Il primo cittadino sei tu
Martedì mattina nella zona del parco Lambro si avvertiva un forte odore di carburante ma quasi nessuno era a conoscenza del terribile incidente avvenuto all'ex raffineria Lombarda-Petroli dai cui depositi sono fuoriusciti 15mila metri cubi di gasolio e petrolio combustibile, defluiti poi attraverso la rete fognaria interna fino all’impianto di depurazione e da qui nel fiume Lambro.
Nel primo pomeriggio i quotidiani on line hanno pubblicato le prime immagini e su You Reporter erano già disponibili i primi video a testimonianza del disastro ambientale in atto.
I tecnici dell'Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) accorsi sul luogo dell'incidente per valutare i danni e organizzare le operazioni di bonifica, hanno sin da subito realizzato la gravità della situazione. L'episodio è di natura dolosa e il fatto che sia avvenuto di notte e in più con la pioggia ha aggravato ulteriormente la situazione.
A due giorni di distanza sappiamo che l'onda di petrolio ha sfondato le barriere raggiungendo il Po e a breve arriverà nell'Adriatico. Anche le autorità locali si stanno mobilitando, in primis il sindaco Letizia Moratti che ha proibito attraverso un'ordinanza "l'irrigazione, ogni forma di pesca e l'utilizzo del pescato a uso alimentare" e "l'utilizzo per qualsiasi impiego delle acque del fiume Lambro e di eventuali derivazioni in rogge locali''.
Roberto Formigoni, in qualità di governatore della regione Lombardia, ha richiesto al governo lo stato di calamità nazionale, il che porterebbe - come fa notare Repubblica - finanziamenti straordinari. Finanziamenti che in cuor nostro speriamo vengano utilizzati per arginare un danno che secondo una prima stima si aggira sui 6 milioni di euro.
Danni ulteriori potrebbe verificarsi con il blocco del depuratore di Monza gravemente compromesso dalla fuoriuscita di idrocarburi che - spiega su Repubblica Luca Bonomo, preside della facoltà di Ingegneria civile, ambientale e territoriale del Politecnico e docente di Trattamenti delle acque di rifiuto - "si sono infilati nei pozzetti della fognatura, che in quella zona è servita dall'impianto consortile di San Rocco, e sono arrivati all'impianto di depurazione finendo nei reattori biologici dove ci sono le popolazioni batteriche. Il versamento è durato molte ore, era notte, e i batteri hanno avuto un calo rilevante di attività, al di sotto del 50 per cento, mandando in tilt il sistema. Gli scarichi di oltre 800mila abitanti vengono riversati nel Lambro solo con il trattamento primario, meccanico e quindi molto parziale, che toglie le cose più grosse, visto che le vasche con le popolazioni batteriche sono contaminate da prodotti petroliferi."
Bonomi parla di un vero e proprio disastro ambientale che coinvolge non solo le risorse idriche ma tutta la fauna fuori e dentro il bacino:
"Il fiume è sottoposto in questo momento a un sovraccarico: da un lato il petrolio, dall'altro gli inquinanti di natura organica non depurati che possono determinare deossigenazione anche rilevante del corso d'acqua, con effetti negativi su tutta la vita acquatica e il rischio di fenomeni putrefattivi: in una parola la morte del Lambro."
Sempre Bonomo mette in guardia sulla presenza di contaminanti che è di lunga permanenza e che risulta difficile contenere in quanto sostanze volatili.
Una catastrofe ambientale ed economica con gravi perdite soprattutto per l'agricoltura che già conta due milioni di euro di danni, a fronte della quale il Comune di Milano ha deciso di costituirsi parte civile contro gli ignoti sabotatori.
E mentre si cerca ancora di fare il possibile per rallentare "la corsa" degli idrocarburi e salvare il salvabile, la Procura di Monza indaga nel sottobosco dei subapalti che ruotano attorno al maxi progetto di riqualifica della zona, battezzata - ironia della sorte - "Ecocity".
L'impianto della Lombardi-Petroli, di proprietà di Enzo Tagliabue, dovrebbe trasformarsi grazie all'impresa "Addamiano Engineering" dei fratelli Addamiano, in un centro direzionale con abitazioni ecosostenibili, negozi, alberi, piste ciclabili.
La Procura sta indagando quindi nella direzione della speculazione edilizia. A tale proposito il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà - come riporta Repubblica - ha dichiarato:
"Se la magistratura dovesse individuare nella speculazione edilizia il movente di quest'azione criminale sarebbe necessario porre un vincolo urbanistico su tutte le aree intorno al Lambro".
E quando si parla di appalti purtroppo si parla anche di infiltrazioni ad opera di organizzazioni criminali; come riporta il Corriere, si vocifera addirittura di un avvertimento mafioso.
Intanto ci si domanda come sia stato possibile non accorgersi del sabotaggio di sette cisterne; pare, inoltre, che - informa il Corriere - la Lombarda Petroli avesse autocertificato meno di 5 milioni di olio combustibile, soglia al di sotto della quale, viene concessa una semplificazione delle procedure di sicurezza.
Vedi anche: "Fiume LAMBRO: Milano salvi il suo fiume!" http://www.partecipami.it/?q=node/8533
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alle 22:13
edmondo dantes
http://www.ecodisicilia.com/palermo-calcestruzzo-sulla-strada-provinciale.htm
Lo dissi giorni fa'.. ndrnagheta, e dopo basti vedere il modo di operare in pieno stile mafioso, nel link sopra e' riportata una notizia del nov 2009, quando nella prov di Palermo una strada che doveva essere sottoposta ad appalto epr manutenzione fu cosparsa di cemento.., uno sfregio, avvertimento mafioso, sia per chi deve dare l'appalto, sia per chi l'ha ricevuto.. a palermo il cemento.. a milano il petrolio
La ndrangheta a milano l'avete fin sotto le chiappe, ma siete troppo distratti dalla magistratura malata di mente, dalle intercettazioni da stato di polizia, ma quando verra' il giorno che si vorra'/dovra' estirpare la ndrnagheta, vi accorgerete, che non basta una molletta al naso per non sentire la puzza di sterco.