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Guerra fra gang sudamericane, non solo latinos ma anche italiani nelle "pandillas"

Lunedì 22 Marzo 2010, 12:20 in Milano cronaca di

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A Milano le "pandillas" sono un fenomeno radicato, in continua evoluzione: le gang sudamericane (Latin Kings, Mara Salvatrucha-o MS-13, Commando, Ms18, Trinitarios) ormai da anni si fanno la lotta fra di loro con tanto di risse in cui non è raro ci scappi il morto.

Le "pandillas" non arruolano più solo sudamericani ma anche ragazzi di altre nazionalità, compresi italiani, informa Repubblica che riporta la storia di Ryu un italiano che per tre anni ha fatto parte della gang dei Latin King :

"Non ero l'unico non ecuadoregno della gang. Insieme con me c'erano asiatici, arabi, slavi. Molti di noi pensano che New York, la città delle novanta provenienze, sia il futuro migliore per tutti. (...) Io sono entrato nei Latin King grazie a Internet. Ho cercato contatti, li ho trovati, ho cominciato a uscire con un gruppo, ma poi, una sera, ho incontrato un vero Latin King, mi ha detto che stavo in compagnia di truffatori, di inventori. E non sapete quanti ce ne sono, e secondo me sono quelli che fanno i casini, come le violenze sessuali, per noi vietate... Così, con questo nuovo amico, piano piano, sono entrato nella gang più importante di Milano".

Ruy era fiero di appartenere ai Latin King fino a quando, però, non arrivò una telefonata ad annunciargli che un caro amico, David Stenio Betancourt Noboa, detto il Rey, il capo dei Latin King New York era stato ucciso dalla gang rivale, i Latin King Chicago, solo per aver detto basta alla violenza fra bande.

Non è raro poi trovare sudamericani che arrivati in Italia entrano in una gang per poi uscirne una volta messa su famiglia, come Paul che racconta la sua storia al giornalista di Repubblica :

"Avevo undici anni quando in Ecuador sono entrato in una pandilla. C'era mio fratello, più grande di me di un anno, e là ho visto cose terribili. Ti mettono anche in mano la pistola, e ringrazio Dio che a me non è successo di sparare. Quando sono arrivato a Milano, ho conosciuto, grazie a una collana, un nostro segno, altri come me. E mi sono inserito subito nella gang. Abbiamo degli obblighi seri, se andiamo a scuola dobbiamo essere promossi, se lavoriamo dobbiamo essere stimati. E le donne della gang non sono zoccole, devono vestirsi senza volgarità, e l'aborto è proibito, ci devi pensare prima. Mio padre e i suoi fratelli bevevano, ho imparato le regole della vita grazie alla banda, sono tra amici, non ho mai sgarrato"

Ora Paul ha un figlio e lavora nonostante della sua "pandilla" fosse un capo, non uno qualunque.

Ma la realtà delle "pandillas" non è fatta solo di integrazione, solidarietà, codice etico, fratellanza, ma anche prove di iniziazione, risse, pestaggi.

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