sostanza stupefacente di tipo cocaina".
Il lavoro della polizia porta alla certezza che tra i guidatori di tram e autobus il consumo di droga sia una pratica conosciuta e fatta passare sotto silenzio, dato che ci sono sia consumatori che spacciatori. Si danno appuntamento nelle rimesse degli autobus per comprare, vendere, consumare assieme.
Tra i principali venditori c'è Claudio, che secondo intercettazioni della polizia, non sa come tagliare le dosi che gli sono arrivate, forse con l'Aulin. E' lui a parlare di Giuseppe R, morto suicida, impiccato a un albero nel cortile di un cascinale di Vigevano, molto probabilmente per questioni legate a debiti contratti per comprarsi la droga: "Giuseppe faceva largo uso di cocaina. Ultimamente aveva ecceduto, era evidente a tutti noi colleghi. Era molto dimagrito". Anche la moglie di Giuseppe, Cinzia, si dichiara persuasa che il gesto del marito sia da addebitare a quel giro: "Non si è suicidato per motivi sentimentali o gelosia. Sono convinta che si sia messo in un giro più grosso di lui. Credo avesse contratto debiti importanti per la cocaina". Il fratello della vittima, anche lui autista Atm, rivela le minacce che Giuseppe riceveva sul telefonino : "Fai attenzione che una sera spacchiamo le gambe alla tua morosa" Un altro suicidio in tempi recenti suscita sospetti simili, quello di Maurizio L., anche se le indagini della polizia devono ancora fare luce sul mistero.
Rimane il fatto che si tratta di una situazione incresciosa, e che a poco è servita la campagna di controllo antidroga lanciata dall'azienda qualche mese fa, a seguito di numerosi incidenti nell'arco di due anni, Le responsabilità di ogni imputato nella vicenda saranno definite dal giudice che si occupa del caso, ma c'è già un lungo elenco di riscontri e intercettazioni che attestano una "pericolosità sociale notevolmente aumentata dal fatto che i venditori si rivolgono tra gli altri, a persone esercenti attività di pubblica utilità (guida di mezzi pubblici)".
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