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Petrolio nel Lambro, il peggio sembra passato: si contano i danni e aumentano i dubbi sulla dinamica

Venerdì 26 Febbraio 2010, 12:10 in Milano cronaca di

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Intanto che si lavora per salvare gli animali e cercare di arginare l'onda nera di petrolio che dal Lambro arriverà fino al mare Adriatico continuano le indagini sulla dinamica della contaminazione. Come leggiamo su Repubblica infatti ci sarebbero ben cinque ore di 'buio' in cui non squillano telefoni e non vengono dati segnali d'allarme.

Quando parte la prima chiamata alle 8.30 nelle fogne di Monza sono già colati almeno 4mila metri cubi di carburante (immagine Repubblica). Alle 10.30 a San Rocco intervengono i vigili del fuoco. Alle 11 vengono avvertiti i Comuni del lodigiano. Alle 12 Arpa informa di avere sigillato le sette cisterne di carburante manomesse a Villasanta. Dall'apertura alle 3.30 passano ore ed ore.

Il primo punto da chiarire riguarda la quantità di olio combustibile presente nelle cisterne come riporta il Corriere: la Lombarda Petroli aveva autocertificato meno di 5 milioni, ma ce n'era molto di più.

Di sicuro si sa solo che tutto il sistema ecologico ed economico delle aree contaminate è in pericolo come denuncia lo stesso Wwf in un comunicato:

"Tutto l'ecosistema fluviale è in pericolo ed ora si pensa anche al Delta del Po, una delle zone umide più importanti d'Italia e d'Europa per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici. Il Delta del Po in questo momento è estremamente vulnerabile anche a causa del livello delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico. In questa stagione, nelle zone umide deltizie vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione: anatre (germani reali, morette, moriglioni, mestoloni, alzavole), aironi (aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, garzette, aironi guardabuoi), limicoli (avocette, pantane, piro piro). Inoltre quest'area è fondamentale per la presenza di molte specie di pesci che si riproducono, transitano o trovano qui rifugio come l'anguilla, la cheppia, la savetta, il muggine calamita, o, nelle zone umide tra i canneti, come il luccio e la tinca. Non vanno poi dimenticati anfibi e rettili come ad esempio la testuggine palustre"

Ieri pomeriggio per cercare di fermare il petrolio sono state realizzate due barriere, una sul ponte provvisorio a Piacenza e l'altra sul San Nazzaro. Sono state montate attrezzature skimmer che insieme ad autospurghi provvederanno ad estrarre la massa oleosa intercettata dalle barriere. E' stato fatto divieto di uso e prelievo delle acque.

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26 Feb 2010
alle 16:59

Elisa Milani

Vi ricordo la discussione "Fiume LAMBRO: Milano salvi il suo fiume!" http://www.partecipami.it/?q=node/8533

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