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Basta, basta e basta. Stop con il 'giuoco' del calcio, da oggi solo 'giuochi' olimpici

Martedì 23 Febbraio 2010, 07:19 in Milano sport di
MourinhoJose.JPG A volte andarsene dal'Italia fa bene. Toglie le tossine, fa passare le nausee che ti prendono quando guardi lo sport italiano, o meglio, il calcio italiano, perché questo ci passa il convento degli altisonanti giornali sportivi (con domeniche televisive annesse): si parla di sport in Italia, ma togli quelle cinque lettere (che tutto sono meno che i cinque cerchi olimpici) e ci infili un bel pallone di cuoio, e il gioco è fatto.Il 'giuoco del calcio' è lo sport italiano, pur con un'Olimpiade invernale di mezzo, che effettivamente rompe un po' i coglioni perhcé ti costringe, se ci lavori dentro, a stare pure sveglio fino all'alba. Ma già sai che, a parte qualcuno di quegli sfigati che amano i cosiddetti 'sport minori', agli altri non frega una beneamata 'bip' di chi arriva primo, secondo o terzo, a meno che non ci sia qualcuno, ovviamente con fascione tricolore, per cui valga la pena andare in piazza a far casino (senza sapere magari in che sport gareggi: 50 chilometri sui pattini? Slalom a tecnica libera? Disco volante? Pista stretta? Snowparty? Parting? Quali strani sport partoriscono i Giochi di Vancouver e la mente umana?).
Così mi tocca prendere un Biochetasi sciolto nell'acqua ogni sera quando arrivano i comunicati e le reazioni degli 'sportivi del calcio'. Prendete l'aria trasognata di Massimo Moratti mentre esce dalla Saras parlando del suo 'allenatore nel pallone' portoghese José Mourinho. Premessa, l'Inter, nei cui confronti il mondo dello sport (calcio) italiano ha da tempo ordito un complotto maligno, ha deciso di trincerarsi dietro un provvidenziale silenzio stampa. Colpa di due espulsioni (quasi da tutti definite giuste) e di tre giornate di squalifica per il tecnico, che sempre sabato, in mezzo al campo, ha pensato bene di dare vita a uno spettacolino circense piuttosto stucchevole. Questa la versione del presidentissimo interista alle domande dei giornalisti: "In che senso 'prosegue il silenzio di protesta'? Il silenzio è dettato dalla volontà di proteggere la squadra, non è fatto per protesta. Cercavamo di non alimentare le polemiche, considerando il fatto che abbiamo da giocare una partita importante mercoledì, questo è il silenzio. Un silenzio stampa rispettoso, interpretato male da voi giornalisti".
Eh, già, scusate, come poteva sfuggire questa ovvia conclusione? Che malpensanti... Se questo, cari amici 'sportivi', non vi fa ridere, provate con questo. La parola passa a Eladio Parames, portavoce (eh già. perché ci vuole il portavoce...) di un altro 'uomo di sport', lo 'Special Uan' Mourinho: "Un gesto male interpretato". Questa la posizione sulle manette mostrate alla telecamera e al pubblico durante Inter-Samp e la conseguente squalifica di tre giornate inflitta a Mourinho. "Non aveva nulla a che vedere con l'arbitro - racconta il portavoce all'Ansa - voleva dire una cosa diversa: 'Potete anche portarmi via, arrestarmi, ma tanto la mia squadra è forte e vince lo stesso, anche se giochiamo in nove'". Ok, siamo allo sbando. Va bene. In questa Italia del 'Giuoco del calcio', dove la 'Videocracy' trasforma e ribalta ogni significato e sopprime le intelligenze, anche l'ultimo angolino, quello dello sport (calcio) ormai ha perso bulloni e neuroni. Volete che vi dica come questa gente ci/mi/vi considera? Ormai tutto è concesso. Voi vi sentite ancora pronti a pagare il prossimo biglietto e andare a perdere la voce per incitare queste persone? Io no. Ho cambiato idea: da oggi accendo il televisore e mi guardo i 'giuochi' olimpici. Ci sarà sicuramente qualche combinata speciale o un decathlon da seguire...
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