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Strage di Piazza Fontana la piazza chiusa ai cittadini? Video e foto dei tafferugli e dei fischi a Moratti, Podestà e Formigoni

Sabato 12 Dicembre 2009, 21:00 in Milano cronaca, Video di
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Una commemorazione, senza troppo giri di parole, indegna. Piazza Fontana, nel giorno del quarantennale della strage, era semideserta. Una visione surreale per una ricorrenza che dovrebbe stare a cuore ai cittadini. Ma l'arcano sarà presto svelato.

Andiamo con ordine. Come vi avevamo anticipato erano due i cortei che dovevano sfilare per le vie del centro.

Il primo, promosso da Rifondazione Comunista, Pdci, Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa e dagli altri firmatari dell’appello "Un corteo per ricordare la matrice fascista della strage, la morte di Giuseppe Pinelli e i depistaggi di Stato" è partito intorno alle 15.30 da Piazza Missori.

Il secondo invece organizzato dal "Comitato permanente antifascista, contro il terrorismo, per la difesa dell'ordine repubblicano" e dall'Associazione familiari delle vittime della strage è partito alle 15.30 da Piazza della Scala per terminare in Piazza Fontana.

Ci siamo recati al primo corteo (al quale hanno sorprendentemente partecipato migliaia di persone), che abbiamo seguito fino in via Visconti di Modrone. Ci siamo poi spostati in Piazza Fontana, raggiungendo la metroblogger Anita Richeldi che nel frattempo aveva seguito la seconda manifestazione.

La piazza ci è sembrata da subito stranamente deserta e poco dopo il nostro arrivo, intorno alle 16.25, sono iniziati i discorsi.

Sin da subito sono partite le prime contestazioni dei presenti, che chiedevano giustizia per le vittime. Dopo 40 anni infatti nessuno è stato incriminato per la strage.

Dopo aver deposto le corone come ogni anno, e dopo il minuto di silenzio, non appena sono stati annunciati il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni sono patiti fischi e insulti. I video delle contestazioni li trovate qui, mentre qui sotto potete ascoltare le voci della gente. I presenti hanno urlato soprattutto la loro rabbia per la mancanza di giustizia.

Tra i presenti durante i successivi discorsi serpeggiava la voce che la piazza fosse stata chiusa, ed era per questo che erano poche le persone presenti rispetto a quelle previste. Infatti facendo un giro per le vie laterali si notavano alcuni accessi chiusi da transenne e presidiati dalle forze dell'ordine. Si poteva entrare solo singolarmente un po' per volta.

La tensione si tagliava con il coltello e al momento dell'arrivo del corteo, quello che avevamo lasciato poco prima, era quasi scontato che scoppiassero dei disordini. La richiesta dei giovani che premevano contro le transenne era una sola: di entrare a partecipare alle celebrazioni. Ma l'ingresso veniva loro impedito dalle forze dell'ordine. In pochi minuti è stato il caos. Al momento dello scoppio dei primi petardi eravamo dalla parte opposta della piazza e non potevamo raggiungere il luogo degli scontri se non facendo tutto il giro. Abbiamo fatto in tempo però a vedere le forze dell'ordine che correvano, indossando la tenuta anti-sommossa, e le auto blu partire a razzo.

Siamo arrivati dall'altra parte nel momento di scontro più acceso, con lanci di sassi, bottiglie, petardi, fumogeni. Alcune transenne sono state spostate, sollevate e buttate giù.

Non siamo riusciti a vederlo di persona, ma sembra siano partite diverse manganellate da parte della polizia sui manifestanti. Un giovane, che abbiamo ripreso nel video qui sotto, aveva un rivolo di sangue sulla tempia.

Molti dei presenti in piazza, uomini e donne anche di mezza età, sono accorsi e hanno urlato alle forze dell'ordine di andare via e di smettere di prendersela con i ragazzi.

Dopo diversi minuti in cui regnava la confusione più totale, tanto che non si sapeva più come muoversi, la piazza è stata aperta - il trionfo del buonsenso - e i ragazzi l'hanno subito riempita cantando, applaudendo le mani e ballando al ritmo di canzoni come "Bella ciao".

 

Forse se la piazza fosse stata aperta prima e fosse stato permesso a tutti di entrare, la situazione non sarebbe degenerata. Oggi doveva essere un prezioso momento di celebrazione della memoria collettiva, in cui tutti, giovani e meno giovani, dovevano riunirsi a ricordare gli errori del passato e chi è stato vittima della follia altrui.

Sotto la nostra gallery di questo intenso pomeriggio.

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