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La Russa vuol bandire le contestazioni, accuse ai pm Spataro e Ingroia: Berlusconi si chiede "Perchè tanto odio"

Lunedì 14 Dicembre 2009, 15:30 in Milano cronaca di

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Il ministro Roberto Maroni, a seguito del vertice che si è tenuto stamattina in Prefettura, ha provato a dare una risposta alle domande che ci siamo posti qualche ora fa sul problema sicurezza del premier. Maroni ha spiegato:

"La gestione dell'ordine pubblico è stata fatta secondo regole. Non ho rivolto nessun rilevo o nessuna censura ai responsabili dell'ordine pubblico, anzi sono stati svolti controlli accurati, che hanno anche consentito di evitare manifestazioni organizzate e azioni dei contestatori sotto il palco"

Difatti gli innocui contestatori del premier, che Ignazio La Russa vorrebbe addirittura bandire per legge, dopo essere riusciti a intrufolarsi fin sotto il palco erano stati prontamente allontanati dalla sicurezza (qui il video). Sembra che al comizio di domenica pomeriggio c'erano anche alcuni 'infiltrati' con le bandiere del Pdl:

"I controlli preventivi da parte delle Forze dell'Ordine hanno consentito di evitare una manifestazione di protesta organizzata sotto il palco da gente infiltrata con bandiere del Pdl. Questa gente, una volta sotto, avrebbe dovuto esporre uno striscione violento contro il presidente del Consiglio Berlusconi"

Tutti d'accordo sul fatto che l'aggressione avrebbe potuto avere conseguenze funeste: 

"Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso. Si tratta di un episodio gravissimo legato al clima di contrapposizione violenta degli ultimi tempi. Alcune parole dette e una dialettica politica non più nei confini della normalità può ingenerare in persone come l'aggressore di domenica reazioni così"

Però sembra eccessivo attribuire la colpa di tutto a chi esprime dissenso, che 'sobillerebbe', come ha lasciato intendere La Russa, 'le menti squilibrate' (foto Repubblica).

Massimo Tartaglia avrebbe confessato di essere stato attratto dai contestatori. Ma non si spiegherebbe perchè si sia recato in Piazza Duomo già con vari oggetti in tasca: un crocefisso, un pezzo di plexiglas, lo spray al peperoncino, un grosso accendino da tavolo e un pezzo di quarzo rosa.

Tartaglia ha raccontato che era andato in Duomo per assistere al comizio del premier e che se ne era andato quando ancora Berlusconi era sul palco, dissentendo da quello che il presidente del Consiglio stava dicendo come spiega il Corriere.

L'uomo stava raggiungendo la metropolitana quando avrebbe visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, si sarebbe infilato in una strada laterale per tornare indietro e si sarebbe trovato davanti Berlusconi. In quel momento avrebbe lanciato il souvenir incriminato (che, riportano le cronache, nelle ultime ore starebbe andando a ruba).

Intanto sui principali media prosegue il 'gioco' di oggi ovvero: di chi è la colpa dell'aggressione a Silvio Berlusconi? 

"Non è prendendosela con me che si affronta il problema" ha fatto sapere dal suo blog il primo accusato, il "vomitevole" - come lo ha definito Roberto Formigoni - Antonio di Pietro. Nel corso della giornata è stata la volta di Rosy Bindi e di - guarda caso - Repubblica e Annozero.

Nel caso di Annozero, la trasmissione di Raidue considerata "mandante morale" insieme a Travaglio e Santoro da Fabrizio Cicchitto, però sembra che i ruoli si sono invertiti. Infatti, leggiamo su Julienews, un giornalista del programma accusato di 'istigare l'odio nei confronti del premier', è stato ricoperto di insulti mentre ieri lavorava in Piazza Duomo. Il video è visibile su Youreporter.

Sempre a proposito di 'odio' non sono nemmeno mancati gli attacchi ai pm. Il consigliere laico del Csm Gianfranco Anedda ha dichiarato poco fa che a questo "clima d'odio non sono estranei i magistrati".

Anedda ha citato in particolare Armando Spataro e Antonio Ingroia:

"Io non voglio pensare che le loro frasi siano state incitazioni, ma talvolta hanno oggettivamente portato alla violenza"

E su Ingroia:

"Parole come le sue hanno contribuito e potranno contribuire a fomentare la violenza"

Ovviamente le sue parole hanno subito suscitato forti polemiche nel Csm.

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